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Ogni giorno, da oggi, potrebbe essere quello buono per poter ricevere una chiamata dalla proprietà e sedersi a tavolino per definire la situazione contrattuale. Menichini sarà ansioso ad ogni squillo del suo telefonino. Il tecnico di Ponsacco, è ancora in attesa di cenni da Roma e intanto si gode il meritato relax con la famiglia in Toscana. C’è chi dice che nel giorno festivo Lotito potrebbe riposarsi, ma è questione di dettagli. Entro la fine della settimana la Salernitana scioglierà il nodo allenatore per la prossima stagione: come è ormai risaputo, occorre fissare il vis à vis con Menichini prima di poter procedere. Il contratto del mister è stato automaticamente prolungato, con un compenso anche più alto, e difficilmente la proprietà accetterebbe di tenere a libro paga un allenatore lasciandolo a casa. Di contro, vanno sottolineati i rapporti non più idilliaci con il ds Fabiani, che ha ammesso in prima persona di aver ricevuto ufficiosamente la riconferma, pur senza ancora aver messo nero su bianco. Contratto vs contatti, per Menichini c’è di mezzo una erre. Il primo c’è, e pesa come le vittorie ed i punti conquistati, mentre i secondi sono assenti, per ora. E allora, che si fa? Due le ipotesi all’orizzonte: la prima, più probabile, è che a Menichini venga proposta una buonuscita, meglio ancora se corredata da contemporanee offerte al tecnico da parte di altri club che potrebbero consentirgli di percepire in totale – sulla carta – una cifra vicina a quella scritta sul contratto coi granata per il 2015/16, lievitato dopo aver guadagnato la promozione in B. Oppure, ipotesi da non escludere categoricamente ma pur sempre di difficile realizzazione, nel caso in cui Menichini non accettasse le soluzioni di separazione prospettate da una proprietà che comunque stima il trainer (assieme anche ai dirigenti di area Lazio, vedi Tare, ndr), la premiata ditta Fabiani-Menichini potrebbe andare avanti. Ma con un equilibrio sottile, precario, pronto a traboccare al minimo soffio di vento. Che potrebbe portare che alla prima difficoltà il tecnico rischia di salutare tutti, per lasciar posto ad un nuovo tecnico. Iniziare un campionato lungo ed insidioso come la B con questa prospettiva è sconsigliabile, perché tutto l’ambiente ne risentirebbe dal punto di visita della serenità interna al gruppo e da mettere in campo. Risolto il nodo panchina, si penserà a quello giocatori. Per avere più scelta e non avere una rosa risicata dal punto di vista numerico, in granata giungeranno giovani promettenti ed interessanti in qualità di under. Under che già conoscono la cadetteria, vedi Crecco che sarebbe già sull’uscio, quindi non sprovveduti di primo pelo. Lo scorso anno Fabiani pescò a piene mani al supermarket Parma, che quest’anno potrebbe esporre il cartello “liquidazione per cessata attività” liberando decine e decine di calciatori. Ma non solo. Tanti i canali preferenziali che la Salernitana potrà ancora sfruttare per rinforzare l’organico. Non solo quello scontato con la “sorella maggiore” Lazio. Ottimi, ad esempio, i rapporti che Claudio Lotito intrattiene con l’Atalanta a prescindere dalla conferma del tecnico Edy Reja che con il co-patron ha lavorato per anni a Roma. Gli orobici hanno in organico decine di calciatori mandati in prestito in giro per l’Italia nella scorsa stagione. Il difensore Matteo Contini fu già accostato ai granata la scorsa stagione prima di passare al Bari con la “Zanzara” Giuseppe De Luca, altro elemento di proprietà nerazzurra. L’Avellino ha in prestito il difensore Alberto Almici e l’ivoriano Koné, che però appartiene ad una scuderia in rotta aperta con Fabiani. Il Perugia chiederà al duo Marino-Sartori la riconferma di Matteo Ardemagni, idem il Carpi con il promettentissimo esterno Salvatore Molina ed il difensore Suagher. In B hanno fatto molto bene Scozzarella al Trapani e Gatto alla Virtus Lanciano. Rientrano dal prestito al Cesena anche il difensore Capelli, i centrocampisti Cazzola e Giorgi nonché Guido Marilungo, attaccante frenato da un’impressionante sequela di infortuni dopo i fasti di inizio carriera alla Sampdoria. Da definire la comproprietà di Boakye con la Juventus. Detto dell’Atalanta, come non definire eccellenti i rapporti con il Genoa di Enrico Preziosi, altra società ad avere sotto contratto decine e decine di calciatori. Rientrano alla base il portiere Donnarumma dal Bari, il terzino Sampirisi dal Vicenza, i centrocampisti Strasser, Cofie e Feftatzidis dal Chievo, l’esperto argentino Mario Santana dal Frosinone e gli attaccanti Umberto Improta dal Bologna ed Enis Nadarevic dal Trapani. Con il Pescara bisognerà definire la comproprietà di Antonino Ragusa. Più che buoni anche i rapporti con il Chievo Verona, relazioni rinsaldate dall’amicizia tra Lotito ed il patron clivense Luca Campedelli. I gialloblù nella passata stagione hanno dirottato il portiere Provedel al Perugia, il terzino Pucino al Pescara, l’attaccante Victor da Silva, la vecchia conoscenza granata Sestu ed il centrocampista Bentivoglio al Brescia, i centrocampisti di qualità Sbaffo all’Avellino, Lazarevic al Sassuolo e Stoian al Crotone, gli attaccanti Cisotti allo Spezia e Inglese al Carpi. Giovani ma già con buon bagaglio d’esperienza tra i cadetti i calciatori di proprietà del Milan, altra società con cui Lotito ha rapporti a prova di bomba. Il portiere brasiliano Gabriel resterà al Carpi, ma rientreranno Fossati dal Perugia, Comi e Vergara dall’Avellino, Oduamadi dal Latina, Petagna dal Vicenza e Beretta dalla Pro Vercelli. Un lunghissimo elenco di calciatori appetibili e potenzialmente interessanti in cui pescare: c’è da giurare che Lotito e Fabiani getteranno l’amo.
Raffaele Cioffi

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