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E’ un punto che tutto sommato accontenta entrambe le contendenti quello conseguito questo pomeriggio al Vallefuoco tra Afro Napoli e Flegrea (1-1). Al vantaggio di Sogno nel primo tempo (assist al bacio di Babù), ha risposto un penalty di Pastore nella ripresa, concesso per un mani in area di De Giorgi su cross di Moccia. Gara molto equilibrata, condotta perlopiù dagli afronapoletani ma povera di vere occasioni da rete. Ad una ghiotta chance capitata sui piedi di Di Napoli dopo l’intervallo (sinistro alto da buona posizione) ha replicato in pieno recupero una zampata di Duarte da distanza ravvicinata (miracolo di Ciccarelli). Sono state queste le uniche due emozioni della seconda parte di gara, a sancire un pari evidentemente giusto. La Flegrea, tuttavia, ha recriminato per un secondo rigore non concesso per un calcio rifilato in pieno volto a Moccia, poco prima del match ball fallito da Duarte. Un intervento che è sembrato in effetti falloso e sul quale il direttore di gara, il napoletano Palma, ha esitato qualche istante prima di lasciar correre. Omogeneità anche nei rispettivi moduli tecnici: Salvatore Ambrosino e Michele Califano hanno scelto infatti il 4-3-3, con Duarte terminale offensivo tra Sogno e Babù nelle file afronapoletane, e Pastore a disimpegnarsi in attacco al fianco di Moccia e Massaro tra gli ospiti. Il risultato, alla fine, non provoca particolari recriminazioni nei due tecnici, intervenuti ai microfoni di FootballWeb.
“Qualcosa in più si poteva fare visto che, anche in vantaggio, abbiamo avuto delle potenziali occasioni in ripartenza per chiudere il match – le osservazioni di Ambrosino, trainer dell’Afro Napoli -. C’è mancata la lucidità necessaria per concludere. E’ normale che poi gli avversari reagiscano e trovino l’episodio giusto per pareggiare. Insomma, non ci abbiamo messo quella cattiveria giusta per vincere una gara che avremmo potuto portare tranquillamente a casa. La mia è una squadra viva anche se deve crescere sotto certi aspetti: col Giugliano abbiamo fatto una grandissima prestazione, ma ogni partita va affrontata come se di fronte avessimo il Giugliano. Ci sono dei limiti che vanno rimossi, ma non certo sotto l’aspetto tecnico-tattico visto che riusciamo sempre a fornire un bel gioco e delle buone prestazioni. Non dimentichiamo, comunque, che siamo una neopromossa e, al primo anno di Eccellenza, stiamo ben figurando. Siamo partiti alla grande, al di là di ogni aspettativa. Ma ora c’è un percorso di crescita da fare, fisiologico per una squadra che debutta in Eccellenza. Ma ci sono tutti i presupposti per tagliare l’obiettivo play-off: ci sono tanti punti in palio e dobbiamo crederci fino in fondo”.
“Questo pari è oro per noi in chiave salvezza – le parole del trainer flegreo Califano -. Mi è piaciuto soprattutto il secondo tempo, mentre nel primo, sebbene non avessimo sofferto più di tanto, siamo stati un po’ timidi e confusionari. Era importante comunque fare risultato e ci siamo riusciti, quindi va bene così. L’espulsione di Pirozzi dalla panchina? Immotivata. Lui era entrato in campo solo per sedare un diverbio tra giocatori. C’è stato un fraintendimento colossale che poteva essere evitato. Mi dispiace perché perderò un giocatore importante per la prossima partita”.

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