
Views: 1
Con il campionato andato finalmente in archivio eccezion fatta per gli ultimi due verdetti che saranno emessi al termine degli spareggi sia per la promozione che la retrocessione, in casa Avellino è tempo di bilanci e giudizi che faranno solo da antipasto alle polemiche feroci e roventi che da qui all’inizio del prossimo campionato divamperanno in città complice anche l’assenza della nazionale italiana dai prossimi mondiali di Russia che mai come in questa occasione avrebbe giovato alla causa biancoverde attirando buona parte delle attenzioni di tifosi e addetti ai lavori.
Fatto sta comunque che anche quest’anno la squadra irpina ha dovuto soffrire le proverbiali sette camice per salvare la preziosa categoria sulla falsa riga dei due campionati scorsi. In pratica da quando Massimo Rastelli ha concluso la sua avventura sulla panchina avellinese, sono iniziate le peripezie di D’Angelo e compagni capaci di salvarsi sempre nelle ultime giornate di campionato mettendo a serio rischio le coronarie dei tifosi.
Con il campionato cadetto che di anno in anno diventa sempre più bello grazie al ritorno di piazze storiche ed il conseguente aumento del coefficiente di difficoltà qualunque tifoso avellinese metterebbe la firma per continuare a farne parte solo che dopo tre anni di sofferenze estreme è lecito chiedersi il perché di tante difficoltà nel raggiungere l’obbiettivo minimo stagionale tranquillamente alla portata del team caro al presidente Taccone.
Pochi calciatori di proprietà, troppi prestiti e soprattutto infortuni in quantità industriale sembrano essere le principali cause delle continue odissee biancoverdi nonostante la presenza sulla panchina di allenatori di categoria come Tesser, Novellino e Foscarini.
Certo è che si preannuncia molto duro il lavoro che attende la società in estate visto che anche la pazienza dei fedelissimi si è esaurita e aspettano preoccupati l’evolversi delle vicende societarie soprattutto ora che anche l’ultimo acquirente intenzionato ad acquistare il sodalizio di piazza Libertà ha annunciato non solo di voler ritirare la proposta d’acquisto ma che le venga restituita la caparra elargita sotto forma di sponsorizzazione ed utilizzata come sembra per saldare alcune spettanze nei confronti dei calciatori.
Sarebbe opportuno una volta per tutte che il presidente esprimesse la sua vera intenzione, lasciare o continuare, da solo o in compagnia e soprattutto danarosamente è in condizione di far fronte alle spese eccessive che un campionato del genere richiede tenendo conto anche delle squadre giovanili? Forse è giunto il momento che il massimo esponente della società avellinese facesse chiarezza una volta per tutte e successivamente si trincerasse dietro a quel silenzio che anche se banale, forse è l’unico antidoto per tenere buona una piazza storicamente esplosiva che vorrebbe vedere solo fatti e non parole.

Lascia un commento