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Si dice che stavolta l’urna sia stata più benevola per il Napoli, che si giocherà con la Dinamo Mosca il passaggio ai quarti di finale dell’Europa League. Lo scorso anno, il sogno di continuare la marcia è sfumato proprio agli ottavi dopo la rocambolesca doppia sfida con il Porto, quest’anno si spera di andare più avanti. Certo che non sarà proprio una passeggiata superare i “poliziotti” moscoviti, dopo l’andata al San Paolo, si andrà a giocare nel gelo di Mosca, dove anche il clima potrebbe giocare un brutto scherzo. E poi la Dinamo, finora, ha un rendimento quasi impeccabile in questa competizione avendo vinto ben sette gare su otto, chiudendo il girone a punteggio pieno. In campionato si sta anche giocando il ruolo di vice-Zenit, con la squadra di San Pietroburgo ormai inarrivabile, ciò a testimonianza di come la compagine di Cherchesov sia da prendere con le molle. Per conoscerla meglio ci siamo affidati ad un esperto di calcio russo, si scrive Matteo Mongelli ma si può leggere Mattew Mongelkov. Conosce a menadito il massimo campionato e le squadre della terra degli Zar, proprio a lui ci rivolgiamo per chiedergli qualcosa su questa Dinamo Mosca: “E’ molto simile al Napoli, la difesa traballa spesso, mentre dalla trequarti in su c’è molta qualità. Passando ad analizzare un po’ giocatori e reparti, in porta c’è Gabulov, mentre la coppia di centrali difensivi è molto forte fisicamente ma allo stesso tempo un po’ lenta. Dovessero giocare Samba e Douglas ci sarebbero molti centimetri ma poca rapidità, mentre Hubocan, schierato spesso al fianco di Samba, garantisce un pizzico di velocità in più ma i punti vulnerabili restano lo stesso. Sugli esterni, Kozlov a destra e Zhirkov a sinistra. In mediana, la qualità è garantita da Denisov, mentre Yusopov e Vainquer sono due recuperatori di palloni e forniscono più muscoli e sostanza piuttosto di piedi educati. Ma il primo è squalificato, quindi, in vista della gara di Napoli facile prevedere una mediana composta da Denisov e Vainquer, su quest’ultimo è giusto dire che l’anno scorso, con la casacca dello Standard Liegi, è stato tra i migliori centrocampisti del campionato belga. La trequarti è il reparto che ritengo più interessante, Valbuena sta facendo benissimo e può essere schierato sia da trequartista o da esterno sinistro. Dovesse essere impiegato sulla corsia mancina, Kokorin agirebbe alle spalle della punta Kuranyi, con Ionov a destra, nel caso il tecnico optasse per Valbuena centrale, a sinistra andrebbe Dzsudzsak, dal passato importante con la maglia del Psv e attenzionato anche da qualche club italiano ma a Mosca ha reso meno rispetto alle aspettative, a destra sempre Ionov, con il ballottaggio Kuranyi-Kokorin per il ruolo di perno centrale”. Dopo questa ampia e dettagliata panoramica, scendiamo più nel dettaglio e cerchiamo in rosso quei giocatori che, in queste partite, possono salire in cattedra: “Quelli da tenere maggiormente in considerazione sono soprattutto Valbuena per la qualità, l’esperienza e lo spessore come giocatore, Kuranyi è uno che la buttava e la butta dentro ancora, non ha disimparato a farlo, poi a centrocampo occhio a Denisov che è quello che prova a far girare la squadra dal momento che i suoi compagni di reparto non sono dotati della sua tecnica. Quindi, quest’ultimo può dare le geometrie, Valbuena può inventare, mentre Kuranyi è chiamato a finalizzare. Vorrei spendere due paroline anche nei confronti del tecnico Cherchesov che negli ultimi tre anni sta facendo benissimo. Prima ha portato il Terek Groznyi al settimo posto in classifica, un risultato sensazionale, poi ha condotto l’Amkar ad una tranquilla salvezza e adesso vuole rendere la Dinamo una squadra competitiva per i vertici”. Ma, al di là dei singoli, ci interessa sapere cosa debba temere questo Napoli della compagine moscovita: “Sicuramente la qualità offensiva, la rapidità e la capacità di saper sfruttare le ripartenze. E poi si ha la consapevolezza di poter crescere sempre di più, non dimentichiamo che la Dinamo è il secondo club più ricco del calcio russo e, con il crollo del rublo, se molte squadre sono costrette a vendere, come ha fatto il Cska con Doumbia, i “poliziotti” non hanno l’esigenza di indebolirsi”.
