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Dopo la prestazione scialba e sottotono di Messina, mister Leonardo Menichini vuol tenere ancora tutti sulla corda: restano un derby molto sentito di campionato da onorare, più la Supercoppa a cui la società tiene molto, perché fa sempre piacere alzare un trofeo. I cali di tensione sono vietati per evitare di fare brutte figure simile a quella in terra siciliana.
La nostra filosofia di tutta l’annata,è stata quella di onorare al meglio gli impegni, ed ora andremo ancora avanti senza fare calcoli ma affrontando ogni partita cercando di portare a casa i punti a disposizione. Battere il record del Bologna? (81 punti) Ci piacerebbe, ed ora vogliamo tentare anche questa possibilità, ma c’è sempre un avversario di fronte che ha motivazioni importanti. Non sarà facile, ma noi abbiamo voglia e determinazione per finir bene”.
Travolto, letteralmente, dall’entusiasmo dei tifosi. Mister Menichini ringrazia la tifoseria per l’affetto. “Fa piacere l’entusiasmo dei tifosi, è stato l’ennesimo bagno di folla – dichiara – Sappiamo quanto Salerno e provincia tengano a questa squadra, è come una malattia. Siamo contenti di aver regalato queste soddisfazione a questa gente che è da tanto che stava nel purgatorio delle categorie inferiori. Ho sempre sentito l’affetto della curva, dalla tribuna un po’ meno. La curva ci ha incitati anche nei momenti di grande difficoltà. Poche volte hanno fischiato, quasi mai. Quando poi si arriva a fine partita ci può stare che qualcuno non sia soddisfatto. Perchè non ho festeggiato con la squadra sull’autobus dopo la gara col Barletta? Vorrei chiarire. Non sono andato sul pullman perché dopo aver preparato la partita al mattino, aver visto i filmati, avre vissuto la festa dopo la partita e le interviste, ero distrutto. Ho lasciato lo stadio alle 21, avevo piacere di andare a casa a salutare moglie e figli, siamo passati davanti al Mediterranea e parlando con i miei collaboratori mi hanno detto che la squadra avrebbe fatto le 3 di notte. A quelo punto, ho chiesto di scendere perché ero veramente stanco. Ho lasciato la scena ai miei giocatori. Loro sono i grandi protagonisti di questa annata. Ho festeggiato con il cuore, gli sono stato vicino moralmente. Di immagini belle, rivivendo il film della stagione, conservo le belle rimonte in casa, quando abbiamo trasportato la gente. Il calcio è emozione, noi viviamo anche di questo, di sensazioni. La gara col Benevento rimarrà pietra miliare della nostra annata perchè era un confronto diretto, eravamo due punti sotto in classifica: non vincere significava abbandonare determinati sogni anche in prospettiva. Di contro, qualche partita è andata male: ma abbiamo perso solo 5 volte, abbiamo fatto un grandissimo campionato. Col Benevento c’è stato un grande duello, ai sanniti va il mio augurio di fare un grande playoff: è stato un avversario degno, fino a domenica non ha mollato”.
Capitolo futuro, personale e non. “Cerchiamo di finire bene, poi ci sarà tempo e modo di parlarne – si svincola Menichini – Sapete che c’è un contratto che si rinnova automaticamente, qualcuno avrebbe ipotizzato determinate mie scelte ma non ho mai dichiarato niente. Sarei contento di rimanere a Salerno, abbiamo battuto tanti record, tutto ciò inorgoglisce sia me che i calciatori. Invece di chiedere a me, bisogna chiedere a Lotito e Mezzaroma se resterò, io voglio restare. Da parte mia c’è grande serenità, non vedo altre problematiche o incomprensioni. Cosa eventualmente cambiare e migliorare per la Serie B? Avere anche un campo in erba per allenarsi. Il campo sintetico è importante, perché abbiamo la possibilità di allenarci mentre gli altri anni la Salernitana peregrinava in provincia. Ma è anche vero che un campo in erba di allenamento in un torneo importante come la B ci vuole, per poter alternare le sedute a seconda delle esigenze. La domenica, giocando sull’Arechi, a volte abbiamo incontrato delle difficoltà. C’è da valutare tante cose dal punto di vista dell’organico, poi. La B è un’altra categoria, ci saranno dei giocatori che andranno a integrare questo gruppo ma le problematiche saranno diverse, ci sarà modo e tempo per integrare questo discorso”. Nel caso Menichini dovrebbe salutare, sia per un mancato accordo con la società, o per l’interessamento di altre squadre (si vocifera che su di lui abbia messo gli occhi l’Empoli che saluterà Sarri), uno dei papabili che ambisce a succedergli sulla panchina granata è l’attuale allenatore della primavera della Lazio Inzaghi jr.
“Non conosco ancora il mio futuro, a fine stagione parleremo con il presidente Lotito e il direttore Tare che sono contenti del lavoro svolto: vedremo con loro quale sarà il percorso ideale per me”. Queste le parole di Simone Inzaghi ieri ai microfoni di RaiSport, al termine della vittoriosa finale dei suoi baby laziali contro la Roma, che è valsa alla Primavera biancoceleste al conquista della Coppa Italia di categoria.
Che l’emergente tecnico sia ormai una conferma nel panorama giovanile è cosa nota. E si fa strada, secondo i ben informati, l’ipotesi che Lotito e Tare possano valutare un suo eventuale approdo alla Salernitana nel prossimo campionato, seguito naturalmente a ruota da alcuni dei giovani più promettenti da lui allenati sia quest’anno che l’anno scorso. Ripetere a Salerno, in uno step successivo e dalle difficoltà sicuramente diverse, quanto di buono fatto in campo giovanile per “Inzaghino”, mentre ai giovani calciatori, invece, toccherà farsi le ossa in un campionato duro e avvincente come quello di Serie B, peraltro in una piazza come Salerno. Mica facile. Questa è solo una delle possibilità per l’anno venturo in casa granata, ma che affascina molto la proprietà. Di certo, la sinergia con la “sorella maggiore” Lazio dovrebbe riprendere a pino ritmo dopo un anno di stasi.
“Lotito mi offrì la panchina della Salernitana ma non mi sentivo pronto”, confessó l’ex attaccante lo scorso anno alla “Rosa”. Il riferimento è all’annata del Salerno Calcio, quando a Inzaghi fu offerta la guida tecnica dei blugranata prima di virare su Perrone. Chissà che stavolta, dopo aver finito il ciclo in Primavera e aver elogiato la piazza granata in più occasioni (“Sarebbe un onore per me allenare in una piazza grande ed ambiziosa come Salerno in futuro”, affermó nell’estate 2013 ai nostri microfoni), non possa essere effettivamente siglato il matrimonio. La stagione non è ancora finita, ma le idee nella testa di Lotito e Tare iniziano a frullare…
Raffaele Cioffi

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