16 Maggio 2026
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Sorrento, tutti gli indizi di un cambiamento

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La vittoria del cuore, dell’anima, di chi persegue un obiettivo con ferocia e potrebbe abbattere muri di cemento pur di raggiungerli. Si respira un’aria diversa in casa Sorrento dall’arrivo di Enzo Maiuri. Il tecnico gentiluomo, colui che avrebbe dovuto restituire al gruppo – riuscendo nel suo piano – la tranquillità persa per dispotismi di altri. Il Sorrento, prima di lui, era ormai un guscio vuoto, con tante incognite sul tavolo e poche motivazioni da garantire. Il trainer milanese lo ha risvegliato con i battiti vividi della passione e persino una impostazione tattica che ha fatto strame del passato. Ne hanno giovato tutti: i tifosi, tornati ad un rinnovato entusiasmo, i giocatori, le cui paure innescate dal vecchio trainer potevano risultare autodistruttive, l’ambiente in genere, ora unito e coeso verso un obiettivo comune.

SORRENTO CAMALEONTICO – Qualità e superiorità tecnico-tattica nel primo tempo, sacrificio e forza emotiva nella ripresa. Così i rossoneri hanno sottomesso il Nola a casa sua. La ritrovata serenità dei costieri sta nella voglia di sacrificarsi e nella capacità di saper soffrire viste allo Sporting Club dopo l’intervallo. Dalla poesia alla prosa più cruda. Sì, perché il vantaggio griffato Figliolia è poesia pura. Un gesto artistico che entrerà nel romanzo dei gol rossoneri più belli di sempre, e che fa il paio con un altro velenoso, da avvoltoio puro. Quello del ko definitivo. Come poesia è stato l’atteggiamento di una squadra che ha fatto la partita e ha alzato la voce quando voleva, imponendo una qualità maggiore che il mercato dicembrino aveva per certi versi sancito con gli arrivi dello stesso Figliolia oltre che di Herrera e D’Alterio. La strategia meno avanguardista nella ripresa – con un abbassamento del baricentro che comunque non ha comportato grossi rischi contro un Nola carente di fosforo – non è stata dovuta ad ansie o braccini corti, bensì alle condizioni fisiche di parecchi elementi che avevano speso troppo. Herrera su tutti, che ha stretto i denti chiudendo con un affaticamento muscolare, poi Figliolia, sostituito da Rizzo, quindi D’Alterio, uscito nel finale per una piccola distorsione al ginocchio. Anche Gargiulo è arrivato fino in fondo stremato, mancando il sigillo risolutivo sul match proprio perché in deficit di ossigeno. Insomma, questo Sorrento un po’ artista e un po’ gladiatore ha portato a casa tre punti d’oro. Con la forza della bellezza e dei nervi.

IMPATTO MAIURI – Dal 3-4-1-2 al 4-2-3-1. “Voglio una squadra che si prenda almeno la briga di provarci. Non c’è cosa più brutta del rimpianto”. Detto, fatto. Con le sue idee si vede una squadra finalmente manovriera, che tende a non buttare mai il pallone, che non punta tutto su fisicità, lanci lunghi o seconde palle. Tre attaccanti in supporto di Figliolia (Bozzaotre a destra, Gargiulo tra le linee e Herrera a sinistra), mediana agile con De Rosa e Masi, e Todisco terzino con Scarf (subentrato all’infortunato Esposito) a sinistra e il tandem centrale Guarro-D’Alterio. Ottime anche le contromosse, quando era attuale il dubbio su chi sacrificare tra Herrera e Figliolia, entrambi ormai spremuti. In questo caso, Maiuri ha preferito giocarsi tutto sulla copertura di Rizzo a sinistra avanzando Herrera alle spalle di Gargiulo. Il modo migliore per allungarsi positivamente nelle ripartenze, grazie anche al lavoro di raccordo del panamense. E non a caso tre buone palle-gol sono arrivate da break improvvisi: se il Sorrento una colpa l’ha avuta, è stata quella di non saper chiudere i giochi, abdicando per peccati di maturità al cinismo. Anche se di pericoli veri e propri non ne sono mai arrivati, con i rossoneri abili a chiudere tutte le linee di passaggio verso un attacco bruniano a quattro velocità, con Troianiello a destra e la coppia muscolare Pastore-Esposito al centro.

MERCATO – E’ arrivato in settimana Kevin Stallone, enfant prodige della Juve Stabia. Gli ottimi rapporti tra i due club hanno favorito l’operazione di trasferimento di uno dei giovani di serie più interessanti emersi negli ultimi mesi. Indimenticabile il battesimo tra i professionisti lo scorso settembre a Pagani, nel 3-1 delle Vespe al Torre. Pochi minuti al posto di Canotto e, successivamente, la fiducia granitica incassata da Fabio Caserta. Vedremo se Maiuri lo impiegherà da mediano o da esterno, nel frattempo i costieri non disdegnano di acquisire un altro centrocampista di esperienza. E in questo senso le piste sono tante.

OGGI IL SAVOIA – Dodici punti separano i rossoneri dagli oplontini, in piena corsa per i play-off. Sono sette i punti raccolti da Salvatore Campilongo in tre gare dopo il giro di boa, peraltro senza incassare reti. Ieri è stato tesserato Pasquale Liguoro, un centrocampista del 2000 in arrivo dalla Virtus Entella. Derby d’altri tempi, che profuma di storia e di nostalgia. Che fa emergere i ricordi di una finale play-off di tempi ormai andati, quando i rossoneri silenziarono le pretese dei bianchi. Il fattore campo sarà forse relativo, con 1000 tifosi attesi da Torre Annunziata. Un derby nel derby, quello del colore di due tifoserie appassionate. Ma il Sorrento non può fermarsi, anche perché il turno è troppo favorevole per essere sciupato, con Nola e Sarnese che faranno rispettivamente visita a Picerno e Bitonto. Si vedrà. Ma il Sorrento è rinato. E vuole accreditarsi un grande futuro.

About Stefano Sica 913 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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