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Finisce il sogno dell’Afro Napoli in Coppa Dilettanti. Giugliano corsaro contro i Leoni al Vallefuoco di Mugnano (1-0 dopo il 2-2 dell’andata), grazie ad una perla di Tommaso Manzo su punizione nel primo tempo, e in semifinale dove se la vedrà col Casoria (1-2 nel fortino del Gladiator, che nel primo match aveva ceduto 2-0). Non è stata una gara esaltante per gli afronapoletani, mai incisivi negli ultimi 20 metri e spesso incapaci di trovare profondità. Un passo indietro deciso rispetto alle precedenti, brillanti prestazioni del reparto avanzato, nonostante il tecnico Sasà Ambrosino avesse proposto un tridente Dodò-Sogno-Redjehimi (subentrato nel primo tempo a Marigliano) supportato da Babù. Una soluzione innovativa per avere maggiore densità davanti, ma che non ha prodotto frutti apprezzabili. Più frizzante il Giugliano, ormai ad un passo dalla quadratura definitiva grazie al lavoro del tecnico De Stefano e ad un’opera di ricostruzione atletica portata avanti dal Prof. Franco Esposito. Nel secondo tempo i Tigrotti, che avevano presentato il 2000 D’Angelo esterno destro nel tridente d’attacco con Manzo e Sperandeo, hanno sfiorato in almeno un paio di circostanze il raddoppio, vedendosi anche annullare un gol a Liguori per fuorigioco. De Stefano ha poi parzialmente rivoluzionato l’attacco inserendo a sinistra Caso Naturale (poi ammonito) e Fava al centro, con De Rosa pronto ad inserirsi per dare man forte al reparto offensivo. Nel finale espulso Soares nell’Afro per intervento scorretto su Di Girolamo.
Va avanti il Giugliano, dunque, e lo fa con pieno merito. Ma non fa drammi mister Ambrosino, in attesa di tempi migliori. “Il Giugliano ha meritato nel doppio confronto – le sue parole -. Avevamo due risultati su tre ma si tratta di partite che sono determinate dagli episodi. Ci ha castigati una punizione anche se avevamo 70 minuti per recuperare. Non ci siamo riusciti soprattutto per merito loro. Avevamo comunque fuori sei giocatori tra squalificati e infortunati. Ma ripeto, il Giugliano ha meritato. Il 2-2 dell’andata non ci aveva illusi perché eravamo consapevoli della loro forza. Va anche detto che non abbiamo corso grossi pericoli: abbiamo anche colpito una traversa e c’è stata quella conclusione pericolosa di Babù dal limite dell’area. Pazienza, un po’ rammaricato lo sono perché si può sempre fare qualcosa in più. E inoltre ci tenevamo. Ma i ragazzi hanno dato tutto nonostante le mille difficoltà. La sterilità in attacco? Abbiamo elementi come Babù e Dodò che per noi sono importanti essendo dotati di guizzi e velocità. Dodò ultimamente non sta bene ed è normale che poi si faccia fatica se ti vengono a mancare quei calciatori in grado di crearti lo strappo, il guizzo e la conclusione. Allora devi lavorare su altre situazioni di gioco e del resto lo abbiamo fatto nel secondo tempo, quando ho messo la squadra in maniera diversa in campo. In sostanza, abbiamo lavorato sulle palle lunghe e sulle sponde”.

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