16 Maggio 2026
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Alessandro Tosques (LatinaToday): “Pontini collaudati e con una grande difesa. Attenzione anche agli esterni e agli inserimenti dei mediani”

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maurizio longhiIntervista di Maurizio Longhi

Da neopromossa a big. Da matricola a realtà. Una squadra come il Latina, nel giro di un anno, ha mutato i suoi connotati. È bastato un campionato da applausi, quasi da favola perché venisse annoverata tra le pretendenti al salto in massima serie. Quest’inizio non è stato molto esaltante con una vittoria in casa e due pareggi fuori ma, da quello che ci dice l’amico-collega Alessandro Tosques, che segue gli uomini di Beretta per conto di LatinaToday.it, non si è raccolto quanto meritato. Ci facciamo spiegare un po’ come è stata questa partenza per i prossimi avversari dell’Avellino: “Diciamo che i due pareggi potevano essere due vittorie, sono stati punti buttati. Solo per alcuni episodi fortuiti parliamo di un Latina a cinque punti ma poteva stare tranquillamente a punteggio pieno. Con il Vicenza, ad inizio partita, c’è stato un episodio che poteva determinare le sorti della contesa: l’espulsione del portiere veneto e il rigore per i pontini. Ma Paolucci ha fallito dagli undici metri e poi la gara è diventata ostica e spigolosa per i nerazzurri, imbrigliati dal catenaccio degli avversari. Magari, segnando quel rigore sarebbe stata tutta un’altra partita. Con il Livorno è arrivato un pari beffardo maturato all’ultimo minuto con un rigore subito, contro i labronici è stato commesso l’errore di voler anestetizzare la partita dopo averla sbloccata quasi subito con Crimi. Sarebbe stato saggio cercare di archiviarla subito ed evitare di essere gelati all’ultimo vedendo sfumare due punti per colossali ingenuità. Con il Crotone c’è stato molto equilibrio ma la gara è stata decisa dal guizzo di Sforzini, i nerazzurri, paradossalmente, hanno dimostrato netta superiorità nelle gare in cui ci si è spartiti la posta in palio”.

Cinque punti in classifica, quattro in meno alla capolista Perugia, non a caso una fresca neopromossa che sta facendo sconquassi, ma questo non tarpa le ali alla compagine pontina. Anzi, l’ambizione resta quella di ripetere le imprese di un anno fa, sognando un epilogo inconfessabile: “Pur non essendo una rosa infarcita di campioni, si può tranquillamente parlare di squadra quadrata, collaudata e temibile. Il perno penso che sia Viviani, la luce, il fine dicitore del gruppo, è lui che muove i fili del gioco. Se lo si saprà valorizzare potrà arrivare molto lontano. È legittimo coltivare grandi ambizioni, soprattutto dopo un campionato in cui si è sfiorata la massima serie. La squadra ha mantenuto lo stesso assetto del campionato precedente nonostante il cambio di allenatore, molti innesti sono proprio “figli” del Siena di Beretta. Il modulo resta, quindi, il 3-5-2”. Proviamo ad abbozzare quella che potrebbe essere la formazione da contrapporre ai Lupi: “In porta ci dovrebbe essere sempre Farelli, il pacchetto arretrato è sempre variabile, consideriamo che tra Crotone e Livorno, Beretta ha cambiato 2/3 della difesa. Personalmente credo che, rispetto all’ultimo impegno, verrà sacrificato Cottafava per far spazio a Bruscagin, per il resto ci potrebbe essere Brosco insieme al confermatissimo Dellafiore. Sugli esterni prevedo Angelo a destra e Rossi sull’out mancino, anche se si paventava l’assenza di quest’ultimo per alcuni problemi fisici, se non lo si vuole rischiare il suo posto sarà preso da Milani. Al centro giocherà Viviani se è in condizione, altrimenti ci sarà Bruno, uno che ha piedi più ruvidi ma che può fare da schermo davanti alla difesa assicurando muscoli e sostanza, gli interni dovrebbero essere Valiani e Crimi, con una chance anche per Sbaffo, forse l’elemento più tecnico. In attacco, al fianco di Sforzini è probabile che venga impiegato Pettinari, con Petagna che reclama una maglia da titolare mentre Paolucci non sembra più lui dopo il rigore sbagliato contro il Vicenza”.

Osservazioni sempre molto precise e pertinenti, ora l’attenzione la spostiamo su ciò che convince di più di questo Latina e ciò che ancora non va: “L’attacco non sembra funzionare proprio alla grande, due gol in tre partite sono un po’ pochini. La squadra costruisce anche una gran mole di gioco, ma si perde negli ultimi quindici metri. Eppure gli interpreti sono di tutto rispetto, è come se mancasse un po’ di cattiveria. Mentre la difesa è parsa davvero di livello, consideriamo che è stata perforata solo una volta, contro il Livorno, peraltro a tempo quasi scaduto. I nerazzurri subiscono poco in difesa e beneficiano anche del gran lavoro in fase di copertura dei terzini”. Ma l’Avellino chi deve temere di questa squadra e, soprattutto, cosa? “Per quanto riguarda i calciatori da temere, mi vengono in mente subito Viviani e Sforzini, il primo perché crea gioco, il secondo perché è un animale d’area di rigore e tiene in apprensione una intera difesa. Alla domanda su cosa debba temere, mi viene da rispondere il concetto di squadra. A differenza di altre che stanno ancora trovando il loro equilibrio, il Latina sembra giocare insieme già da anni, ci sono automatismi collaudati. I pericoli possono arrivare dalle corsie esterne con l’importanza dei terzini, dagli inserimenti delle mezz’ali (uno dei due gol è stato firmato da Crimi) e poi si è forti anche sui calci piazzati”. Le due squadre sono separate da un punto, gli irpini ne hanno uno in meno ma la distanza è sottile, impercettibile, soprattutto dopo tre giornate. L’Avellino non ha mai avuto vita facile al Francioni, se da una parte i biancoverdi vorranno guadagnare quotazioni, i padroni di casa penseranno a legittimare i propri sogni facendo diventare il proprio campo una vera roccaforte. Ma il collega cosa prevede che possa succedere e che partita si aspetta di vedere? “Una molto equilibrata, anche se il Latina proverà sin dall’inizio a condurre le operazioni. Ma anche l’Avellino è una squadra che se la gioca a viso aperto e con una identità ben precisa, credo che sarà una gara che si svilupperà sulla stessa falsariga di quella con il Crotone. Quando c’è molto equilibrio, o non ci si schioda dallo 0-0 o solo un episodio può sparigliare le carte”.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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