16 Maggio 2026
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Miracolo Scafatese e finale di Coppa agguantata: Gragnano ko

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sicaServizio di Stefano Sica @riproduzione riservata


 

Un mercoledì da leoni per ribaltare un destino che sembrava già segnato e far felici i tifosi che avevano atteso e sofferto a distanza, lasciati a casa dalla determinazione della Prefettura di Napoli. Brinda la Scafatese di Luigi Incitti, che a febbraio affronterà la Virtus Volla nella finalissima unica di Coppa Italia. Eppure in pochi alla vigilia avrebbero scommesso su un blitz dei canarini nel fortino del Gragnano dopo lo scivolone dell’andata. Tutto era stato apparecchiato al Menti di Castellammare per la festa dei gialloblù, perché era un po’ la logica a suggerirlo. Non solo per l’assalto vincente al Comunale dello scorso 7 gennaio, ma anche per il bis calato dai ragazzi di Coppola al Menti soltanto quattro giorni prima. Il Gragnano invece ha pagato un approccio molle alla gara e un atteggiamento di attendismo e autodifesa eccessivo. Così si è consumata la disfatta. Strepitoso l’ordine tattico con cui i canarini, posizionati su uno scolastico 4-4-2, hanno annullato alla fonte le iniziative gragnanesi. Possesso di palla continuo e ragionato, pressing sui portatori di palla, squadra sempre corta e accorta e ripartenze brucianti. E, soprattutto, la voglia di crederci e di colpire al momento giusto. In effetti, nella prima mezz’ora, non è che la sfida avesse riservato chissà quali emozioni, con due squadre a bassa intensità che tendevano ad annullarsi non trovando quasi mai

Poi la magia di Pepe con un fendente chirurgico ha sparigliato le carte. Del resto un match così bloccato e sentito poteva riservare un sussulto solo con la giocata di un singolo. Quello che è riuscito alla Scafatese di fronte ad un Gragnano inerme e che, soltanto dopo il raddoppio di Ferrentino (una perla su punizione come se ne vedono poche in questo campionato), ha dato segni reali di vita alzando ritmi e velocità della partita. Precedentemente il solo Borrelli con una rovesciata da urlo aveva fatto tremare gli ospiti (prodigioso Fantasia). Per il resto il buio più inquietante, alimentato anche dall’inabilità di Carotenuto nell’accendere la luce e trascinare un gruppo spento. Col doppio svantaggio, e la virtuale eliminazione, è iniziata la sagra dei lanci lunghi per le sponde di Borrelli e gli inserimenti a turno dei compagni. L’unica strategia possibile in quel momento per far aprire una difesa molto ordinata e quasi impenetrabile, grazie anche al peso specifico nella marcatura e all’intelligenza tattica nei raddoppi di Chiariello, probabilmente il migliore dei suoi. Apprezzabile anche qualche superiorità numerica sulle fasce da cui sono scaturiti diversi traversoni non finalizzati per un dettaglio (un colpo di testa di Borrelli agguantato da Fantasia ed una rete annullata allo stesso bomber di Coppola), con una Scafatese ormai rintanata a protezione del proprio tesoretto. Il palo di Carotenuto su punizione, dopo una chance sprecata malamente da Martone, aveva in certo senso lasciato nell’aria il presagio di un pomeriggio storto. Che evidentemente doveva finire così. Si è svegliato troppo tardi il Gragnano, quando ormai la frittata era fatta. E non è servita la reazione rabbiosa, seppur commovente, imposta negli ultimi 15 minuti. Appuntamento a Torre Annunziata (in attesa della conferma ufficiale) il prossimo 4 febbraio. Là dove i canarini avranno la possibilità di vendicare i cugini dell’US sconfitti nell’ultima edizione proprio dalla Virtus Volla. E, mentre il tecnico gragnanese Coppola fatica a mandare giù il boccone amaro dell’eliminazione (lui più di tutti aveva avvertito la sua squadra della necessità di non sentirsi appagati e di imporre gioco e carattere nonostante il vantaggio dell’andata), a gongolare è il dg scafatese Antonio Buoninconti, quando ricorda l’impresa neanche tanto lontana del suo Procida, sempre in semifinale di Coppa Italia. Era il 19 gennaio di quattro anni fa e, ad inchinarsi alla squadra di Mimmo Citarelli, fu la Libertas Stabia, proprio al Menti. All’epoca un gol di Palombo regalò agli isolani il pari e il conseguente approdo in finale, dove però a prevalere furono i granata dell’Ippogrifo Sarno. Corsi e ricorsi storici che anche nel calcio a volte si ripresentano puntuali. Sperando che stavolta l’esito sia diverso.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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