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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Una scena bellissima, che fa sicuramente bene al calcio, che esorcizza ogni forma di rancore e rivalità. Stefano Costantino e Marco Tufano sono stati compagni di squadra ad Ercolano, tre anni fa hanno vinto, o meglio, stravinto il campionato di Eccellenza alla corte di mister Squillante. Erano entrambi dei perni di quella corazzata che fece il vuoto dietro di sé. Poi Costantino è rimasto nella città degli Scavi diventando il capitano dei granata, mentre Tufano era l’oggetto del desiderio di tante squadre di vertice d’Eccellenza. Dopo l’esperienza a Casalnuovo, lo scorso anno ha dato il suo fondamentale contributo alla permanenza in serie D della Frattese mentre ora è ritornata nella piazza vesuviana in cui tanto ha fatto bene. Due ottimi giocatori che hanno dimostrato di poter ben figurare nel dilettantismo nazionale e che ieri si sono ritrovati da avversari anche se sugli spalti e non in campo. Costantino, da pochi giorni annunciato dal Sorrento, ha sperato nella vittoria dei suoi nuovi compagni di squadra, mentre Tufano, come era giusto che fosse, si augurava un colpo esterno dei granata. A fine partita, si sono incontrati di nuovo nella Circumvesuviana fermandosi a parlare come due vecchi amici, ignorando che poco prima avessero fatto il tifo per le rispettive squadre. È così che deve essere inteso il calcio, durante la partita si è avversari ma poi amici come prima, soprattutto quando si è giocato e vinto con la stessa maglia, condividendo i segreti di uno spogliatoio, le ansie di una partita di cartello, la gioia di una vittoria sofferta, l’emozione di esultare insieme ad una intera tifoseria. Sembrava un calcio d’altri tempi vedere i giocatori del Sorrento e dell’Ercolanese in attesa che partisse la corsa della Circumvesuviana, magari neanche un’ora prima si erano beccati, guardati in cagnesco, mentre in quel momento era tutto alle spalle. Normale che i rossoneri sorridessero di più per la vittoria che gli permette di andare avanti in coppa Italia, mentre i granata dovranno cancellare questa eliminazione e aspettare con maggiore trepidazione l’inizio del campionato. Questo è il calcio che ci piace, questo è il calcio che bisognerebbe insegnare ai ragazzi, l’agonismo deve restare confinato al rettangolo di gioco, poi c’è il piacere di coltivare rapporti umani anche con gli avversari, che possono essere stati compagni di squadra o lo potranno sempre diventare. Una immagine simile deve restare impressa anche negli occhi di quelle frange di tifosi che approfittano del calcio per arrivare all’offesa, alla minaccia, allo scontro, provocando un clima di perenne tensione. Come sarebbe bello se anche due tifosi di squadre diverse, con le sciarpe al collo, potessero ritrovarsi a chiacchierare a fine partita, proprio come hanno fatto Costantino e Tufano, in mezzo alla gente, magari proprio in un treno, dove c’è chi sale e chi scende, come la classifica di un campionato pieno di colpi di scena.

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