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Va detto che il tecnico si è presentato a Eindhoven senza otto giocatori: i lungodegenti Ibra, Florenzi e Maignan, i sub iudice Origi, Krunic e Messias, e gli ultimi rientrati dalle vacanze mondiali Giroud ed Hernandez. Così Pioli è stato costretto a sperimentare. Quali esperimenti? Per esempio Mirante in porta. Per esempio Dest terzino sinistro. Per esempio De Ketelaere favorito su Diaz sulla trequarti e Rebic al centro dell’attacco, anche se in questi ultimi due casi non si tratta ovviamente di novità. Lo è stata invece l’impiego di Adli largo a sinistra, ma si è trattato di una forzatura dettata da Rebic centravanti e da Leao – rientrato soltanto il 26 dalle vacanze – inizialmente in panchina. Il resto è stato normalità: Bennacer e Tonali a centrocampo, e soprattutto il rientro di Calabria dopo tre mesi interminabili, cosa che ha permesso la ricomposizione della coppia centrale Kalulu-Tomori.
Nella ripresa subito dentro Lazetic al posto di Rebic al centro dell’attacco (il serbo ha sulla coscienza un’occasione limpida al quarto d’ora), poi a metà tempo Pioli ha cambiato tutta la squadra: dentro in dieci, fra cui Leao e Diaz. Il tutto dopo il terzo gol olandese, che il sontuoso Madueke ha spedito al Diavolo in fotocopia: percussione dalla fascia destra al centro, Dest nuovamente lasciato sul posto, inutile il raddoppio di Tonali, e sinistro vincente. Bravissimo il 10 inglese, comunque. Negli ultimi dieci minuti, a gara abbondantemente archiviata, sono arrivate un paio di sgasate di Leao e un destro al volo di Vranckx buone solo per la cronaca, ma inutili per ammorbidire la disastrosa immagine che il Milan ha dato di sé. Dopo i due k.o. a Dubai con Arsenal e Liverpool, arriva quello di Eindhoven. Ora però le amichevoli sono finite.
Fonte: Gazzetta.it

Suona l’allarme, ed è una sirena assordante che squarcia sicurezze e mette in dubbio prospettive. Il Milan non cade, ma sprofonda senza freni a Eindhoven (3-0) nell’ultima uscita prima della ripresa del campionato e adesso a Milanello – dopo gli altri k.o. con Arsenal e Liverpool – è lecito preoccuparsi, anche perché alla partita di Salerno mancano soltanto tre allenamenti. Tre come i gol del Psv in una partita senza storia, che il Milan non ha mai iniziato a giocare. Squadra irriconoscibile, un Milan-zombie. Senz’anima, perché l’atteggiamento è qualcosa che non c’entra con assenti (tanti) e presenti: può esserci più o meno qualità a seconda degli interpreti, ma quello dovrebbero averlo tutti a prescindere. Esauriente l’immagine di Maldini in tribuna, pizzicato dalle telecamere a scuotere lungamente la testa. Ed era passato solo un quarto d’ora. Se questa era – come in effetti era – la partita buona per dare indicazioni utili a Pioli sul Milan di Salerno, è meglio resettare tutto nei pochi giorni di lavoro che restano.
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