16 Maggio 2026
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News calcistiche

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Ecco la nuova Italia: da Di Lorenzo a Chiesa le certezze di Spalletti

Pronti via e subito, tanto per cambiare, l’obbligo di vincere: l’Italia di Luciano Spalletti si prepara all’esordio in trasferta contro la Macedonia del Nord (9 settembre, ore 20:45) e subito dopo in casa contro l’Ucraina (12 settembre, ore 20:45). La formazione disegnata dal neo ct seguirà il credo tattico del tecnico di Certaldo, nel solco di quello lasciato da Mancini: sarà 4-3-3 per inseguire il secondo posto nel gruppo C e qualificarsi ai prossimi Europei in Germania.

Dalla Juve di Allegri all’azzurro Spalletti, il ruolo di Locatelli non cambierà: il centrocampista bianconero con ogni probabilità agirà da play titolare per le due partite e sarà il primo punto di riferimento per la difesa in fase di impostazione. Difesa che sarà ovviamente a quattro, con un ruolo da pilastro per il capitano del Napoli Di Lorenzo.

Spalletti è pronto a puntare forte pure su Chiesa, impiegandolo come punta esterna nel tridente chiamato a capitalizzare la produzione di gioco offensiva che finora ha prodotto tre gol in due partite. Per il numero 7 della Juventus un momento di forma eccezionale e un ritorno in nazionale a quel ruolo che ci trascinò a suon di reti fino al titolo europeo.

 

Tiago Pinto: “Beltran? Non so cosa sia successo con la Fiorentina…”

Il direttore generale della Roma, Tiago Pinto, ha parlato in conferenza stampa del calciomercato estivo giallorosso, in particolare sugli attaccanti: “Ho 38 anni, sono divorziato, non ho figli. Sono abituato a prendere i no. Non è un grande problema. Non ho seguito attentamente tutti i nomi che ci hanno accostato. Due li abbiamo trattati chiaramente, cioè Scamacca, con cui stavamo parlando, ma a quel punto non siamo riusciti per ragioni pubblicamente conosciute. Marcos Leonardo continua a essere un obiettivo, lo seguiamo da 16 mesi, era una situazione che per noi era tranquilla, ma l’accordo fra le tre parti era in dirittura, ma abbiamo avuto la sfortuna che in un paio di mesi il Santos lotta per non andare in Serie B, il curatore tecnico è stato licenziato, è cambiato l’allenatore, ha venduto due giocatori di 17 anni per 30 milioni. Vendere il migliore della squadra nel mezzo della stagione è diventata una questione politica. Continua a essere un obiettivo, ha 20 anni e 150 partite in un club come il Santos. Questo mercato è stato molto difficile per tutti i club, cercano gli attaccanti. Molte società hanno speso 100 milioni. Tutti i tifosi della Roma sono contenti di arrivare al 28 di agosto e avere Lukaku”.

Su Beltran. “Mi dispiace, non so cosa è successo con la Fiorentina, per me è tutto a posto. È un giocatore che noi conoscevamo”.

Su Matic. “È una situazione che mi dispiace, non me l’aspettavo. Le ultime due settimane di Nemanja… In queste cose sono un po’ diverso da voi, io prendo il lato positivo e poco tempo dopo siamo riusciti a prendere Paredes, campione del Mondo, e dobbiamo andare avanti. Se un giorno Matic vuole spiegare può farlo, ma non voglio perdere energie, non merita molte più parole”.

Locatelli, azzurro sincerità: “Con Mancini qualcosa si era incrinato”

Conferenza stampa di Manuel Locatelli. Il centrocampista della Nazionale risponde quest’oggi alle domande dei giornalisti presenti nella sala stampa di Coverciano. Per gli Azzurri di mister Spalletti quello di oggi è il secondo giorno di allenamenti in vista delle sfide contro Nord Macedonia e Ucraina valide per la qualificazione a Euro 2024.

Che impressione ti ha fatto Spalletti?
“Tornare qui è sempre un onore, una gioia. Tutti noi abbiamo questa responsabilità: c’è un mister nuovo e tutti noi abbiamo voglia di conoscerlo e anche lui deve conoscerci. C’è energia ed entusiasmo, siamo tutti molto carichi”.

Con che spirito torni in Nazionale?
“E’ stupendo essere sui muri di Coverciano, l’Europeo è un sogno che abbiamo realizzato ma ormai è il passato. Sono felice di essere di nuovo qui dopo un anno, sono molto felice”.

