16 Maggio 2026
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La ‘liberazione’ dell’Udinese: contro il Milan, i friulani tornano al successo dopo 6 giornate

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valerio lauri 3 Servizio di Valerio Lauri @RIPRODUZIONE RISERVATA


Al ‘Friuli’ anticipo di campionato tra deluse. L’Udinese, che naviga nella acque basse della classifica, riceve il Milan, che è lontanissimo dall’obiettivo minimo del sesto posto e ormai proiettato alla prossima stagione, tra passaggi di proprietà e futuro tutto da definire.

Inzaghi sceglie Pazzini al centro dell’attacco, Stramaccioni deve fare a meno dell’acciaccato Thereau,  al suo posto Geijo. Partenza sprint dei friulani. Solo quaranta secondi e l’Udinese arriva in porta: Di Natale conclude, Diego Lopez respinge in angolo. E’ solo l’antipasto di dieci minuti iniziali di completo dominio dei bianconeri, col Milan arroccato nella propria metà campo, incapace di reagire. I rossoneri tentano, poi, di mettere fuori la testa, poggiandosi sulle spalle larghe di Pazzini e l’estro degli esterni Suso e Menez. L’Udinese sceglie di aggredire alta e la strategia paga, perchè gli errori dei rossoneri, messi sotto pressione, sono veramente tanti e più volte rischiano di regalare il vantaggio agli uomini di Stramaccioni. Ne viene fuori un primo tempo sostanzialmente brutto, caratterizzato da grande agonismo. Le occasioni da gol (peraltro non nitide) si contano sulle dita di una mano. Una di queste, al 43′ vede protagonista Widmer che, sugli sviluppi di un corner, anticipa tutti di testa sul primo palo e per poco non beffa Diego Lopez. Solo nel recupero i rossoneri si rendono pericolosi quando Antonelli mette in rete, dopo aver stoppato un cross di Suso. Il gioco era però già fermo, poichè l’esterno ex Genoa si era liberato di Widmer con una spinta. Si va al riposo a reti inviolate, ma con l’Udinese decisamente più pericolosa del Milan.
Nella ripresa il Milan lascia Paletta, alle prese con un problema fisico, negli spogliatoi, sostituendolo con Rami. La scena però non cambia. E’ sempre l’Udinese a creare i maggiori pericoli, in particolare con capitan Di Natale, sempre pronto a sfruttare lo spazio concesso dai rossoneri in contropiede. E’ solo il preludio del vantaggio friulano, che arriva sugli sviluppi dell’ennesimo calcio d’angolo. Schema perfetto: tutti scattano verso la porta, palla arretrata a Pinzi, liberissimo di calciare, che è chirurgico e regala il vantaggio ai suoi. Inzaghi non vuole perdere tempo e sostituisce l’incolore Suso con Cerci, sperando nelle accelerazioni dell’esterno mancino. I problemi del Milan però sono tutti a centrocampo, dove l’ago della bilancia pende vertiginosamente a favore dei friuliani. Ed è proprio il centrocampo bianconero a confezionare il secondo gol. Su una respinta corta di Diego Lopez, il primo ad arrivare sul pallone è Guilherme, palla in mezzo di prima e Badu anticipa tutti per il raddoppio dell’Udinese. Episodio curioso: Inzaghi appena prima del raddoppio dell’Udinese aveva inserito Destro per giocarsi il tutto per tutto. Il doppio vantaggio tramortisce il Milan, che riesce comunque a trovare il gol della bandiera. Su azione piuttosto confusa Cerci mette in mezzo d’esterno, Pazzini schiaccia nell’angolino per il 2-1. Nel recupero non cambia nulla e l’Udinese può festeggiare.

I friulani tornano al successo dopo 6 giornate. Vittoria meritata e convincente degli uomini di Stramaccioni, che si sono dimostrati vivi e tonici, soprattutto a centrocampo. Il ritorno in difesa di Domizzi ha donato compattezza ed esperienza, fondamentali per rintuzzare gli attacchi, comunque deboli, del Milan.
Il Milan, appunto. Una squadra totalmente devitalizzata, un attacco anestetizzato dagli individualismi degli interpreti, una difesa insicura e costantemente in difficoltà, ma soprattutto un centrocampo nullo, privo di qualità e di geometrie, dedito all’improvvisazione e alla giocata facile. Il materiale a disposizione, si sa, è poco convincente, ma stavolta, a mancare, è stata anche la lettura della partita. Inzaghi sapeva di affrontare una squadra che fa della mediana il punto forte e avrebbe dovuto rinforzare, appunto, il centrocampo. Se è la qualità a mancare, bisognava quanto meno privilegiare la quantità e il sacrificio. Doti sconosciute a gente come Van Ginkel e Menez.
Nulla di nuovo in casa Milan, urge una rifondazione. Di quelle serie e sostanziali, però.

@Val_CohenLauri

 

About Valerio Lauri 761 Articoli
Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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