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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Il Napoli aveva chiuso già nel primo tempo la pratica Stella Rossa con un vantaggio di due reti, e non era così scontato contro una squadra che si era imposta sul Liverpool. Nella ripresa, il sigillo di Mertens, autore di una doppietta, ha messo in ghiaccio la partita, poi il gol del 3-1 non ha mai messo in discussione la vittoria sebbene gli azzurri, nell’ultima mezz’ora, abbiano abbassato troppo il baricentro permettendo ai serbi di giocare stabilmente nella metà campo partenopea. Un atteggiamento figlio, con molta probabilità, di un po’ di stanchezza perché la squadra aveva rallentato i ritmi pensando più a gestire il doppio vantaggio che ad incrementarlo. Diciamo che con un’altra avversaria, non ci si poteva permettere di giocare mezz’ora con quell’atteggiamento così remissivo, mentre la Stella Rossa è stata disinnescata abbastanza bene da un Napoli che in Champions si trasforma. Un Napoli che meriterebbe gli ottavi, che non sono arrivati per la vittoria del Psg ai danni di un Liverpool che, pur reduce dalla finale dello scorso anno, continua a deludere. Tre sconfitte su cinque per i Reds, di cui due consecutive, eppure potrebbero ancora qualificarsi negli ultimi 90’ battendo il Napoli ad Anfield.
Questa è la stranezza per i partenopei, nonostante il primato del girone e l’imbattibilità quando manca solo una giornata di uno dei gironi più difficili della storia, c’è il rischio che tutto questo non possa bastare. Il Liverpool quando gioca dinanzi al proprio pubblico si trasfigura, i giocatori diventano delle belve inferocite, l’ambiente si fa incandescente e per le avversarie, spesso, son dolori seri. Il Napoli, invece, dovrà esaltarsi nel contesto che si respirerà e giocare con l’autorevolezza dell’andata, dove gli uomini di Klopp sono stati annientati sul piano del gioco, dell’intensità e della qualità del palleggio. È vero che il Napoli ha le carte in regola per uscire indenne dalla tana inglese, il vantaggio è che si potrà giocare per due risultati su tre, ma quello di andarsi a giocare la qualificazione nella bolgia di Anfield, non era proprio lo scenario che ci si auspicava. La rabbia è che il Napoli ha dimostrato di essere all’altezza, per non dire superiore, sia di Psg e Liverpool, da molti indicate come pretendenti per la vittoria finale, l’unico neo resta il pari di Belgrado dove si è stati carenti nella fase di finalizzazione dopo 90’ giocati ad una sola porta. Proprio dopo quel pari, considerata anche la forza complessiva del girone, il Napoli sembrava già tagliato fuori, chi si aspettava che mettesse sotto il Liverpool al San Paolo e, per larghi tratti, anche il Psg in due sfide in cui, però, nessuna è riuscita a prevalere sull’altra?
Non c’è dubbio sul fatto che gli uomini di Ancelotti meritino la gioia di approdare gli ottavi, c’è la Roma già certa del passaggio del turno nonostante due sconfitte sul groppone, del resto questo succede quando hai nel girone squadre come Cska Mosca e Viktoria Plzen, competitive nei rispettivi campionati ma molto di meno in campo europeo. Per il Napoli, contro la Stella Rossa, è arrivato anche l’atteso gol di Hamsik, autore tra l’altro di una prestazione eccellente, il capitano ha bisogno di sentirsi parte integrante di una squadra che sogna l’impresa di eliminare dalla competizione una delle favorite alla vittoria finale. Sontuoso Mertens con una doppietta, si pensava che il belga avesse smarrito la via del gol dopo qualche settimana di digiuno, invece, il suo bottino realizzativo ha già raggiunto la doppia cifra, proprio come Insigne, suo compagno di reparto. Dispiace per Milik che, attualmente, è un po’ indietro nelle gerarchie, lui che ha bisogno di mettersi due anni di sofferenze e frustrazioni alle spalle. Può essere che ad Anfield servirà anche il suo apporto, sarà la classica partita in cui tutti devono remare dalla stessa parte perché è in palio tantissimo, sia sotto il profilo del risultato sportivo che in quello economico.

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