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Servizio di Valerio Lauri @RIPRODUZIONE RISERVATA
Questione di feeling. Una famosa canzone di Mina e Riccardo Cocciante, certo. Ma anche la strana passione di Domenico Berardi per il Milan. Non stiamo parlando della fede calcistica del giovane attaccante (di proprietà Juve), ma della sua propensione a segnare contro i rossoneri. Dopo il poker rifilato ai rossoneri nella scorsa stagione, che costò la panchina ad Allegri, anche quest’anno la strana alchimia si ripete. Tripletta del neroverde e vittoria del Sassuolo. Non si può, però, ridurre la cronaca a questa statistica. Perchè, quest’oggi, al Mapei Stadium, il mezzogiorno è stato veramente di fuoco, sia per lo spettacolo offerto dalle due squadre, sia per l’enorme mole di errori arbitrali.
LA CRONACA – Inzaghi sceglie di schierare Bonera a sinistra, al posto dello squalificato De Sciglio, con Alex al centro della difesa al fianco di Paletta. Il tridente è formato da Bonaventura, Honda e Destro. Inizio incoraggiante dei rossoneri che, però, al 13′ vanno già sotto. Berardi lascia partire un tiro non irresistibile dalla distanza, ma Diego Lopez si lascia sfuggire il pallone che rotola nei pressi della linea, pur non entrando del tutto. L’assistente di porta Damato, tuttavia, segnala all’arbitro Guida che è gol, tra le proteste vibranti dei rossoneri. Il colpo psicologico per i rossoneri e devastante e produce tanto nervosismo. Ad ogni fallo fischiato da Guida segue una protesta milanista e Bonaventura si guadagna un giallo, che risulterà decisivo nello sviluppo del match. Al 31′ il Sassuolo raddoppia: lancio lungo di Cannavaro per Berardi, che sorprende la linea arretrata di Inzaghi e trafigge Diego Lopez. Ancora una volta grandi proteste rossonere, che sembrano giustificate, poichè la moviola rivelerà la posizione irregolare di Berardi al momento dell’innesco. A questo punto, la reazione del Milan è veemente e produce il gol che accorcia le distanze. La firma è di ‘Jack’ Bonaventura che, con una serpentina caparbia e un tocco di punta, stile calcio a 5, sorprende gli uomini di Di Francesco. Nel finale della prima frazione, il Milan spinge e produce un’altra importante occasione: Consigli respinge un tiro potente di Honda, ma Destro non riesce ad indovinare il tap-in.
Nella ripresa Inzaghi sostituisce Abate (infortunato) con Suso. Poli scala nella posizione di terzino destro e lo spagnolo va a piazzarsi nel tridente, con Bonaventura che retrocede il raggio d’azione. Il giovane iberico è pimpante e si produce nel cross decisivo per il 2-2 dei rossoneri. La palla tesa messa in mezzo dall’ex Liverpool trova Alex che, in anticipo su Consigli, incorna e mette in rete. Questa volta le proteste sono dei neroverdi, che lamentano una carica ai danni del portiere, che pare però non esserci. Quando la partita sembra rimettersi in carreggiata per Inzaghi e co., ecco la nuova mazzata. Bonaventura, nel ripararsi il volto, intercetta con il braccio un passaggio di Missiroli. Per Guida non ci sono dubbi: è seconda ammonizione e conseguente espulsione. L’inferiorità numerica e la mancanza di un elemento importante come Bonaventura fa sbandare tremendamente i rossoneri. Costanti pericoli neroverdi: Diego Lopez è miracoloso a tu per tu con Berardi poi il Sassuolo reclama per un rigore non fischiato (c’era) per un intervento di De Jong sempre su Berardi. Il giovanissimo talento italiano è inarrestabile e, al 32′, sfrutta un mezzo velo di Zaza e infila per la terza volta Diego Lopez. A questo punto, Inzaghi gioca il tutto per tutto, inserendo El Shaarawy al posto di Honda. L’italo-egiziano è protagonista dell’ennesimo episodio dubbio di giornata: si invola in area neroverde, poi sterza per superare Biondini, che con una vigorosa spinta lo stende. Per Guida non c’è nulla e il Milan reclama a gran voce. La frustrazione sale tra gli uomini di Inzaghi, al punto che Suso perde la testa e commette un bruttissimo fallo su Missiroli: espulsione diretta. Il Sassuolo può dunque condurre in porto il secondo scalpo rossonero in due stagioni al Mapei Stadium.
Niente male per essere una partita di fine stagione ,tra due squadre che non avevano più nulla da chiedere a questo campionato. Berardi, come un toro nell’arena emiliana, quando vede rossonero, si scatena. Prestazione monstre del talento scuola Juve e messaggio ad Allegri, in vista della prossima stagione. La squadra di Di Francesco, però, è stata tutt’altro che perfetta in fase difensiva. Brutto scivolone per il Milan che, pur non giocando male, ha lasciato le solite enormi praterie ai contropiedi avversari. Unico difensore a fornire una prestazione sufficiente è stato Alex, e non solo per il gol messo a segno. Con quelli di oggi, diventano 12 i cartellini rossi collezionati dalla squadra di Inzaghi in questa stagione, decisamente troppi. Non sarebbe giusto parlare di Milan penalizzato dalla direzione di gara, ma, di sicuro, il sestetto arbitrale ha commesso una serie infinita di errori. In particolare, da sottolineare il quinto gol fantasma della stagione nella massima serie A. Alla faccia di chi diceva che “l’occhio di falco” non serviva…
Twitter: @Val_CohenLauri

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