16 Maggio 2026
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Messina Vs Salernitana – la gara –

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TABELLINO – MESSINA-SALERNITANA 4-2

MESSINA (4-4-2): Berardi; Altobello (23’st Silvestri), Pepe, Stefani, Donnarumma; Benvenga (33’st Bonanno), Damonte, Nigro (26’st Bortoli), Mancini; Ciciretti, Corona. A dip: Iuliano, Cane, Rullo, Bonanno, Orlando. All: Di Costanzo.

SALERNITANA (4-2-3-1): Russo; Tuia, Lanzaro, Trevisan (1’st Tagliavacche), Franco; Bovo, Pestrin; Gabionetta, Negro, Perrulli (20’st Cristea); Calil (12’st Gori). A disp: Bocchetti, Pezzella, Moro, Mendicino. All: Menichini.

Arbitro: Martinelli di Roma 2 (Greco/Urselli)

NOTE. Marcatori: 12’pt Nigro, 19’pt e 8’st Corona, 13’st rig. Stefani (M), 27’st Cristea, 32’st Negro (S). Ammoniti: Tuia e Franco (S), Ciciretti (M). Espulsi: Russo (S) all’11’st per fallo da ultimo uomo. Angoli: 2-3. Recuperi: 0’pt; 4’st. Spettatori: 2mila circa, di cui 60 circa da Salerno. Squadre che entrano in campo con una maglia celebrativa per la Croce Rossa. Giornata soleggiata, clima caldo, campo spelacchiato e in non perfette condizioni.

MESSINA. Non fa la figura della capolista, la Salernitana, allo stadio San Filippo: motivazioni praticamente assenti, prestazione che definire sotto tono è un eufemismo, e Messina che va sul velluto. Quattro reti incassate dai granata, che reagiscono solo nel finale con Cristea – subentrato nella ripresa – e Negro che prova a tenere alto l’onore campano siglando il gol della bandiera. Squadra sbracata, al di là del risultato: sabato prossimo con la Casertana servirà mentalità opposta.

LA PARTITA. Niente turnover per Menichini, le scelte di confermare il blocco dei titolari non pagano. Spazio solo per Russo tra i pali in luogo di Gori. Nel 4-2-3-1 dei granata ritrova posto capitan Pestrin (diffidato, rientrante dalla squalifica) assieme a Bovo in mediana, mentre in difesa è out l’infortunato Colombo: a destra, al suo posto gioca Tuia, mentre al centro torna la coppia Lanzaro-Trevisan. A sinistra conferma per Franco. In attacco niente chance per Cristea, il mister si riaffida a Calil con Gabionetta, Negro e Perrulli alle sue spalle.

Primo brivido dopo sei minuti targato Messina, con l’ex di turno Mancini che liscia in area piccola clamorosamente dopo una bella iniziativa da destra di Ciciretti. Ritmi non propriamente forsennati. Fa caldo, tanto, batte il sole. Tocca ai peloritani fare la partita, contro una Salernitana senza assilli. Leggerina la difesa granata, che al 12’ si fa beffare da una combinazione Corona-Nigro al limite dell’area, conclusasi con l’inserimento di quest’ultimo che ha trafitto il povero Russo da due passi. Evidentemente il centrocampista originario di Campagna è nel destino della formazione granata, visto che proprio lui sabato scorso aveva regalato indirettamente la B alla Salernitana, firmando l’1-1 dei suoi a Benevento. Passano sette minuti e i siciliani raddoppiano con l’eterno Corona: il 40enne attaccante prima svirgola una conclusione, poi Donnarumma rincorre caparbiamente il pallone, evita il fondo e rimette al centro una sfera intercettata da Ciciretti e messa sul secondo palo per lo stesso Corona, che elude i disperato intervento di Lanzaro prima e Russo poi. Due a zero, Salernitana al piccolo trotto. La criniera di Gabionetta è granata, ben pochi gli stimoli degli ospiti rispetto a quelli dei padroni di casa. Gli ospiti si fanno vedere per la prima volta al 25’ con Gabionetta, che vince un rimpallo con Donnarumma e si trova a tu per tu con Berardi, bravo a far allargare il brasiliano e a costringerlo a un improbabile pallonetto, peraltro intercettato dallo stesso portiere. Trevisan riporta un taglio alla testa e prosegue la gara col turbante, ma la partita s’addormenta: il Messina fa il suo gioco e non accelera, difendendo il doppio vantaggio, mentre la Salernitana va al piccolo trotto. Zero diagonali difensive, molte distrazioni anche passabili per una squadra ebbra dopo i festeggiamenti. Probabilmente, un pizzico di motivazioni in più le avrebbero messe i calciatori fin qui poco utilizzati. Si va all’intervallo con costume e infradito, negli spogliatoi forse anche il drink fresco prettamente estivo.

Pronti, via alla ripresa delle ostilità. Salernitana subito con il giovane Tagliavacche, all’esordio, in luogo di Trevisan: il modulo non cambia e il neo entrato si piazza in mediana accanto a Pestrin, con Tuia che scala al centro della difesa e Bovo spostato nell’inedito ruolo di terzino destro. Ma gli ospiti sono sempre più sbracati e dalla sconfitta si passa alla figuraccia. Dapprima Nigro impegna seriamente Russo con un destro a giro che il portiere granata mette in angolo, poi arriva il tris dei peloritani all’ottavo minuto, grazie a un imprendibile e precisissimo tiro dal limite dell’area di Corona che tocca il palo e si insacca alle spalle del povero Russo. Passano tre minuti e il pipelet granata viene pure espulso per un fallo da ultimo uomo su Mancini, lanciato a rete dopo l’ennesimo errore difensivo: calcio di rigore netto, su cui Gori (subentrato a Calil) non può nulla. Stefani trasforma, quattro a zero Messina e Calil che esce toccandosi la coscia. Bruttissime notizie. Menichini gioca la carta Cristea (20’), ultimo cambio, al posto di Perrulli. Proprio il romeno, sette minuti dopo il suo ingresso, accorcia le distanze riuscendo a trafiggere Berardi in uscita, favorito anche da un rimpallo, dopo essere sfuggito bene ad Enrico Pepe. La Salernitana dimezza lo svantaggio al 32’ con Negro, poi, autore di una buona percussione in area che termina con un sinistro al fulmicotone da posizione defilata sulla sinistra che si insacca all’altezza del palo più lontano. La Salernitana, rischia di capitolare nel recupero con una serie di strafalcioni non sfruttati dal neo entrato Bonanno prima e da Corona poi. Al 48’ lo stesso Bonanno coglie il palo a difes granata dormiente. Fischio finale…liberatorio, vacanza finita: da martedì la Salernitana dovrà riprendere a fare sul serio, resettando la scampagnata siciliana.

Raffaele Cioffi

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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