16 Maggio 2026
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Salerno, ex ds Granata: “Io credo che la società abbia fatto un lavoro esemplare “

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Dall’inferno alle porte del paradiso, in appena 4 anni, con sole promozioni, senza ripescaggi e quant’altro. Un percorso netto che impreziosisce il lavoro di Lotito e Mezzaroma, e dei vari protagonisti che si sono avvicendati fra campo e panchina. Ormai sono passati quattro anni da quella maledetta finale play off con il Verona che eliminò la Salernitana dal salto in cadetteria (seppur con arbitraggi scandalosi) e dal calcio professionistico, causa gli scempi della gestione Lombardi . Una ferita profonda che pian piano i granata hanno saputo ricucire, battaglia dopo battaglia fino a poter issare di nuovo al cielo lo stendardo della Serie B. Quattro anni di purgatorio prima che la Salernitana potesse riprendersi una categoria sua di diritto visti lo stadio, la tifoseria e la tradizione che lega questa grande città alla maglia granata. Uno che sicuramente quella partita se la ricorda bene è Nicola Salerno, ex direttore sportivo di quella Salernitana e uomo di grande esperienza calcistica: “Finalmente la Salernitana è tornata in una categoria consona al suo blasone. La partita di Verona non la dimenticheremo mai, per me è un ricordo indelebile, non tanto la partita in casa ma in quella di Verona subimmo qualche ingiustizia”. Nicola Salerno, intervenuto nel consueto appuntamento del lunedì con “gli sporTaccioni” in onda su Radio Bussola 24, ha parlato del grande lavoro svolto dalla società che insieme alla guida di mister Menichini, spesso messo sulla graticola dalla tifoseria granata, in pochissimo tempo è riuscita a riportare la Salernitana nel calcio che conta: “Io credo che la società abbia fatto un lavoro esemplare sia dal punto di vista organizzato-gestionale che economico. Anche il direttore sportivo ci ha messo parecchio del suo perché ha fatto una squadra davvero competitiva, cosa che non mi meraviglia affatto vista l’esperienza che ha Angelo Fabiani. Già in estate avevo detto che poteva essere l’anno giusto perché un uomo di esperienza come lui avrebbe creato una squadra competitiva, ci avrei messo la mano sul fuoco. Menichini ha sempre fatto bene, è una persona seria, un professionista che ha lavorato tanti anni nel calcio. Anche lui ha dato tantissimo per ottenere questo obiettivo”. Tra le altre forti critiche piovute sulla Salernitana quest’anno, messe a tacere poi dall’incredibile cammino granata, spesso si è accusata l’assenza di un vero bomber, un attaccante vero dalle grandi doti fisiche. Una mancanza resa irrilevante dalla grande vena realizzativa di Caetano Calil. “Anche noi quell’anno avevamo Dino Fava che aveva fatto poco più di 10 gol, non avevamo giocatori da grandi cifre. Segnavano Ragusa, Fabinho e anche i centrocampisti. Se hai un bomber che fa tutti questi gol ne usufruisce tutta la squadra ma gli altri segnano sicuramente di meno, il collettivo è quello che ti porta i risultati”. Per il futuro sono tanti e molto forti i dubbi sulla definizione della rosa granata che si accingerà ad affrontare un campionato più complicato come quello della B. Molti nomi sono stati già fatti, tra cui anche quello di Simone Inzaghi, che dalla Lazio potrebbe venire a giocarsi le proprie carte qui a Salerno, portando con sé anche qualche giovane e promettente ragazzo della Primavera biancoceleste: “Sicuramente Lotito e Mezzaroma faranno una squadra competitiva come hanno fatto ogni anno, partendo dai dilettanti e vincendo campionati uno dopo l’altro. Più si alza l’asticella più diventa difficile, la serie B si deve affrontare senza aver fretta e cercando di capire il livello, ci sono squadre molto importanti che provano a salire su da anni. Bisogna rinsaldare la situazione e se si riesce ad andare in A al primo anno benissimo, ma l’importante è solidificare la squadra. Io credo che un buona percentuale di questa rosa vada riconfermata perché ha dimostrato di essere una squadra solida.” Nicola Salerno attuale direttore sportivo del Leeds United di Massimo Cellino, porta nel cuore il Matera, squadra sorpresa di quest’anno. Con la squadra bianco azzurra si è affacciato per la prima volta al mondo del calcio in Serie C2 nel lontano 1983-1984, ma quante sono le chance della squadra di poter approdare in B, viste anche le diverse voci che parlano di una possibile decurtazione di punti in merito a un presunto illecito di una combine con il Taranto la stagione passata? “Il Matera ha fatto molto bene, può vantare un allenatore che ha sempre dato la possibilità alle sue squadre di ottenere ottimi risultati. Nei playoff sono gli episodi a fare la differenza, sicuramente se la possono giocare perché hanno dimostrato di essere una squadra solida e di avere giocatori importanti”.

Raffaele Cioffi

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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