Che parole sta usando Spalletti per motivarvi?
“Il mister ha parlato di attaccamento alla maglia, il suo discorso ci ha emozionato”.

Che sentimento hai nei confronti di Mancini?
“Va ringraziato per l’Europeo, poi le cose sono andate così e ora basta… C’è il futuro da affrontare”.

Sei lanciato per essere un play con Spalletti?
“C’è stato un cambiamento nel mio modo di giocare, mi sto specializzando qui e sono felice di questo. Sono cambiate tante cose, ma sono molto felice di questo”.

Come ti sei spiegato le esclusioni di questo anno?
“Quando c’è una mancata convocazione la prima colpa è mia, il primo esame lo devo fare su me stesso. Poi ho parlato con Mancini, lui aveva delle idee e io altre. Qualcosa si era incrinato, ma va bene così”.

Come cambia l’Italia con Spalletti?
“C’è già una idea, una impronta di ciò che vuole fare il mister. Ci sta facendo vedere molte cose, cambieranno alcune cose. Dobbiamo seguire ciò che ci dirà e lo faremo”.

Come commenteresti questo tuo ritorno?
“Ho imparato molte cose, non bisogna mai dare nulla per scontato. Tutto si conquista col lavoro, con la determinazione. In questi anni ho avuto modo di maturare e riparte tutto da lì, dalla voglia e dalla determinazione. Lo scorso anno alla Juventus abbiamo vissuto un anno complicatissimo, ora alla Juve stiamo vivendo una situazione migliore”.

Che gara ti aspetti sabato?
“Sarà una partita difficile, in campo internazionale sono sempre gare difficili. Loro sono molto bravi sulle seconde palle, dobbiamo stare attenti su tante cose. La cosa più importante è la vittoria ma altrettanto importante è la voglia di giocare”.

Quanto senti che ti manca in quel ruolo per una completa realizzazione?
“Quello è uno dei ruoli più determinanti, devi essere bravo a mantenere l’equilibrio della squadra. Abbiamo fatto un solo allenamento con lui, ma sicuramente cercheremo di seguirlo. Io questo ruolo posso farlo, un passo che devo fare nel club è arrivare di più alla conclusione. Mi sto divertendo, ma ho giocato lì anche il primo anno alla Juventus in mezzo al campo e ormai ho disputato lì un bel po’ di partite. Mi sto divertendo”.

TMW – Quanto il passaggio da Mancini a Spalletti può rivelarsi positivo per ridare slancio a una Nazionale che aveva perso entusiasmo?
“Dobbiamo viverla così, i cambiamenti dobbiamo vederli in maniera positiva. E’ arrivato un grandissimo allenatore, deve esserci entusiasmo nell’indossare questa maglia che non può essere mai un peso. Questa voglia di vincere non dobbiamo mai perderla, il cambiamento dobbiamo viverlo in maniera positiva”.

Quale sarà l’impostazione tattica?
“La sua impostazione è un 4-3-3. poi quando si va a pressare o altro… Quello si vede di partita in partita”.

Cosa pensi dell’assalto dell’Arabia? Tu come avresti reagito a una eventuale offerta saudita?
“Sono scelte difficili da giudicare, devi trovarti nella situazione. Ora il calcio è tutto in cambiamento, è arrivata l’Arabia ma giudicare non serve a nulla. Ognuno deve trovarsi nella situazione e poi prendere una decisione”.

Cosa è cambiato per te da quando eri nelle Under?
“Innanzitutto sono diventato genitore ed è la cosa più bella della vita, poi ho una moglie fantastica. Sono molto felice di avere questa famiglia”.

 

Napoli, nervi a fior di pelle su Kvaratskhelia: “Nessuna trattativa di rinnovo”

Il Napoli prende posizione in merito alla presunta trattativa per il rinnovo di Khvicha Kvaratskhelia. Mentre le voci a riguardo continuano a circolare, il club azzurro ha emesso una nota piuttosto chiara in merito, con termini decisamente coloriti:

“Alcuni media continuano a raccontare, avendo come unica fonte gli agenti del calciatore, di presunte trattative in corso per il rinnovo di Kvaratskhelia. Si tratta di “cazzate”. Nessuno del Napoli ha mai parlato del possibile rinnovo del calciatore (il cui contratto scade tra 4 anni). Non lo hanno fatto né Mauro Meluso, né Maurizio Micheli, né Aurelio de Laurentiis, né Andrea Chiavelli”, il tweet del club azzurro.

