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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Pur con una immane sofferenza finale, il Napoli ha vinto contro la Spal incamerando la quarta vittoria consecutiva in campionato. Protagonisti Albiol, che ha segnato il gol vittoria alla fine della prima frazione, e Meret, autore di due parate prodigiose nell’arroventato finale di gara. Come sempre sontuoso Koulibaly, perfetto in ogni intervento e disimpegno il colosso senegalese, per questo suo strapotere tecnico e fisico ci sono club che sarebbero disposti a spendere cifre assurde pur di accaparrarselo. Una vittoria importante per gli azzurri, che consolidano il secondo posto allungando di due punti il vantaggio sull’Inter, ora lontana otto lunghezze dopo il pari nerazzurro in casa del Chievo. Il 26, a Santo Stefano, il Napoli sarà atteso proprio dalla squadra di Spalletti, vincere metterebbe quasi in cassaforte la seconda piazza, mentre un flop farebbe esultare soprattutto la Juve che continua a non sbagliare mai. Se gli azzurri speravano in un favore da parte della Roma, sono rimasti delusi, perché Mandzukic ha regalato altri tre punti importanti alla capolista, il cui score impressionante va aggiornato ulteriormente: sedici vittorie su diciassette e un solo pareggio. Un ruolino di marcia ai limiti della perfezione, ciò dovrebbe far nascere interrogativi circa il livello generale del campionato.
Negli altri campionati, a parte quello francese dove si sa che il Psg non ha rivali, anche il Liverpool è ancora imbattuto, ma ha pareggiato tre volte dando segni di umanità, il Manchester City è stato primo per tantissimo tempo per poi cadere due volte. Il Napoli, pur avendo lo stesso rendimento dello scorso anno, sembra già tagliato fuori dalla corsa al tricolore in quanto preceduto da una squadra che è una macchina da guerra. Ottimo il lavoro di Ancelotti finora, oltre ad avere in campionato una proiezione di 91 punti (il record stabilito lo scorso anno da Sarri), è stato eliminato dalla Champions avendo perso solo una partita su sei, il San Paolo, attraverso uno striscione, ha spronato la squadra ad andare fino in fondo in Europa League, una competizione in cui si può essere protagonisti. Ciò che non bisogna fare è giocare senza quella cattiveria agonistica che a Cagliari ha regalato il primo tempo ai sardi e contro la Spal stava costando altri due punti, non bastavano quelli già regalati a Roma e Chievo. Contro la formazione estense, è mancato ardore e incisività, per sbloccare la gara ci ha pensato Albiol di testa dopo un calcio d’angolo battuto da Mertens.
Nella ripresa, gli azzurri hanno avuto soprattutto due clamorose occasioni per chiudere la partita con Koulibaly prima, il cui colpo di testa ha sfiorato il palo, e con Mertens che, dopo una straordinaria triangolazione con Insigne, ha superato anche Gomis per poi vedere la sua conclusione stamparsi sul palo. Il pericolo scampato, ha ringalluzzito gli uomini di Semplici che, nel finale, si sono riversati in attacco alla disperata ricerca del gol del pari, che non è arrivato per un soffio. Se nel primo tempo Meret non era mai stato chiamato in causa, nel momento topico della partita, si è erto a protagonista opponendosi prima alla botta ravvicinata di Paloschi e poi al colpo di testa di Fores. Che spavento per i tifosi azzurri e che sofferenza per il Napoli, non che dovesse vincere per forza in scioltezza, anche perché la Spal è una buonissima squadra, ma mettere a repentaglio il risultato concedendo due clamorose occasioni agli avversari, è un dato che non va sottovalutato. Se contro il Cagliari era stata salvifica la punizione di Milik nel recupero, contro la Spal c’è voluto uno strepitoso Meret per blindare il successo ed evitare una ridda di polemiche proprio a pochi giorni dall’importante sfida di San Siro. Si può essere soddisfatti dei risultati, del fatto di aver tenuto anche la porta inviolata nelle ultime tre partite, ma ci sono momenti in cui bisogna gestire e il Napoli ancora una volta sta denunciando difetti su una caratteristica indispensabile per rientrare nel novero delle grandi squadre.

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