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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
“Portami fuori stanotte, dove c’è musica e c’è gente, persone giovani e vive” chiedeva Morrissey, nella sempre bella There is a light that never goes out. “Voglio vedere la vita” insisteva. Portiamolo al Franchi mi verrebbe da dire, almeno per stasera, perché il 6 a 1 rifilato stasera al Chievo è vita; e quello stadio è sicuramente un luogo in cui quella luce non si è mai spenta.
Sono passati 6 mesi dall’ultima partita giocata con il Chievo. L’ultima in assoluto per Davide Astori, che ci ha lasciato per sempre il 4 marzo. E fu esattamente dopo la tragica scomparsa del capitano viola, che – paradossalmente – si era acceso qualcosa, quella luce. Una fiammella che aveva entusiasmato tutto il mondo calcistico, non solo quello legato alla Fiorentina. Qualcosa era cambiato. Rabbia, determinazione e voglia di dimostrare che quella squadra era più viva che mai; era questo quello che contava. Si era acceso qualcosa, una luce, che aveva riunito tutti: tifosi e dirigenza, guelfi e ghibellini; contro, pro e “non so ancora te lo dico domani” Della Valle. Una luce che un grande uomo come Pioli ha tenuto e tiene ancora accesa sotto il nome di Davide. La vittoria di stasera ne è la dimostrazione. La Fiorentina è viva ed ha voglia di vivere a pieno questo campionato.
È vero siamo solo alla seconda di campionato (per la Fiorentina la prima). Una vittoria, per quanto così schiacciante, conta poco. Ma come non essere fiduciosi di fronte all’entusiasmo mostrato da questi ragazzi? L’impressione che ci lasciano stasera è che faranno di tutto per far s’ che quella luce non si spenga mai, e questo vale già tanto o forse tutto. Quindi lasciateci godere questa bellissima vittoria, i “conti”, i “se” e i “ma” li riprendiamo a fine stagione.
Stay Rock and Forza Viola
DA13

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