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Servizo di Isidoro Niola @riproduzione riservata
Solo un punto divide la Juve dal suo trentatreesimo scudetto, il quarto consecutivo. Battuta la Fiorentina 3-2 con gol di Llorente e doppietta di Tevez che raggiunge quota 20 nella speciale classifica dei cannonieri. Eppure i bianconeri hanno faticato non poco per avere ragione della Viola, passata in vantaggio con un rigore netto battuto da Gonzalo Rodriguez per fallo in area di Pirlo su Joaquin. A mettere le cose a posto e riequilibrare il risultato è stato Llorente che in area, su punizione calibrata di Pirlo, batteva di testa Neto.
In pieno recupero di primo tempo Tevez, su cross calibrato dalla sinistra di Evra, batteva di testa il portiere viola con un beffardo pallonetto. Questo gol preso dalla Fiorentina era sintomatico delle ingenuità della compagine di Montella, bella a vedersi ma poco concreta, soprattutto in attacco, dove l’evanescente Gomez non impensieriva la retroguardia juventina ritornata con lo schieramento a quattro con Barzagli, Chiellini, Lichtsteiner ed Evra. Marchisio raggiungeva quota 300 partite in maglia bianconera e con Pirlo, Sturaro e Pereyra andava a formare il reparto di centrocampo. In attacco la classica coppia Tevez-Llorente.
Dicevamo di una Fiorentina ingenua, che poteva riportarsi in parità se Gonzalo Rodriguez avesse segnato il secondo rigore accordatogli dall’arbitro Banti per fallo in area di Chiellini su Joaquin. Invece il difensore dal dischetto calciava fuori dando modo così alla Juve di riprendere morale e ripartire in contropiede.
Infatti, poco dopo, Tevez scattava sul filo del fuorigioco e dopo una galoppata palla al piede lasciava partire un preciso diagonale che si insaccava alla destra di Neto: Juve 3 Fiorentina 1.
A questo punto Allegri ridisegnava la propria squadra mettendosi con la difesa a tre, sostituiva uno stanco Pirlo con Vidal ed inseriva Ogbonna al posto di Pereyra.
La Fiorentina giocava la carta Ilicic al posto di Salah e proprio lo slavo, a pochi minuti dalla fine, con un gran sinistro su punizione, batteva Buffon proteso inutilmente a respingere il pallone.
Il risultato non cambiava e così la Juve poteva tirare un gran sospiro di sollievo sulla via dello scudetto, distante un solo punto aritmetico.
Per la Fiorentina arrivava invece la quarta sconfitta consecutiva e dodici gol presi in quattro partite. Un campanello d’allarme per Montella in vista della semifinale di andata di Europa League con il Siviglia di giovedì 7 maggio.
La Juve così sabato prossimo potrà conquistare aritmeticamente lo scudetto allo stadio Luigi Ferraris di Genova contro la Sampdoria. Era già successo nel 1977 quando la Juve di Trapattoni conquisto’ all’ultima giornata di campionato il suo diciassettesimo tricolore proprio a Genova contro la Samp, epilogo di un grande duello contro il Torino rimasto a quota 50. Era la Juve dei 51 punti e dell’accoppiata scudetto-Coppa UEFA. Martedì 5 maggio si giocherà l’andata della semifinale di Champions contro il Real Madrid. Che sia un segno del destino?

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