 

Inzaghi rinnova con l’Inter fino al 2025

Adesso è ufficiale: Simone Inzaghi ha prolungato il suo rapporto con l’Inter di un anno, c’è infatti la firma sul rinnovo contrattuale fino al 2025. L’accordo tra le parti, raggiunto nelle settimane scorse, è stato comunicato questa mattina dal club nerazzurro, all’indomani di un inizio di campionato che vede la squadra in vetta alla classifica (assieme al Milan, prossimo avversario alla ripresa del campionato dopo la sosta per la nazionali) con 9 punti, frutto dei tre successi contro Monza, Cagliari e Fiorentina, con otto reti segnate e zero subite (l’Inter è la sola squadra nei cinque campionati top europei ad aver mantenuto inviolata la propria porta). Per il tecnico nerazzurro uno stipendio di 5,5 milioni di euro a stagione come parte fissa, a cui vanno aggiunti i bonus in base ai risultati raggiunti. Nelle prime due stagioni interiste, Inzaghi ha conquistato 4 trofei (due Coppe Italia e due Supercoppe italiane), portando i nerazzurri in finale di Champions, lo scorso giugno a Istanbul contro il Manchester City.

IL COMUNICATO DELL’INTER
FC Internazionale Milano è felice di comunicare il rinnovo di contratto dell’allenatore Simone Inzaghi. Grazie al nuovo accordo, il tecnico sarà alla guida dei nerazzurri fino al 2025.

Lobotka: “Scudetto incredibile, a Udine quasi mi strappavano le gambe. A Napoli sto benissimo, ho lo stipendio più alto della mia carriera”

Stanislav Lobotka, centrocampista del Napoli, si è raccontato alla rivista statunitense di economia Forbes. Di seguito le dichiarazioni dello slovacco rilasciate nel mese di luglio.

Come sono stati i festeggiamenti per il titolo? Chi si sono fatti tatuare? “Probabilmente non siamo ancora andati così lontano. (ride) I festeggiamenti sono stati bellissimi, è difficile descriverli a parole, devi provare qualcosa del genere. I napoletani sono noti per il fatto che per loro il calcio è tutto. Forse i festeggiamenti continuano anche adesso (abbiamo fatto l’intervista a metà giugno, ndr) e credo che dureranno una settimana circa. Non sono ancora finiti. (ride) È stato fantastico, abbiamo apprezzato tutti l’atmosfera. Almeno mi hanno lasciato la biancheria intima…“.

Come può succedere una cosa del genere? “Lo scudetto lo abbiamo vinto contro l’Udinese, in trasferta. È stato incredibile: i tifosi hanno preso d’assalto il campo, ci hanno portato via tutto, mi hanno lasciato solo la biancheria intima. Uno teneva una scarpa, l’altro l’altra… Io dico: te le regalo, non c’è problema! Mi hanno quasi strappato le gambe, hanno preso tutto, le parastinchi, la maglia… Dopo tre giorni avevo un’altra partita e ho pensato che non avrei avuto niente con cui giocare! Sono pazzi per il calcio, sono venuti a trovarci nello spogliatoio, erano spontaneamente felici, tutti gridavano. Era un’euforia così primordiale. Poi quando siamo arrivati in hotel, abbiamo festeggiato fuori con i fan, non siamo tornati a casa fino al giorno successivo“.

Nei media italiani vi chiamavano una squadra di alieni… “…ti sembro un alieno? (ride)? Non so se siamo stati la migliore squadra della storia. Il titolo lo abbiamo vinto, certo, e lo abbiamo vinto con margine, ma d’altra parte, anche quando Marek (Hamsík) ha giocato lì, hanno fatto novantuno punti in una stagione (nella stagione appena conclusa il Napoli ha vinto con novanta punti, ndr) e comunque non hanno vinto, anche se hanno giocato un bellissimo calcio. Ce l’abbiamo fatta, ma non so se siamo stati i migliori. Siamo stati anche fortunati, alcune squadre forti hanno vacillato contro avversari diversi e ce l’abbiamo fatta. Se vuoi diventare un maestro, devi avere anche un po’ di fortuna. E quando non la avevamo, sapevamo come portarlo dalla nostra parte. Ma se dicono che eravamo alieni forse è perché nessuno parlava di noi come candidati al titolo all’inizio della stagione“.

