16 Maggio 2026
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ESCLUSIVA FBW – Panico: “Volla oasi felice per i giovani. Merito di un club serio”

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DI STEFANO SICA

Ammirare la sua Virtus Volla fa ripensare ai tempi della Berretti della Paganese che due anni fa arrivò a sfiorare il titolo nazionale. Mimmo Panico è trainer che coi giovani ci sa fare: insegnante di calcio, fine comunicatore e allenatore emergente con tante ambizioni personali. Il nono posto dei biancazzurri, distanti appena quattro punti dalla soglia psicologica dei play-off (che tuttavia oggi escluderebbero Afro Napoli e Casoria, quinte), è la “summa” dell’esuberanza giovanile dei suoi ragazzi e di un percorso societario che parte da lontano e sa dove andare, anche per merito di un dominus di lungo corso come la bandiera Gigi D’Avino. “I ragazzi mi seguono ed esprimono anche una buona qualità soggettiva, nonostante la giovane età – ci dice Panico con orgoglio -. Loro comunque hanno bisogno di fiducia e tranquillità, e il nostro progetto è finalizzato proprio a quello. Troppo spesso quelli che vengono definiti progetti giovani sono perlopiù progetti “poveri”, perché a volte mancano qualità e programmazione in tal senso. A Volla esiste davvero un progetto giovane, con una società che ci sta vicina e non ci fa mancare mai nulla. Siamo coccolati e i ragazzi si sentono sempre sereni. Giochiamo con tanti ’98 e ’99, oltre ai classici under, i 2000, 2001 e 2002. Abbiamo l’età più bassa di tutto il girone. Io poi devo ringraziare il club che ha creduto in me dandomi la possibilità di farmi esordire al comando di una prima squadra. Ecco perché parlo di un indirizzo progettuale della società che non lascia nulla al caso”.

Con il Marcianise, sabato scorso, l’ennesimo step di una bella cavalcata.

“Abbiamo espresso un buon calcio prendendoli uomo su uomo e disponendoci sempre alti. Anche quando riconquistavamo palla, ci schieravamo sempre in modo appropriato. Abbiamo palleggiato bene facendoli girare come volevamo per poi prenderli alle spalle. E’ stato il frutto di un lavoro preparato per bene in settimana”.

Contro i gialloverdi vi siete disposti con una difesa a tre: una novità per lei che ha sempre puntato concettualmente sui quattro dietro.

“Credo che i ragazzi abbiano la qualità per interpretare questo sistema di gioco. Ovvero andare forte sull’uomo e stare coi quinti sempre alti. Il nostro è stato un reale 3-5-2. Altri fanno un 5-3-2 perché alla fine tengono gli esterni prevalentemente bassi. Noi siamo abituati a fare la partita, o perlomeno ci proviamo. Poi possiamo darle o prenderle, ma non fa nulla. Chi ci viene a vedere sa che si divertirà. Alla fine il calcio è questo. E anzi, spero di dare alla squadra una mentalità ancora più offensiva, magari facendo meno confusione quando si deve portare a casa un risultato. Col Marcianise, infatti, abbiamo rischiato qualcosa nel finale sulle palle inattive. E non prenderci questi tre punti sarebbe stato un vero peccato anche perché poi abbiamo sfiorato più volte il tris. Va detto, comunque, che abbiamo sbagliato anche sul gol preso, avendo regalato palla al Marcianise con un passaggio orizzontale lento. Da là si è innescata la loro ripartenza. Nella circostanza avremmo potuto anche “accompagnare” l’avversario, temporeggiando, invece di tentare subito il tackle”.

Marcianise guidato da un tecnico giovane e ambizioso come lei, peraltro…

“Angelo Valerio è allenatore giovane e preparato, che guida una squadra che, come noi, gioca al calcio. Meritano anche loro i complimenti. Erano riusciti anche a pareggiare e siamo stati bravi noi a non cadere in depressione riprendendo a giocare come avevamo fatto fino a quel momento. Non era facile”.

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Di nuovo sul sistema di gioco: questa Virtus sembra giocare bene anche quando cambia pelle. E non è un caso.

“In verità quando ai ragazzi si impartisce in modo eccessivo il concetto di sistema o modulo, finisce che si fossilizzano su zone specifiche del campo. Noi entriamo sempre con le mezzali a piede invertito, tagliamo il campo e i quinti vanno dentro al campo. Il nostro sistema prevede un movimento continuo dei singoli. I ragazzi, come detto, mi seguono e mi danno massima disponibilità. E il precetto di andare a prendere l’avversario e provare a comandare la partita, l’hanno assorbito. Sulla carta noi dovremmo essere una squadra che sta nella propria metà campo e aspetta l’avversario. E invece non è così. Nelle ultime quattro partite abbiamo ottenuto 10 punti: risultati che ci infondono maggiore consapevolezza nei nostri mezzi e della filosofia di gioco che adottiamo”.

Ora, in attesa del rientro di Chirullo, avete un Buonocore in più, l’ex golden boy della Paganese chiamato solo a ritrovare la via del gol.

“Da un attaccante tutti si aspettano i gol, ma non dimentichiamo che Raffaele ha giocato poco negli ultimi due anni. Io lo conosco dai tempi di Pagani e lo avrei preso già in estate, prima che optasse per l’Agropoli e la D. Adesso ha bisogno di giocare e di riacquistare fiducia. Ora non ha l’intera partita nelle gambe. Ma lui è innanzitutto un ragazzo che lavora per la squadra e la fa salire. Ovviamente deve migliorare su determinati aspetti, ma è un ’99 e ha tutti i margini per farlo. Per questo me lo tengo stretto. Chirullo ha avuto un problema al metatarso ma si sta allenando e dovrebbe tornare disponibile per la prima di ritorno a gennaio”.

Col Pomigliano si chiude il girone di andata. Siete a quota 25, un obiettivo già prestigioso a prescindere dal risultato coi granata.

“Infatti siamo andati anche oltre le nostre aspettative. Partiamo dal presupposto che questo è un girone molto competitivo. Già avere più punti del Pomigliano, un’ottima squadra e una grandissima società, è qualcosa che ci gratifica fortemente. Ci dispiace solo prenderlo nel suo momento migliore. Il Pomigliano, con la nuova guida tecnica e i giocatori che sono arrivati, sarà un osso duro per tutti. Noi andremo là senza nulla da perdere. L’unico obiettivo che ci ha dato il club è quello di mantenere la categoria, magari provando a toglierci qualche sfizio. Non posso non essere soddisfatto del nostro ruolino di marcia. Poi è ovvio che se pensassi a qualche punto perso ingenuamente, dovrei vedere il bicchiere mezzo vuoto. Ma sarebbe un pensiero sbagliato, a maggior ragione sapendo di disporre di un gruppo giovane. Come dicevo prima, la priorità a cui tengo è la crescita della nostra consapevolezza. Io che vivo quotidianamente lo spogliatoio, la avverto”.

Qualche colpo last minute?

“Non abbiamo particolari urgenze. Tutti i buoni giocatori sono sempre ben accetti, soprattutto giovani motivati. E so che molti ragazzi vogliono venire qui perché sanno l’aria che si respira. In uscita non mandiamo via nessuno, se non chi esprime il desiderio di farlo”.  

About Stefano Sica 913 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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