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Una vittoria, quella del Napoli, su cui pesano degli episodi discutibili dell’arbitro Calvarese, ma bisogna andare più a fondo. Il gol di Higuain, che ha portato gli azzurri in vantaggio nel primo tempo, era da annullare perché il Pipita si trovava, di pochissimo, al di là della linea dei difensori rossoblu. Era difficilissimo da vedere ma comunque da annullare. E il rigore è parso quantomeno generoso, anche se dalle immagini si evince la spinta di Kucka con entrambe le mani sulla schiena di Higuain in fase di elevazione, a norma di regolamento, è penalty tutta la vita. Ma, sinceramente, sorvolare non sarebbe stato uno scandalo. Detto e precisato questo, c’è da dire che, nel primo tempo e con il Napoli già in vantaggio, Higuain si sarebbe ritrovato solo davanti a Perin se, dopo essersi divincolato dalla marcatura di Roncaglia, quest’ultimo non lo avesse vistosamente trattenuto per la maglia. Sarebbe stata espulsione diretta per l’ex difensore della Fiorentina e la gara avrebbe preso una piega ancora più favorevole agli azzurri. I quali avrebbero potuto spegnere il fuoco delle polemiche se solo avessero concretizzato un quarto delle occasioni da gol prodotte. Il solo De Guzman si è divorato due gol clamorosi: sulla prima occasione, solo davanti a Perin, ha tentato un pallonetto impreciso mentre, sulla seconda, a portiere ormai battuto, ha calciato a botta sicura verso la porta sguarnita prima che Burdisso, con una scivolata disperata, tenesse ancora in bilico il risultato. Sulla seconda occasione, francamente, pesa anche un pizzico di sfortuna perché l’olandese aveva fatto tutto alla grande e il gol era ormai fatto, gli applausi vanno al difensore argentino per un intervento salvifico e provvidenziale. Ma non sono state le uniche occasioni, ce ne sono state tante altre per mettere in ghiaccio la partita e annichilire ogni velleità genoana perché poi, come il calcio insegna, agli avversari basta un’azione per punirti. E il copione non si stava smentendo: alla prima occasione di una ripresa che vedeva il Napoli padrone del campo, è bastato un tiro a Falque per gelare il San Paolo. C’era tutto il tempo per recuperare, il dominio azzurro continuava prima dell’episodio tanto contestato. Dagli undici metri, Higuain non ha perdonato riportando il Napoli in vantaggio in una gara che era assolutamente da vincere. Non c’erano altri risultati disponibili se non la vittoria, sarebbe stato davvero un peccato sprecare l’ennesima occasione, dopo averlo già fatto innumerevoli volte in questo campionato. Gli uomini di Benitez si sono riappropriati del terzo posto, Lazio e Sampdoria sono alle calcagna, ma ora c’è anche una Roma che dista sei lunghezze ed è giusto provare almeno a metterle un po’ di pressione. Per farlo, occorre continuità e in casa del Chievo, squadra cui servono necessariamente punti salvezza, bisogna andare con la mentalità di chi intende imporsi ad ogni costo. E, possibilmente, bisogna essere più cinici sotto porta, senza dover creare un’infinità di occasioni prima di andare in rete almeno una volta. Nel calcio, si paga a caro prezzo l’imprecisione in fase offensiva, la vittoria contro la Lazio è l’esempio di come un certo tipo di gioco sia produttivo. La tattica del non prenderle e sfruttare le proprie occasioni, consente di ottenere grandi risultati.


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