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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Il campionato del girone A di Eccellenza è finito, il Savoia se l’è aggiudicato con una leadership incontrastata, Pimonte, Sessana e Mariglianese sono retrocesse, ora c’è una Afragolese in piena lotta per la D apprestandosi a giocare la prima gara degli spareggi nazionali. Intanto iniziano già a muoversi le panchine in vista della prossima stagione: il Giugliano si è affidato a De Stefano, fresco di promozione in Eccellenza con l’Albanova, mentre proprio sulla sponda casalese si è accasato Mazziotti, reduce da una stagione superlativa con il Monte di Procida. Volendo fare un breve e veloce sunto del campionato appena passato, relativamente al girone A, possiamo dire che in pochi si aspettavano un primato così indiscusso da parte del Savoia. Che quella a disposizione del tecnico Fabiano fosse una corazzata, nessuno l’aveva messo in dubbio, ma ci si aspettava qualcosina in più da parte dell’Afragolese.
Il crocevia arrivava a fine ottobre con lo scontro diretto del “Giraud”, allorché l’Afragolese usciva sconfitta da Torre Annunziata sprecando il vantaggio iniziale, ben due rigori e la possibilità di agganciare gli oplontini in vetta che, con quei tre punti, andavano già in fuga scavando un solco di sei lunghezze rispetto ai rossoblu. Quell’Afragolese targata Borrelli, che si era portato da Portici un bel blocco di giocatori tra i quali Mola, Fiorillo, Noviello, Olivieri, Ruscio, Incoronato, Manzo, accusava troppe battute d’arresto con la società che, ad un certo punto, ha optato per la scelta di sacrificare il tecnico sostituendolo con Coppola. L’Afragolese, pur perdendo solo una partita, proprio quella in terra oplontina, non ha più insidiato il primato torrese mentre adesso, dopo la rocambolesca e soffertissima finale play off regionale contro la Puteolana 1902, si giocherà nel doppio scontro con i siciliani del Sant’Agata l’accesso alla finale nazionale per continuare il sogno del salto di categoria.
Che il Savoia abbia legittimato con numeri mostruosi la vittoria del campionato, è un dato di fatto, eppure all’inizio le cose non andavano poi così bene. Alla seconda giornata, la Mariglianese, retrocessa direttamente in Promozione, espugnava clamorosamente il “Giraud”, qualche giornata dopo, solo una fortunosa rete di Galizia nell’extratime, impediva al Savoia di uscire sconfitto sul campo del Real Forio ultimo in classifica. Una volta trovata la famigerata quadratura del cerchio, il team di Fabiano ha macinato tutte vittorie conquistando il binomio campionato-coppa, festeggiando anche il capocannoniere: quel Caso Naturale che, pur essendo un esterno offensivo, ha segnato la bellezza di 27 gol in campionato, addirittura 38 stagionali. Dietro Savoia e Afragolese, si è piazzata la Puteolana 1902 che non ha avuto un impatto felice con il campionato, tant’è che si è dovuto ricorrere ad un ribaltone tecnico con Sarnataro che ha rilevato Marino.
Con la nuova guida tecnica, la compagine flegrea ha trovato maggiore continuità di rendimento, si è registrato qualche alto e basso ma il terzo gradino del podio è stato meritato. Nonostante i problemi societari e il braccio di ferro tra squadra e presidenza, i granata sono stati protagonisti nella post-season. In un “Conte” delle grandi occasioni, è stato battuto il Casoria, autentica rivelazione del girone con il suo quarto posto, ma quante emozioni e colpi di scena. Merito della squadra di mister La Manna che, pur essendo sul doppio svantaggio, ha avuto la forza di reagire pervenendo al pareggio in pieno recupero e protraendo la gara fino ai supplementari, nel corso dei quali un difensore, Signore, ha regalato ai puteolani la finale del “Moccia” contro l’Afragolese. 3-3 il risultato dei 120′ complessivi, non sono bastati 90′, e pensare che dopo poco più di dieci minuti i padroni di casa conducevano le operazioni già con tre gol di vantaggio prima che emergesse tutto il cuore flegreo che, però, non è bastato.
Queste le protagoniste del girone, per il resto gran bel campionato anche da parte della Frattese, collocatasi al quinto posto ma troppo distante dalla seconda per disputare i play off, in casa nerostellata questa stagione è stata interpretata come un ottimo punto di partenza per acclimatarsi alla categoria e programmare il futuro con più tempo. Dopo il Casoria, l’altra rivelazione è stata rappresentata dal Monte di Procida, altra neopromossa terribile che, galleggiando per un girone intero a ridosso della zona play off, ha disputato un ritorno stratosferico restando per mesi al quinto posto per poi scivolare al settimo quando ormai il campionato era già ai titoli di coda. Ci si aspettava sicuramente di più dal Giugliano, la cui stagione è stata più travagliata che mai con l’avvicendamento addirittura di tre allenatori.
La staffetta tra Amorosetti e Mandragora non ha sortito gli effetti sperati, tant’è che si è dovuto ricorrere all’esperienza del “Lupo” Gargiulo per traghettare la squadra fuori dalle secche della bassa classifica. La squadra è stata rivoluzionata a dicembre da patron Sestile, con tanti top della categoria approdati tra i tigrotti, un organico simile è di una competitività tale da poter puntare almeno ai primi tre posti. Straordinaria la scalata del Real Forio che, desolatamente in fondo alla classifica per gran parte del campionato, ha iniziato a salire la china nel momento cruciale conservando la categoria senza neanche passare per la mannaia dei play out. I quali play out sono stati indigesti per la Sessana, sconfitta a Barano, mentre per Mariglianese e Pimonte si sono spalancate direttamente le nefaste porte della retrocessione.

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