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Nessuno può toccare il cavalluccio, emblema della Salernitana,ed a cui i tifosi sono affezionati. Tanto da costringere la società a fare accordi con l’ex presidente della Antonio Lombardi per il suo utilizzo. Oggi c’è stato l’atto finale. Il Tribunale di Napoli, con sentenza 7109 del 12/05/2015, ha rigettato tutte le tesi avanzate dalla curatela fallimentare della Salernitana Calcio 1919 che, com’è noto, contestava la titolarità dei beni immateriali in capo alla Energy Power, chiamando oltretutto in causa l’attuale US Salernitana nonché la fallita Salernitana Sport rappresentata dal dottor Tommaso Nigro. Ivone aveva peraltro messo in discussione la validità sottoscritto nell’estate del 2011 tra la Energy Power e l’ex Salerno Calcio. “Energy Power ha legittimamente acquistato il marchio dalla curatela fallimentare della Salernitana Sport ed altrettanto legittimamente l’ha rivenduto all’attuale Us Salernitana 1919″, spiega l’avvocato De Crescenzo dello studio Fauceglia ove nel pomeriggio s’è tenuta una conferenza stampa per illustrare i dettagli della sentenza di primo grado, quindi tecnicamente ancora impugnabile in Appello e successivamente in Cassazione. A giugno Lotito e Mezzaroma corrisponderanno la terza ed ultima rata prevista dall’accordo siglato nel 2011 e successivamente acquisiranno la piena e definitiva titolarità dei beni immateriali della Salernitana. Oltre al danno la beffa per la curatela fallimentare della Salernitana Calcio 1919 che dovrà accollarsi 470 euro di spese vive, 20.000 euro di onorari comprensivi di spese generali nonché 20.000 euro di risarcimento alla US Salernitana. “A fronte delle rivendicazioni della curatela fallimentare della Salernitana Calcio 1919 abbiamo deciso di rivolgerci alla sezione marchi e brevetti del Tribunale di Napoli affinché lo stesso accertasse la legittima titolarità dei marchi da parte della Energy Power ed il diritto alla successiva vendita – spiega l’avvocato Fauceglia nella conferenza stampa convocata nel suo studio – Il Tribunale ha accertato e dichiarato l’esclusiva titolarità dell’Energy Power di tutti i marchi e l’insussistenza di qualsivoglia diritto e pretesa sui marchi stessi da parte della curatela Ivone. La stessa è stata nel contempo inibita al compimento di qualsivoglia atti di turbativa. Sono state quindi rigettate tutte le domande di risarcimento danni avanzate dalla curatela, condannata alla refusione delle spese. In definitiva il Tribunale ha sentenziato quanto abbiamo sempre sostenuto”. Entro il 30 giugno, quindi, Lotito e Mezzaroma potranno riscattare la proprietà del marchio pagando l’ultima trance dell’accordo sottoscritto nell’estate del 2011. Dopodiché potranno procedere alla registrazione del marchio accollandosi le relative spese che ammontano a circa 40mila euro. “Il prezzo fissato per la vendita del marchio è inferiore a quanto la Energy Power ha sborsato nel corso degli anni – precisa l’avvocato De Crescenzo – Questo dimostra che non è stata compiuta alcuna manovra speculativa da parte di Antonio Lombardi. I beni immateriali furono acquistati all’asta dal fallimento Salernitana Sport per una cifra di 300mila euro più iva, ma furono sostenute anche spese per la registrazione e l’accensione del mutuo. Se Lotito e Mezzaroma non dovessero rispettare i termini dell’accordo in scadenza al 30 giugno, ovviamente la proprietà del marchio tornerà alla Energy Power. L’accordo è stato sottoscritto con l’allora Salerno Calcio srl, non tocca a noi stabilire se Lotito e Mezzaroma vorranno successivamente trasferire la proprietà dei marchi ad una società esterna a quella calcistica. In ogni caso è assolutamente frequente tra le aziende calcistiche che la proprietà dei marchi sia attribuita a società distinte”
Raffaele Cioffi

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