Il tuo agente Jasurek ha detto qualche mese fa che il Napoli non ti venderà per meno di 40mln di euro. Hai il coraggio di indovinare chi potrebbe borsare questa somma? “Non lo so… mi valuterei cinque milioni. (ride) Tuttavia, il proprietario mi inseguirebbe, ovviamente ha un’opinione diversa al riguardo. Il mercato è semplicemente così: i giocatori vengono venduti per 120 milioni, che, secondo me, sono già somme terribilmente elevate per un calciatore. Tiene conto anche se sei in nazionale, se hai giocato il Mondiale, la Champions League e così via. Ma non riesco a capire le somme enormi“.

Come ti trovi economicamente a Napoli? La cifra non ufficiale dello stipendio di 3mln di euro all’anno è corretta? “Non vorrei commentare questo aspetto.

Hai tuttavia migliorato il tuo ingaggio in autunno quando hai prolungato il contratto. In modo significativo? E’ vero, ma Napoli mi piace molto. La gente lì è fantastica, ho giocato, non avevo motivo di pensare che non sarei voluto restare lì. Ci siamo seduti con il proprietario, abbiamo condiviso le nostre idee e abbastanza rapidamente – sorprendentemente – abbiamo trovato l’accordo. Sono molto soddisfatto“.

Probabilmente hai lo stipendio più alto della tua carriera. “Sì, ce l’ho“. Anche con bonus al raggiungimento degli obiettivi? “Ci sono dei bonus quando vinciamo il titolo, quando raggiungiamo il successo in Champions League…“.

Quanto spesso vieni pagato in Italia? “Mensile. E a volte anche tre mesi. Quella è l’Italia, non capirai, devi viverci. (ride)“.

Hai parlato della mentalità italiana. Cosa ti piace e a cosa ti stai abituando? “Devo ancora abituarmi al modo in cui guidano lì. Napoli o ti piace o non ti piace, non c’è via di mezzo. C’è più sterrato, ad esempio sulle strade, il traffico non è l’ideale, ma in compenso mi piace la mentalità, sono amichevoli, quindi modesti. C’è del cibo eccellente, cosa posso fare? Hai Capri, le isole, il mare…“.

Ti trovi bene con gli orari per gli appuntamenti? “Quando ci si incontra alle cinque bisogna chiedere se è l’ora normale o l’ora napoletana. Ci vogliono dai dieci ai quindici minuti. Ci sono abituato, solo che a volte me lo dimentico. Sono pronto alle cinque e scrivo: come va? Hanno tempo, non hanno fretta, non sono stressati. Voglio dire, solo al volante… Ma da come guidano, non ho visto un incidente stradale grave lì. Gli viene insegnato così, a loro non si applicano le regole come dare la precedenza a destra: va chi arriva prima“.

È vero che i napoletani sono molto superstiziosi? “Ad esempio, quando passa a qualcuno una saliera, devi prima metterla sul tavolo e poi lasciare che qualcun altro possa prenderla. Non passa di mano in mano, porta sfortuna. Me lo fece notare un amico una volta quando gli dissi: dammelo normalmente… (sorride)“.

Ancora qualche domanda sui soldi che hai guadagnato. Come li investi? “Investo circa il 15-20% del mio reddito in fondi di investimento per rendere il denaro redditizio, è anche la mia ‘pensione’ dopo la mia carriera calcistica. Ne investo una parte in immobili in Slovacchia e all’estero” Anche in Italia? “Piuttosto in Spagna, alle Isole Canarie”.

Hai investito anche nel calcio, in un club di Podbrezová, che milita nella massima competizione slovacca. Come ci hai pensato? “Conoscevo già Vladimír Soták, presidente del club e comproprietario del club, nonché il direttore generale del club Mir Poliacek. Mi hanno convinto con la loro strategia, la filosofia, con quale allenatore e come vogliono giocare e dove muoversi nel calcio. Sottolineano, ad esempio, che il club può guadagnare dai trasferimenti dei giocatori ma vogliono concentrarsi anche sulla formazione dei giocatori slovacchi. Mi è piaciuto tutto. Mi sono consultato anche con l’agente e con altre persone, e anche loro hanno pensato che fosse una buona cosa”.

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