16 Maggio 2026
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Auguri a Bruno Conti, l’eroe dei mondiali di Spagna

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Bruno Conti - AS Roma 1979-80.jpg

“Da bambino facevo il chierichetto in parrocchia. C’era, nell’oratorio, un campetto di terra battuta, circondato da mura di cemento. Io passavo lì molto tempo a palleggiare, fare dribbling, tirare rigori e punizioni.
Mio padre si alzava la mattina alle quattro e andava a lavorare, faceva il muratore. Eravamo sette figli. Dormivamo in una casa modesta.
Ricordo il calore rassicurante della stufetta di legno che riscaldava l’ambiente e tre dei miei fratelli che dormivano nello stesso letto.
Mia madre mi urlava di smettere di giocare e di andare a lavorare, che servivano i soldi a casa.

Feci vari provini con squadre come il Bologna e la Roma.
Herrera mi vide e disse che sì, tecnicamente ero bravo, ma non avevo il fisico da calciatore. La stessa risposta si ripeteva, sempre. Fu un periodo difficile.
Poi mio cugino aveva un bar a Lavinio e organizzava dei tornei di calcetto. Mi chiamò e io trovai Di Bartolomei, Giordano, Di Chiara, erano già nelle giovanili delle loro squadre. Mi sembrava un sogno.
Fatto sta che feci un nuovo provino, questa volta con Liedholm.
E fui preso. Ero un giocatore della Roma. Per mio padre che aveva anche il cuore giallorosso, fu il momento più bello della vita.

Prima di partire per il mondiale dell’82 mi ero provocato una distorsione, in una amichevole. Ero preoccupato, era l’occasione della mia vita. Un giorno Bearzot mi guardò mentre mi allenavo e mi prese da parte: ‘Bruno, non affrettare i tempi, il posto è tuo e non te lo toglie nessuno’. Mi sentii liberato.
Dopo i gironi venivamo da tre partite giocate male. Tutti ci salutavano con dei risolini, come dei morti che non sapevano di esserlo.
Però noi ci dicevamo: ‘in fondo siamo uno squadrone, non abbiamo nulla da perdere, proviamoci’.
Per fortuna in squadra avevamo il difensore più difficile che mi sono trovato davanti in carriera. Lo stesso che, per fortuna, rese la vita impossibile a Maradona e Zico. Siamo grandi amici ma lui, quando ti marcava, era un grande paraculo. Ti tirava la maglia, te ne faceva di tutti i colori. Era tosto, Gentile. La mia bestia nera”.

Oggi Bruno Conti compie 65 anni.
Tanti auguri “Marazico”.

fonte: gianlucadimarzio.com

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