16 Maggio 2026
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Viola Rock: Sultani dello Swings

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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata

Sono passati 40 anni esatti da quando quattro giovani ragazzi britannici (due scozzesi e due inglesi) fecero il loro ingresso nel mondo del Rock, per lasciarvi un segno indelebile. Anno 1978,  appare al mondo l’album “Dire Straits” dell’omonimo gruppo musicale, noto sostanzialmente in un appartamento di Deptford. Un album, Dire Straits che con coraggio e audacia rispolverava quel vecchio sano rock “blueseggiante”, a dispetto della svolta punk e post-punk nella quale si era imbarcata la musica di quegli anni. Quattro ragazzi semplici, quattro “fratelli in armi”, quasi tutti venuti dal basso e che, oltre a metterci tanta tecnica, ci mettevano soprattutto tanta passione. D’altronde, come non captare in Sultans of Swing il riferimento autobiografico di Mark Knopfler nel richiamo al personaggio di Harry, al quale “non importa se non può dar spettacolo, ha un lavoro giornaliero e questo gli basta può suonare l’honky tonk come qualunque altra cosa”.

In parole povere, siamo qui per divertirci prima di divertire. Tanta passione dunque, quella che la Fiorentina, questa Fiorentina, reduce da una tragedia ma che ha avuto almeno la fortuna di trovarsi alla guida un uomo – che non ha paura di mostrare i suoi difetti e le sue debolezze — come Stefano Pioli, mette sempre e comunque in campo. Il gioco non sarà dei più fluidi, in squadra non ci sono i cosiddetti Top Players che ti risolvono le partite con una giocata (per quanto molti in squadra abbiano tutte le potenzialità per diventarlo) e certamente si commettono troppi errori, di quelli che ti fanno letteralmente mangiare le mani; ma non si può rimproverare nulla a questi ragazzi. Catapultati in un mondo il quale, come il mondo della musica, spesso ti risucchia l’anima fino a farti diventare un automa, questa squadra ha una sua identità, riconoscibile e decifrabile tra le milioni di squadre che lo completano. Questo è ciò che rende la sconfitta di Roma, sponda Lazio, meno amara. La Fiorentina di Pioli ci prova sempre e comunque, senza tenere conto del nome dell’avversario; gioca con passione e con la sfrontatezza di chi è lì, in primis, per divertirsi. Un po’ più di precisione non guasterebbe: dimostrebbe una crescita tecnica non irrilevante, che le permetterebbe di avvicinarsi sempre più a quei “sultani dello swing” e alla grandezza di quel loro primo album, il quale,  quarant’anni or sono, cambio per sempre la storia del rock.

Stay Rock and Forza Viola
DA13

 

About Enzo Paudice 134 Articoli
Trentenne, storico dell'arte, amante della musica rock anni '60, '70 e '80 e soprattutto tifoso viola. Tutto questo per footballweb.it

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