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DI STEFANO SICA

E’ alla terza stagione consecutiva sulla panchina dell’Angri. Una semifinale play-off persa in Promozione e il salto in Eccellenza della stagione successiva (col sogno della Coppa Italia sfumato in finale col Marcianise), il suo bottino. Antonino Gargiulo, tecnico grigiorosso, è pronto a fare sempre meglio. L’ultimo allenamento congiunto con l’Equipe Campania al Vallefuoco non ha sorriso alla sua squadra, uscita sconfitta 6-1. Ma per il trainer ex Serino i margini di miglioramento sono tanti. “Sapevamo che sarebbe stato un test probante in quanto l’Equipe Campania è composta da giocatori molto importanti – il suo esordio ai microfoni di FootballWeb -. Volevo un match simile, perché mi avrebbe consentito di tastare pregi e difetti della mia squadra. E’ logico che siamo ancora alla ricerca di una condizione fisica e tecnico-tattica migliore, ma abbiamo ancora una settimana per metterci a posto”.
Che obiettivi vi siete posti?
“I calciatori presi sono arrivati per una volontà condivisa mia e della società. Conosciamo per esempio la storia di Mario Terracciano, un giocatore che ho voluto fortemente io. L’Angri non potrà essere una semplice comparsa: l’obiettivo deve essere quello di recitare un campionato da protagonisti. Alla lunga vincerà chi dimostrerà di avere insieme la squadra, la società e la tifoseria migliori”.
Come vi state muovendo sul mercato?
“Stiamo valutando alcune situazioni ma siamo già contenti dell’organico che abbiamo. Con l’Equipe erano fuori gente come D’Andrea o Marino. Enea Coppola veniva da una settimana di febbre. Siamo attenti a tutto ma non abbiamo grosse priorità. Per noi adesso è importante trovare una identità e mettere a punto determinati meccanismi. Col tempo sono certo che ci riusciremo”.
Su che sistema di gioco sta lavorando?
“Ormai il nostro must è il 4-2-3-1. E’ quella la base di partenza concordata anche coi giocatori. E’ chiaro che poi si potrà variare nel momento in cui tutti gli effettivi saranno a disposizione. Anche in chiave under mi ritengo soddisfatto: abbiamo acquisito tanti 2001 e qualche 2002. Tutti ragazzi validi. La politica dei giovani non ci spaventa, anche se con loro bisogna sempre andare coi piedi di piombo abituandosi a gestirli nel migliore dei modi”.
Facciamo le carte al campionato: chi parte favorito per la vittoria finale?
“E’ un girone importante, livellato. Ci sono piazze importanti, che hanno fatto sempre calcio a certi livelli. Penso soprattutto a Palmese, Battipagliese o Scafatese. Bisogna fare attenzione a queste tre, oltre al Santa Maria. Noi vorremmo far parte di questo gruppone perché la nostra storia ce lo impone”.
Anche al Vallefuoco, per un allenamento congiunto di mattina, c’erano 10 ultras al vostro seguito. Segno di una passione che chiama anche grandi responsabilità.
“Assolutamente sì. Noi abbiamo l’onore non comune di rappresentare questi colori e questa città. E tutto questo ci deve spingere ad andare sempre oltre i nostri sforzi. Angri ed i suoi tifosi meritano questo e altro”.

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