16 Maggio 2026
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Un Milan a metà…

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Sono solo 5 i punti raccolti dal Milan dopo altrettante giornate di campionato e facendo un semplice calcolo matematico, questo andamento non è affatto da Champions. Ok, c’è una partita in meno da giocare, ma prima del recupero col Genoa, dovranno assolutamente cambiare gli spartiti della solita canzone.

Contro l’Atalanta, infatti, il Milan ha giocato un’ottima partita, dominando nel primo tempo e regalando sprazzi del secondo (dove ovviamente ha preso gol). L’avvio sprint della squadra di Gattuso ha infatti portato il match sull’1-0 dopo soli 2 minuti, grazie al primo gol di Higuain al San Siro in maglia rossonera. La prima frazione di gioco si sarebbe conclusa anche sul 2-0, ma il VAR ha reso inutile l’urlo dei 50.000 rossoneri al gol di Bonaventura. Tutto bello, se non fosse però che ad un certo punto, l’arbitro ha fischiato la fine del primo tempo. E da li, ahime, un altro black out. Nella ripresa infatti passano solo 8 minuti e i bergamaschi pareggiano grazie al gol del Papu Gomez che, beffa delle beffe, nemmeno doveva giocare. Per fortuna però, il Milan torna a giocare e riesce a reagire segnando la rete del 2-1 ancora con Bonaventura, che stavolta può esultare liberamente. Il Milan gioca, gioca bene e trova anche la via del terzo gol in varie occasioni, ma due pali e un paio di errori clamorosi, fanno fare il segno della croce ai tifosi rossoneri al minuto 90, quando il quarto uomo scrive sul tabellone “sei minuti di recupero”. Il Milan non ce la fa più, è sulle gambe, non è lucido…e infatti pochi minuti e subisce il gol del deludente pareggio. Non serve a nulla la super parata di Donnarumma su Zapata, nè tanto meno il check del VAR. Il gol di Rigoni sulla respinta viene convalidato e San Siro, di conseguenza, congelato. Dovevano essere 3 punti sotto tutti gli aspetti, tranne però, quello mentale, dal quale il Milan proprio non ne vuole sapere di guarire.

Il gioco c’è, la squadra anche. Gattuso è riuscito a dare un gioco all’anonima squadra dell’anno scorso, ma quest’anno l’asticella si è alzata e la deve alzare anche lui. I tempi per studiare si sono ridotti, sia perché si gioca ogni tre giorni e sia perché con un punto a partita non si va nemmeno in Europa League. Non è possibile che l’unico a farsi in quattro per tutta la partita è Higuain, con il resto della squadra che a sprazzi stacca la spina. Soprattutto a centrocampo, dove Bakayoko è rimasto ancora all’aereoporto di Lussemburgo. Il calendario adesso recita in seguenza, prima della sosta, Empoli, Sassuolo, Olympiakos e Chievo. Il tutto in poco più di una settimana. E’ inutile dire che le tre partite di campionato vanno vinte senza se e senza ma, altrimenti possiamo dire tranquillamente anche adesso che la Champions, anche quest’anno, la si vede l’anno prossimo.

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Grande appassionato di calcio, italiano ed internazionale. Grandissimo tifoso del Milan, delle favole calcistiche e della storia che il calcio racconta. Se il pallone avesse un volto, sono sicuro che assomiglierebbe al mio...

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