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Se il Sant’Agnello punta a vincere per allungare e avere meno ansia quando dovrà necessariamente tirare il fiato per il turno di riposo, il Gragnano vuole riprendersi la vetta. È una sfida ad alto contenuto emozionale e dalla posta in palio pesantissima quella che si giocherà al “Cerulli” di Massa Lubrense, davvero avvincente la lotta al vertice in questo girone con due squadre allestite per vincere e dotate di un potenziale quasi di un’altra categoria. Sicuramente entrambe hanno giocatori che farebbero addirittura la differenza in serie D ma hanno scelto di arricchire l’Eccellenza conferendo fascino e prestigio ad un girone che ha tanto da dare ma che, dopo questa sfida, può già dire (quasi) tutto. Purtroppo, non ci sarà il pubblico sugli spalti dell’impianto massese, una decisione che ha contrariato un po’ tutti. Facile prevedere un esodo dalla città della pasta, mentre il Sant’Agnello sarebbe stato seguito anche da quei tifosi storici del Sorrento che, vedendo in maglia biancoazzurra i protagonisti dell’epopea rossonera, sognano di ripercorrere le glorie di quella scalata e il loro apporto avrebbe potuto dare una marcia in più agli uomini di Turi
Per saperne di più sui leoni gragnanesi, contattiamo Gennaro De Stefano, collaboratore di www.gragnanocalcio.it, il sito ufficiale della società. Chi più di lui può fornici ciò che ci occorre e, in prima battuta, gli chiediamo cosa si aspetta dall’imminente big match: “Credo che vedremo una gara molto nervosa un po’ come l’andata. Sicuramente ci sarà grande equilibrio, non è un caso che tutti e tre le sfide stagionali tra le due squadre, una di campionato e le due di coppa, siano finite in parità. Sarà una partita a scacchi tra i due allenatori e visto anche il contesto, uno stadio a porte chiuse, immagino una partita davvero tirata. Decisiva non credo anche perché la Scafatese resta in agguato ma certamente per entrambe vincere potrebbe significare prendere l’abbrivio giusto per iniziare la parte finale della stagione”. Le parole usate sono nervosismo, equilibrio, gara tirata, in queste situazioni, basta un guizzo, un episodio, un dettaglio per fare la differenza. Ecco, sulla base di questa considerazione, chiediamo al collega quale potrà essere la chiave di volta della partita: “Le gare sulla carta equilibrate possono essere decise dai giocatori di maggior classe e personalità, penso tra le nostre fila quindi a Carotenuto ed al capitano Martone che solitamente si esaltano nei big match, nelle grandi partite. Certamente peserà molto l’assenza di Vitiello che davanti alla difesa, nelle due fasi, è l’equilibratore della squadra, detta i tempi e si fa sentire in recupero palla. Di contro però rientra dalla squalifica Leonardo Gargiulo, pilastro della difesa gialloblu che insieme a Loreto ed a Polverino forma un trio che credo nella categoria non possa vantare nessuno”.
Anche le squadre forti hanno delle differenze. Potranno avere tante affinità, ma ci si differenzia sempre per qualche aspetto. Lo stesso vale per Sant’Agnello e Gragnano, entrambe sono dotate di veri e propri top player per la categoria, entrambe hanno la stessa ambiziose di brindare alla vittoria del campionato, molti sono concordi nel dire che si equivalgano ma, ad un certo punto, le similitudini finiscono. Eh sì, e dove finiscono le similitudini iniziano le differenze che, marcate o meno, possono venire fuori anche nell’arco di 90′ e decidere gli incontri. Così, dal collega stabiese, ci facciamo dire quali differenze nota tra le due compagini: “Il Gragnano rispetto al Sant’Agnello credo sia più organizzato, abbia un gioco più consolidato e riconoscibile ma la squadra di Turi ha una solidità dietro che adesso i ragazzi di Coppola non hanno, anche per via dei vari infortuni e delle tante squalifiche che hanno costretto il mister a cambiare continuamente assetto difensivo. Spero che il rientro di Gargiulo possa ovviare a queste mancanze e restituire tranquillità al pacchetto arretrato gialloblu”. Dopo le differenze tra le due squadre, concentriamoci esclusivamente su quelle del Gragnano. Ma da un’altra prospettiva: quali sono gli aspetti su cui potrebbe costruirsi un trionfo e quelli che potrebbero metterlo a rischio? “Quella di mister Coppola, è una squadra abituata a giocare, a fare gioco, a controllare la partita e questo a volte può portare a subire pericolosi ribaltamenti d’azione da parte degli avversari ed in quei frangenti fanno la differenza la qualità dei singoli difensori che spesso hanno tolte le castagne dal fuoco con interventi di livello. I giocatori importanti sono tanti ma tatticamente quello fondamentale è Francesco Di Ruocco, vero e proprio jolly. In base alla sua posizione il tecnico può decidere, sia dall’inizio che a partita in corso, di cambiare l’atteggiamento della squadra. Può giocare alto a destra in un tridente con Carotenuto dall’altro lato e Borrelli al centro oppure può essere schierato da esterno di un centrocampo a cinque passando alla difesa a tre. Quest’anno sostanzialmente non l’ho visto giocare solo in porta e da difensore centrale, poi ha fatto il terzino, l’esterno di centrocampo, l’intermedio a tre in mezzo al campo e appunto l’esterno alto del tridente. Dalla sua prestazione dipende tanto quella della squadra”.


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