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Manca poco. Domani Avellino e la tifoseria biancoverde conosceranno il proprio futuro. Le premesse non sono buone e si rischia di ritrovarsi di fronte allo spetto di un ulteriore fallimento. Nella centenaria storia della compagine irpina (esattamente 106 anni) il Lupo ha subito due ‘mortificazioni’ e sempre in questo secolo. A buon intenditor poche parole. C’è chi brinda al futuro (speriamo roseo) dell’Avellino, alla possibilità di veder cancellato la decisione di proibire ai campani di rigiocare in cadetteria. Sono quattro ex della compagine biancoverde. Quattro ex Lupi per sempre che hanno contribuito a portare l’Avellino (per la prima volta) in serie B.
Antonio Bongiorni: “Ogni volta che incontro Pippo Materazzi si parla della sfida tra Avellino e Lecce. Di come li beffammo e vincemmo il campionato. Cosa dire se non che abbiamo la morte nel cuore. Avellino e gli avellinesi sono nostri fratelli. Quando parlo di Avellino mi commuovo come un ragazzino. Caro Michele io ho giocato in tante squadre ma non nascondo che solo da voi ho ricevuto l’affetto di cui un calciatore ha bisogno per fare bene. Speriamo che tutto si risolva al più presto. Io, Giorgio, Mauro ed il Piero ci siamo incontrati e di cosa abbiamo parlato secondo te, se non di Avellino, della squadra, della tifoseria e di quell’anno eccezionale? Forza ragazzi il Lupo non morirà mai e soprattutto nei nostri e nei vostri cuori”.
Giorgio Zoff: “Mi fa piacere risentirti Michele, anche se il momento è tutt’altro che piacevole. Non si può punire una tifoseria se a commettere degli errori sono altri. Avellino ha rappresentato un momento (il più importante) della mia carriera da giocatore. Quelli del 72 non erano solo calciatori ma e soprattutto amici ed oggi ne è la prova. Assieme a pranzo a ricordare quei momenti indimenticabili ma siamo tristi per il futuro del nostro Avellino. Spero in un cambio di rotta ma se dovesse essere confermata l’esclusione so bene che una piazza del genere in men che non si dica tornerà dove merita. L’Avellino non è una squadra di calcio. l’Avellino è il calcio. Non dimenticatelo. Non lo dimentichi chi è stato presidente e che lo sarà in seguito. L’Avellino è dei tifosi che restano eccezionali anche se si dovesse giocare in terza categoria”.
Piero Fraccapani: “Rieccoci. ci siamo sentiti ieri e con molta probabilità faremo ulteriori considerazioni anche all’indomani del verdetto. Speriamo bene. Sarebbe una punizione troppo grande per una tifoseria che merita ben altro. Chi ha sbagliato che paghi ma non i supporter biancoverdi. Ci siamo riuniti (lo avevamo deciso molto tempo addietro) in un momento cosi’ triste per tutti noi. Siamo Lupi e come tali non avremo mai paura di affrontare qualsiasi destino”.
Mauro Pantani: “Siamo cosi’ tristi ma anche ottimisti per il futuro. Ci siamo incontrati per ricordare quanto di buono abbiamo fatto alcuni anni or sono. Passa il tempo ma non l’affetto che i tifosi hanno nei nostri confronti e lo stesso vale per noi. Avellino è la nostra seconda casa, l’Avellino la squadra che ci ha stregati. Non scherziamo, la B senza gli irpini sarebbe un torno incompleto. Accetto di retrocedere ma solo sul campo”.

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