16 Maggio 2026
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Il giro dell’Emilia è uno show di De Marchi

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Servizio di Alessio Borrelli @riproduzione riservata


Non sarà una grande classica e non è inserita nel World Tour, ma negli ultimi anni il Giro dell’Emilia ha acquisito sempre più blasone per svariati motivi. Il primo su tutti è sicuramente il percorso. Un saliscendi di 268 km che porta a sfiancare gambe, testa ed anima. Il secondo è perché arriva nel momento in cui bisogna tirare le somme dell’intera stagione di ogni ciclista. Siamo alla fine del 2018 e ci sono tante categorie di corridori venute fuori in funzione dei risultati acquisiti durante l’anno. C’è chi ha vinto e vuol continuare a farlo; chi poteva fare di più e vuol riscattarsi e chi ha perso tutti gli obiettivi e prova a salvare la faccia. Uno di quelli che in questa stagione poteva fare di più era Vincenzo Nibali, il cui 2018 dopo la caduta al Tour de France è stato un autentico calvario. Il capitano della Bahrein era tra i più attesi insieme a Moscon, fresco vincitore per la seconda volta di fila del campionato italiano a cronometro ed in gran forma dopo il quinto posto al Mondiale. C’erano pure le medaglie mondiali Bardet e Woods, così come altri big quali Roglic, Kruijswijk, Uran, il vincitore dell’anno scorso Visconti, gli italiani del mondiale. L’attesa era enorme ed a rendere ancora più spettacolare la corsa emiliana è stata anche la pioggia battente che ha reso la corsa, già di per se difficile, ancora più ardua. E così in una situazione del genere ti aspettavi i big ed hai trovato Alessandro De Marchi. Il “rosso di Buja” ha compiuto un’impresa delle sue partendo da lontano in discesa insieme ad un eroico Mohoric, staccandolo poi all’inizio della terza ascesa del San Luca. Un’azione che gli ha permesso di guadagnare ed incrementare poi il vantaggio con una grande prestazione in discesa. Una vittoria da De Marchi, il quale faceva parte di quei corridori che quest’anno hanno fatto bene e volevano chiudere in bellezza questa stagione. Abbiamo ancora sotto gli occhi la splendida vittoria conquistata all’undicesima tappa della Vuelta, un tappone di montagna, con una grandissima azione da lontano, e la buona performance del Mondiale, dove ha fatto tutto per aiutare i capitani Nibali e Moscon impiegando tutte le proprie energie in funzione dei due capitani designati dal ct Cassani. Stavolta la BMC gli aveva dato campo libero e lui non ha esitato a provarci, come spesso fa, ed ha vinto succedendo così a Giovanni Visconti tenendo così ancora alto il nome dell’Italia in questa gara. Un De Marchi che sull’ultimo giro ha gestito al meglio i 40” di vantaggio che aveva senza soffrire sull’ultimo passaggio della salita del San Luca ed ha vinto in maniera agevole su Uran, ancora una volta piazzato in Emilia, e sul compagno di squadra Dylan Teuns. Tutti gli altri escono da questa corsa con l’amaro in bocca e con il rammarico che nessuno dei big è riuscito a dettare legge un po’ perché, probabilmente, in esaurimento di energie, e poi perché come sempre si sono troppo controllati tra loro temendo di perdere contatto in una salita che ha fatto grandissima selezione. A fronte di ciò De Marchi è diventato imprendibile ed ha portato a casa un successo costruito in maniera impeccabile. Un Giro dell’Emilia che ha dato grande spettacolo, che conferma il grandissimo stato di forma per di De Marchi in vista del Lombardia, che vede Vincenzo Nibali in crescita proprio in vista dell’ultimo grande appuntamento della stagione di domenica prossima, e che non ha visto più ad un certo punto Gianni Moscon, incappato in una giornata meno brillante rispetto alle ultime. Vanno spese belle parole per Matej Mohoric, autore di tantissimi chilometri in fuga e che, anche dopo essersi ripreso, non ha mai mollato provando a riprendere De Marchi in discesa insieme al francese Geniez e poi con Brambilla, tentativi però andati vaghi ma che fanno riempire di elogi al campione nazionale slovacco. E poi quanta sfortuna invece per Gianluca Brambilla, che proprio con Mohoric si era gettato a capofitto all’inseguimento di De Marchi in discesa e che aveva una gran gamba per provare quanto meno a piazzarsi alle spalle del rosso di Buja. Purtroppo per lui ha forato ai piedi dell’ultimo passaggio sul San Luca ed ha dovuto abdicare. Ma la gamba è buona e potrà rifarsi anche lui nei tanti appuntamento dei prossimi giorni che avvicinano il Lombardia.

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