16 Maggio 2026
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Paganese, sconfitta con onore a Bari. Ora sotto col mercato

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DI STEFANO SICA

L'immagine può contenere: una o più persone, stadio e spazio all'aperto

Dalle lacrime di Bisceglie al palcoscenico del San Nicola. La Paganese riassapora i profumi del grande calcio dopo un’estate rovente, piena di sbalzi emotivi e sospesa tra speranze, depressioni e, a chiusura del cerchio, un’esaltazione irrefrenabile. La sconfitta di stasera a Bari, al debutto in Coppa Italia di C (3-2), è un dettaglio. Perché arrivata contro una squadra geneticamente diversa, destinata per qualità e obblighi istituzionali ad un percorso totalmente diverso. Cornacchini non solo può contare su alcuni punti fermi dell’ultima straripante annata di D (Hamlili, Neglia o Di Cesare), ma è in grado anche di supportarli con un attacco da favola, per quanto ridisegnato nel mercato estivo. E allora spazio subito ad Antenucci, assistito da Kupisz e Terrani che con lo stesso Neglia vanno a formare un quadrifoglio per palati fini. La Paganese deve stare al gioco, badando più a trovare una identità ed a valutare in profondità alcuni dei nuovi innesti. Sono solo cinque i reduci della scorsa stagione a cui Alessandro Erra conferisce subito i gradi di titolare: Carotenuto, Perri, Capece, Alberti e Scarpa. Nel 3-5-2, infatti, si vede il 2000 Campani in porta, protetto da una retroguardia in cui Schiavino occupa la parte centrale con Sbampato e Mattia ai lati, mentre Carotenuto e Perri sono i quinti. Capece va in regia, con Caccetta a destra e Bonavolontà a sinistra, tandem offensivo affidato a Scarpa e Alberti. Squadra, quindi, giovanissima, che presenta due 2000 e ben quattro ’98. E che deve abbeverarsi all’esperienza dei soli Caccetta, Capece e Scarpa. Paganese col lutto al braccio per ricordare l’indimenticato bomber Marco Fracas, 61 anni, recentemente scomparso a Ladispoli, la sua città natale.

Tuttavia nei primi minuti non è che si veda grande differenza e una particolare belligeranza in campo. Il Bari palleggia e tiene il pallino del gioco, ma non punge mai. Gli azzurrostellati attendono e chiudono tutte le linee di passaggio. Schiavino sembra aver superato tutti gli acciacchi di un recente passato, Sbampato ha personalità da vendere, e i pugliesi non trovano mai profondità. E per mezzora, a parte un inserimento di Hamlili con un tiro telefonato per Campani, non si vede nulla. Il gol barese al 30′ è un fulmine a ciel sereno: Neglia vede lo sfondamento a sinistra di Terrani, cross al bacio e l’incornata di Kupisz è vincente. Fino a quel momento, il Bari non aveva fatto granché per meritarsi il vantaggio. Tanto che la scossa inaspettata sveglia gli azzurrostellati che impattano dopo appena due minuti: ripartenza micidiale innescata da Scarpa, palla a destra a Carotenuto che intuisce la galoppata centrale di Caccetta il quale, appena dentro l’area, fulmina Frattali. Si ricomincia ad armi pari ed è giusto così. Prezioso l’ex Cosenza nella sua posizione di mezzala, che gli consente di sfruttare gli spazi e tentare inserimenti letali. Il tempo si chiude con una bella parata di Campani su Antenucci, la respinta è colta da Kupisz, murato dalla difesa azzurrostellata. Lo stesso numero uno azzurrostellato non si fa sorprendere su uno stacco di testa di Di Cesare.

La ripresa si apre col pacco regalo che la Paganese confeziona per i biancorossi (4′): Mattia serve un retropassaggio a Campani che, invece di pulire l’area, ha la malaugurata idea di provare ad eludere il pressing di Antenucci. L’ex Spal però non si impietosisce e allunga il piede tanto quanto basta per rubargli il pallone ed andare a concludere a porta vuota dopo aver colpito il palo. Primo cambio per Erra, quando al 13′ Diop rileva Scarpa. Ma la reazione azzurrostellata tarda a venire, mentre il Bari aumenta i ritmi nel tentativo di chiudere la pratica. Di Cesare sforna una sontuosa sforbiciata che finisce di un soffio a lato, quindi Erra tenta la carta del tridente richiamando Schiavino per Dammacco e Bonavolontà per Bramati. Tuttavia, poco dopo, Antenucci potrebbe mettere un altro sigillo sul match quando, a colpo sicuro, centra la traversa con una mezza girata. Al 33′ accade, però, l’imponderabile, nel momento in cui la Paganese sembra avere poche chance da giocarsi: la punizione di Capece trova la sponda di Sbampato sulla quale Di Cesare buca l’intervento, per Alberti è un gioco da ragazzi depositare di testa in rete a porta sguarnita. Poi lo stesso attaccante è rilevato da Gaeta, col sistema tattico di Erra che si ridisegna secondo i canoni iniziali. Ma, al 41′, arriva la doccia fredda: Scavone, dalla destra, scodella un traversone di estrema precisione girato abilmente da Antenucci in rete. Palla nell’angolino e Campani beffato. Un gol da antologia che esalta la classe dell’attaccante, un lusso per la categoria, ma mortifica oltremisura la generosità della Paganese. Gran parte del merito va comunque ascritto ad Hamlili, abile nello strappare il pallone dai piedi di Gaeta (che tentava un’uscita solitaria dalla difesa) ed a servirlo in profondità a Scavone.

E’ l’ultima emozione di una partita da cui la Paganese esce a testa alta davanti agli oltre 100 irriducibili ultras della Curva Nord arrivati anche a Bari per sostenere la squadra. Positiva la performance di Caccetta e Capece, una bella sorpresa la gara di Edoardo Sbampato, un ’98 preso dal Chievo. Debutto horror per Matteo Campani, tra la clamorosa gaffe in occasione del raddoppio di Antenucci e qualche incertezza di troppo nelle uscite. Ma ci sarà tempo per rifarsi. Ora testa bassa sul mercato per completare la rosa. Erra è stato chiaro anche nel post partita: servono almeno quattro innesti per assicurarsi una maggiore competitività. Dal giorno della riammissione in C, la città è in uno stato di entusiasmo permanente. Continuare a cavalcarlo è doveroso. Affinché sia davvero la stagione del riscatto.

“Eravamo in ritiro fino a 24 ore fa, con due allenamenti giornalieri – le parole del tecnico -. Eravamo in ritardo e questa partita ci ha consentito di mettere benzina nelle gambe. Complimenti ai ragazzi che si sono ben comportati contro un avversario fortissimo e in un ambiente favoloso. Peccato per il risultato ma ci interessavano altre cose. Anche nella sofferenza abbiamo saputo stare bene in campo. Stiamo facendo le cose in modo oculato e la linea tracciata dalla società è sempre quella di mettere in vetrina dei giovani. Il bilancio del ritiro è positivo, lo abbiamo chiuso senza infortuni. Tutti si sono impegnati. L’organico va comunque completato: non ci facciamo prendere per la gola da nessuno, ma ci servono 3-4 tasselli. Sappiamo dove intervenire e lo sa anche la società”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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