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E’ comunque una Dike Napoli da consegnare agli annali del basket, quella che esce sconfitta da gara 4, contro la Famila Wuber Schio; in un incontro giocato al limite delle proprie possibilità, le partenopee salutano questa stagione 2017-2018, uscendo a testa altissima dalle semifinali playoff di Gu2to Cup, e solo dopo aver virtualmente “scucito” lo scudetto dal petto delle campionesse uscenti di Lucca (e per consegnarlo probabilmente al Famila). Al PalaVesuvio le ragazze di Coach Molino si arrendono alla Famila Wuber Schio 65-73, capitolando, e perdendo la serie per 3 a 1, abbandonando anzitempo il sogno scudetto.
Ma va bene così, anzi va benissimo: Schio per guadagnarsi questa finale, è stata costretta a schierare il quintetto titolare fino all’ultimo minuto, spremendo fino all’ultima goccia di sudore le proprie atlete; tutti aspetti che non ridimensionano affatto il cammino della Dike, ma anzi ne esaltano l’operato e la spettacolarità.
Venire a capo di quest’ultima gara, per la Wuber, è stato tutt’altro che facile: e se nessuno all’inizio della serie, si aspettava un simile equilibrio, si è dovuto presto ricredere, di fronte all’orgoglio della Saces Mapei Givova.
Alla formazione partenopea, va il merito di aver portato a punti, e dunque a referto, ben otto giocatrici, senza tralasciare il cuore di Capitan Pastore, o la “doppia doppia” di una sfavillante Cinili, davvero in forma “nazionale”, o la partita di “sacrificio” di Dacic e di Diene, o le accelerazioni di Gonzalez e Carta, o le invenzioni di Gemelos, e dulcis in fundo la MVP del campionato Jillian Harmon.
Schio si concede il lusso, rispetto a gara 3, di lasciare in tribuna Miyem, rischiando di pagare a caro, carissimo prezzo, questo azzardo. L’approccio alla gara da parte della Dike, è davvero impressionante: pronti via e Cinili prima, Harmon poi, portano subito avanti Napoli.
Le ospiti si aggrappano alle bombe dal perimetro di Macchi, per tornare in vantaggio, ma ci pensa Gemelos a riportare Napoli sotto.
Il PalaVesuvio è una bolgia, e spinge le ragazze come non mai; non ha fatto i conti però, con la forza fisica “sovrumana” della Yacoubou, che dalla fine del primo quarto, la farà da padrona.
Inizia il secondo quarto, e una straripante Gonzalez piazza 2 bombe da tre punti che sembrano stordire Schio; peccato che ancora una volta la Yacoubou sia devastante sotto canestro. Diventerà l’incubo della difesa napoletana, incapace di limitarla o contenerla in qualche modo.
Harmon, Gemelos e Carta riportano in parità la Dike, che ha però il demerito di rilassarsi, pagando a carissimo prezzo questa sua “distrazione”: Dotto ed Anderson operano così un break di 0 a 10 punti, confezionando il parziale che risulterà poi decisivo. La partita si continua giocare punto a punto fino all’inizio dell’ultimo quarto, quando, a sette minuti dalla fine della partita, Napoli torna a -7. Cinili e Harmon guidano la “remuntada”, seguite da Pastore e Gonzalez; Yacoubou, vero e proprio fenomeno in campo, coadiuvata dalla Anderson, cercano di tenerle a bada. Il PalaVesuvio diventa letteralmente una polveriera, e Harmon porta le sue compagne a -4, costringendo Coach Vincent al time-out, quando mancano pochi minuti alla fine della gara. Da quel momento in poi, la Yacoubou decide di dover e voler vincere la partita; tutte le palle passeranno tra le sue “amorevoli” mani, sotto canestro. Il risultato è che 13 dei 20 punti realizzati nell’ultimo quarto dalla squadra ospite, portano la sua firma! Alla fine, la “marziana” chiuderà con 28 punti complessivi, confermando di essere immarcabile sotto canestro, nonostante la Dike ci provi fino alla fine.
Migliore realizzatrice per le partenopee è Jillian Harmon, autrice di 24 punti a referto. In doppia cifra anche Cinili (11) e Gonzalez (10).
Non si può che essere orgogliosi di queste ragazze, che hanno cercato in ogni modo di andare oltre i propri limiti, stringendo i denti, facendo leva sull’orgoglio e cercando di “gettare il cuore oltre l’ostacolo”! Sarebbe bastato anche un solo episodio “favorevole” o “benevolo” della Dea bendata, una carambola…ma tant’è. Con i “se” e con i “ma”, la storia non si fa!
La chiosa finale, non può che essere dedicata allo splendido pubblico napoletano: alla vigilia alcune polemiche avevano sollevato dubbi riguardo la sportività del popolo del PalaVesuvio; ma ancora una volta dagli spalti sono arrivati solo colore e calore, applausi e gioia: neanche un fischio, nessuna contestazione. La maturità di un pubblico, che, senza ombra di dubbio, può essere considerata una delle più belle tifoserie d’Italia.

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