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Passa con merito il Benevento grandi firme guidato da Pippo Inzaghi. Gara andata in scena davanti a 18000 spettatori, in un Arechi rinfrescata da un leggero venticello anche sorprendente nonostante siamo a settembre inoltrato. Come ogni derby che si rispetti, l’inizio è contratto. La partita inizia tra falli e nervosismo, con l’arbitro che mantiene (almeno all’inizio) i cartellini nel taschino ma fatica a mantenere tranquilli gli animi. Fino a che il solito Coda salta in mezzo a due, riceve da Insigne e dal limite spara alto aprendo di fatto la partita. La Salernitana prova a occupare gli spazi con il possesso palla, facendo girare il pallone da destra a sinistra. Il 3-5-2 di Ventura è armonioso, ma è pura illusione perché durerà poco. Sin dai primi tocchi si palesano difetti tecnici, soprattutto Di Tacchio non riesce mai far girare il gioco con pulizia e in tempi rapidi. Il capitano granata è il vertice di una mediana che comprende anche un Odjer spento ed un Firenze che non incide, mentre l’unico che sembra in giornata è Kiyine che quando punta Maggio lo salta con regolarità. Il Benevento di Inzaghi aspetta, si mette dietro la linea della palla e aspetta che passi il vento. Il 4-4-2 del Benevento è compatto e ricco di qualità. Coda svaria su tutto il fronte di attacco, seguito da vicinissimo da Sau che quando deve difendere sta a uomo su Di Tacchio. La regia è affidata a Viola e il suo mancino è di un’altra categoria.
Quando il Benevento comincia ad avere coraggio, prende in mano la partita e la va vincere. Anche se il primo tempo è brutto e non ci sono occasioni. Con il passare dei minuti la squadra di Inzaghi fa salire il baricentro, mette le tende nella metà campo granata e inizia a mettere paura a Micai. Al 34’ Di Tacchio perde palla, Coda serve Insigne ma il mancino è poco preciso. Spavento maggiore invece per il destro di Letizia dalla distanza, potente e vicinissimo al palo. Il primo tempo della Salernitana è poca roba. Molte responsabilità vanno anche a Jallow, nel momento più difficile la squadra si appoggia al gambiano per cercare di uscire dalla pressione e respirare, ma il numero 10 granata non riesce mai a tenere il pallone. Nel secondo tempo uscirà tra i fischi, comunque ingenerosi.
Dall’intervallo la squadra di Ventura rientra sicuramente in campo con più determinazione, ma la retroguardia è troppo distratta. Il Benevento approfitta e in cinque minuti vince il derby. Dopo l’infortunio di Karo (entra Kalombo, emergenza in difesa per il tecnico granata) e i due colpi di testa di Giannetti poco incisivi, la squadra di Inzaghi fa due tiri e due gol. Al 16’ Letizia batte corto un corner, Viola entra in area indisturbato e col mancino a giro batte Micai. Quattro minuti dopo l’imbucata di Maggio lancia in porta Sau, il talento sardo segna e festeggia sotto il settore ospiti. Nei due gol protagonista anche Insigne che festeggia prima rivolgendosi al settore distinti e poi prendendo a calci un cartellone pubblicitario. Si prende il giallo.
L’ingresso di Cerci non cambia il volto di una Salernitana che fa un passo indietro rispetto alle prime due gare di campionato. Il Benevento, è sicuramente uno dei più ostici di tutto il campionato, ma era comunque lecito aspettarsi qualcosina in più. Delusi i 18mila dell’Arechi, ma a Via Allende si è finalmente respirata un’aria diversa, di fiducia e speranza. Nel calcio si può ripartire anche dalle sconfitte.

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