In queste partite non bastano i favori del pronostico per andare avanti. Tante componenti entrano in gioco, tra cui le motivazioni e la condizione fisica. Per il Napoli ci sono tante insidie con cui fare i conti. Proviamo a capire quali e cosa bisogna fare per disinnescarle: “Il clima potrebbe intaccare la situazione, anche perché a Mosca il freddo è sempre più rigido, ma ormai ci si è abituati a questi cambi di temperatura. Il Napoli deve disputare una grande prestazione all’andata, sfruttando magari la vacillante retroguardia moscovita e non subendo gol. Sarà importante andare lì e giocarsela per due risultati su tre, con la tattica della ripartenza, i giocatori che ha il Napoli possono far male alla difesa della Dinamo. Ripeto che sarà molto importante il risultato del San Paolo”. Ma il Napoli non è l’unica italiana a vedersela con una russa. Il Torino, infatti, dovrà fronteggiare lo Zenit, per una sfida molto più proibitiva sulla carta. Dopo l’impresa di estromettere dalla competizione l’Athletic Bilbao, gli uomini di Ventura sono chiamati ad un’altra grande sfida. Matteo Mongelli ci dice quali sono, secondo lui, le chance che ha il Toro di metter paura anche ai più quotati avversari: “Lo Zenit è superiore al Torino sotto qualsiasi punto di vista. Ma bisognerà vedere come arriverà a questa sfida, se con l’approccio giusto o meno. Guai a sottovalutare il cuore granata che, però, difficilmente può portare a due imprese di seguito. Ciò potrebbe essere possibile qualora gli avversari dovessero sottovalutare l’impegno, qualche sprazzo di bel gioco solo ora si sta vedendo quando è stato latitante per tanto tempo. Poi in Europa League lo Zenit, forte di dominare il proprio campionato, farà meno turn over rispetto all’Athletic Bilbao e in panchina c’è un Villas Boas che vorrebbe bissare il trionfo dopo aver già alzato il trofeo alla guida del Porto”. A questo punto, non ci resta che conoscere qualcosa in più anche sul campionato russo, la Prem’er-Liga, scoprendo cosa offre di bello e di particolare: “Penso che sia un campionato poco valorizzato dall’Europa occidentale. Lo trovo molto interessante, con squadre di buon livello e non inferiori a molte di altri campionati che, magari, godono di un’altra visibilità. Occhio a questo Krasnodar che ha disputato i gironi di Europa League avendo la sola sfortuna di capitare insieme a squadroni come Wolfsburg ed Everton, ma nel preliminare ha eliminato la Real Sociedad. Stiamo parlando di una realtà ambiziosa, il presidente punta a rinforzare la squadra, in difesa c’è Granqvist, vecchia conoscenza del campionato italiano avendo giocato nel Genoa, e in campionato si è quarti con il sogno di lottare per il secondo posto. Anche il Cska ha fatto benino in Champions in un girone di ferro, due squadre gloriose ma sopravvalutate sono due moscovite, la Lokomotiv e lo Spartak, conosciutissime all’estero ma che attraversano una fase di calo. Attualmente, in Russia vige una regola secondo cui bisogna schierare per forza quattro indigeni nella squadra titolare, mentre c’è una legge su cui il ministro dello Sport sta lavorando molto, quella per cui ogni club non può tesserare più di dieci stranieri ma sono previste modifiche”.


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