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A tu per tu con Vincenzo Sollitto

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Abbiamo incontrato Vincenzo Sollitto presidente e direttore generale della Sport Leader Agency. La società si occupa a 360 gradi del mondo del calcio con corsi e stages. La grande passione di Vincenzo per il nostro sport lo ha portato a non accontentarsi di seguirlo ma anche di farne una professione. Le esperienze alla Juventus ed all’Anderlecht hanno portato Sollitto a fondare la Sua creatura zoccolo duro del nostro sport.  

Ciao Vincenzo, raccontaci come è nata l’idea di Sport Leader Agency.

La Sport Leader Agency è il naturale prosieguo di un progetto di tre lustri, con una evoluzione dettata dal tempo e dalle competenze. Esperienze accumulate nel corso degli anni con la Juventus, l’Anderlecht e metodologia belga, calcio africano e sudamericano, con spiccata propensione per l’ambiente uruguaiano.

Di cosa Vi occupate nello specifico

Ci occupiamo di formazione a 360’, con corsi per allenatori, aspiranti talent scout, gestionali, stage e camp per giovani calciatori e sviluppo e formazione metodologica di settori giovanili, Training Camp e Tornei.

Il calcio questo sport meraviglioso come lo hai conosciuto

La passione ereditata da mio padre, in una generazione figlia del Mondiale del 1982. Alimentata ogni giorno da partite in tv, per strada con gli amici, figurine Panini come fossero santini. Poi un giorno mio padre arriva a casa con un almanacco Panini del 1984, con Bruno Conti in copertina, e la mia passione per la storia e le statistiche di calcio prese corpo.

Quando hai avuto la sensazione che potesse diventare un lavoro

Quando fai con passione ciò che ami, non lavori mai.

Passiamo a domande più da tifoso: per che squadra tifi

Il blocco degli juventini a Espana ’82, Platini e Boniek. Facile attirare l’attenzione di un bambino che sogna. Poi il nome, Juventus, una nomenclatura che non identificava una specifica città. Forse già in tenera età non mi piacevano le “etichettature”, ma sempre con una visione più globale delle cose. Nonostante avessi un padre di fede rossonera, il quale, con la complicità di un mio zio, mi fece avere un completino del Milan con il numero 10 : Gianni Rivera. Non esistevano ancora i nomi sulle magliette, ma i numeri identificavano comunque grandi calciatori. Ma vi garantisco che nel momento in cui ci sei dentro, la professionalità prende il sopravvento sul tifo. Ragioni con più razionalità, mettendo da parte colori e bandiere.

Lotta Champions chi vedi favorite per un posto nella massima competizione continentale

I nomi sono sempre quelli : Barcellona, Manchester City, Juventus, Liverpool. Vedo in fase calante, ma sempre pericolose, Il Real Madrid e Bayer Monaco. Outsider PSG.

Nelle coppe europee come vedi le italiane

Mi auguro sinceramente che le italiane in Europa League prendano molto sul serio la competizione. Ne hanno tutte le potenzialità, soprattutto il Napoli. Una competizione così importante che non viene presa in seria considerazione dal calcio italiano è un vero suicidio. Da quest’anno l’Italia ha acquisito il diritto di partecipazione a quattro squadre in Champions League. Frutto comunque del punteggio del Ranking Uefa che si acquisisce sul campo, sia in Champions che in Europa League. Se si boicotta la Europa League, si abbassa il ranking. Se si abbassa il ranking si perdono posti in Europa. E poi i presidenti si lamentano che non entrano in una delle due competizioni a fine anno perché i posti assegnati al campionato italiano sono pochi. Una mentalità che non porta lontano. Nelle competizioni europee, sempre e solo forza le italiane. Magari si ritornasse a 20 anni fa, quando la finale era faccenda di un “derby” italiano.  

Mancini lo consideri l’uomo giusto per la Nazionale

Direi di si. Il Mancio sta al momento testando tanti calciatori, dando modo anche ai futuri probabili nazionali di entrare e respirare l’aria di Coverciano. Addirittura “svezzando” giovani come Zaniolo e Tonali, ancora a secco di presente in Serie A. I club di appartenenza dovrebbero preparare i giovani per la Nazionale, qui succede il contrario, c’è qualcosa che non va. Poi son convinto che una volta che ha personalmente valutato tutte le alternative, crei una squadra di titolari, con altri elementi utili in sostituzione.

Var è un progetto riuscito

Si, sempre però considerando il Var come uno strumento che deve aiutare la terna arbitrale, non sostituirla. L’arbitro deve essere regnante in campo, supportato dagli assistenti e dal Var, in modo da commettere meno errori possibili. E per sgombrare ogni possibile sospetto. Ma c’è sempre la variante dell’interpretazione e errore umano, nonostante tutto. Purtroppo la cultura poco sportiva cerca sempre di trovare sempre l’alibi: dall’arbitro venduto, alla sudditanza psicologica, al Var con interpretazioni ad personam, ecc.. .. Ma ogni tanto accettare che l’avversario sia stato superiore, oppure di partita sfortunata nonostante si sia giocata bene, oppure accettare l’errore umano, no ?

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