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Personalmente non ho ricordi dell’ultimo campionato di terza serie della Casertana, ero troppo piccolo per poter, oggi, rivivere quel campionato di serie C1 1992-1993. Avevo appena cominciato a seguire il calcio, almeno quello della serie A e delle care tre coppe europee. Un’altra era, un altro mondo. Ricordo che quello fu l’anno del grande Milan di Capello, del Foggia di Zeman, del Parma di Scala e… del fallimento della U.S. Casertana. La serie C, o meglio la C1 e la C2, cominciai a seguirla qualche anno dopo quando, crescendo, allargai i miei orizzonti; ricordo che guardavo un programma che al lunedì pomeriggio, sul terzo canale, mandava le immagini delle partite, “C siamo” si chiamava se la memoria non mi inganna. Poi con le sventure del Napoli la categoria mi fu totalmente “sdoganata”. Quest’anno la Casertana, dopo anni di dilettantismo, fallimenti e radiazioni, è tornata nel calcio che “conta”, si pensava finalmente “uscimmo a riveder le stelle” avrebbe detto un Dante prestato al calcio. E invece non ci siamo accorti che, analizzandola da vicino, questa lega, questo campionato somiglia sempre di più a un inferno, l’inferno dei professionisti. Se la Serie A è il Paradiso, la Serie B il Purgatorio, la Lega Pro è senz’altro l’Inferno; per carità nulla di paragonabile alle assurde sfide nei campetti di provincia durante gli anni della “Rinascita” (di nome e di fatto) nei terribili anni dell’Eccellenza, nelle bocche di Lucifero. Ora siamo in un inferno più sopportabile, in un limbo senza infamia e senza lode. Storia della decadenza della terza serie, così potrei intitolare un libro sulla situazione attuale del gradino più basso dei pro nel calcio italiano. L’ultima, ma solo al momento in cui sto scrivendo il pezzo, la farsa dei punti sottratti e poi restituiti e poi… non si sa. Dipende dai ricorsi. Nel girone A così come in quello della Casertana. Cosa c’entra tutto ciò con i falchetti. C’entra perchè domenica al “Pinto” arriverà un Savoia, certo oberato dai debiti, una squadra che quasi certamente non riuscirà a iscriversi al prossimo campionato, una società allo sbando, ma fino a ieri almeno sicura di disputare i play-out; ieri invece la Reggina si vede restituire dieci punti dalla federazione tornando in corsa per la salvezza diretta e interessando così proprio il Savoia. Campionato falsato? Fate voi. Aggiungiamo i due rinvii della partita di Martina, le altre penalizzazioni e una lega sprofondata nel più totale sfacelo; ecco che il paragone con un inferno calcistico è presto spiegato.
In tutto ciò la Casertana continua ad allenarsi e domani, sul manto sintetico del Terra di Lavoro, si disputerà un’amichevole contro la Sessana per testare testa e gambe dei calciatori. Guai a sottovalutare il Savoia, guai a fare i conti sugli altri, bisogna vincere e poi guardare ai risultati degli altri. E dopo, soltanto da domenica sera pensare agli ultimi novanta minuti in casa della già promossa Salernitana. Saranno assenti Bianco, Rainone e Cunzi, tutti a disposizione gli altri.
Per continuare a sperare di poter riveder le stelle. D’altronde anche il Purgatorio, dopo aver visitato le oscurità più profonde dell’Inferno può sembrare un Paradiso.
Vincenzo di Siena

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