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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Le imprevedibili storie del calcio. Ad inizio secondo tempo, il campionato era archiviato, tutto finito per la corsa scudetto, la Juve poteva già festeggiare di ritorno da Crotone. Invece, in un attimo, tutto è cambiato: Simy ha trovato il gol del pari facendo esplodere lo Scida e il Napoli, dopo essere andato in svantaggio due volte, ha definitivamente ribaltato il risultato. Da -9 a -4, con lo scontro diretto all’orizzonte, una sfida che, così come potrebbe mettere la parola fine al discorso primo posto, potrebbe anche riaprire tutto. Il Napoli dovrà avere all’Allianz Stadium lo stesso atteggiamento sfrontato che ha avuto la stessa Juve al Bernabeu, solo così potrà sperare di uscire con un risultato positivo che renderebbe infuocate le ultime quattro giornate. In pochi avrebbero immaginato una Juve imbrigliata dal Crotone, mentre il Napoli si pensava che non si affannasse così tanto per superare una Udinese in crisi ma mai doma. Troppo ingenui gli azzurri nel farsi beffare due volte con estrema facilità, troppa permeabilità, ad ogni azione offensiva i friulani potevano andare in gol. Anche sul 4-2 si è rischiato di riaprire la gara, la vittoria è arrivata e si parla di campionato riaperto ma a Torino bisognerà offrire una prestazione totalmente diversa pena una disfatta.
Anche la Juve non è che stia brillando particolarmente, quindi, entrambe non si affrontano nel loro momento migliore, ma gli uomini di Allegri possono contare su una maggiore esperienza e sul fattore casalingo, e tutti i giocatori possono confermare quanto incida il contesto dell’Allianz Stadium. La vittoria, seppur sudata, induce a vedere il bicchiere mezzo pieno in casa partenopea, ma le note dolenti non mancano e sono quelle su cui bisogna lavorare in questi giorni perché, se trascurate, allora possono pesare sulla qualità della prestazione di domenica sera. Innanzitutto c’è un problema Hamsik, il capitano sembra svagato e svogliato, non prende iniziativa, non illumina l’azione, effettua tiri senza pretese, si estrania dal gioco. A Torino deve scendere in campo con una mentalità diversa, altrimenti meglio dare spazio ad altri interpreti, anche perché c’è uno Zielinski che scalpita sempre e che da un momento all’altro può inventare la giocata giusta. In attacco, con Callejon e Mertens ancora in ombra, quelli che offrono maggiori garanzie in questo momento sono Insigne e Milik. Quest’ultimo è rientrato alla grande dall’infortunio e crea sempre scompiglio quando viene gettato nella mischia, contro l’Udinese è partito dal primo minuto siglando il gol del 3-2. Il folletto di Frattamaggiore, invece, aveva segnato il momentaneo 1-1 sul finire della prima frazione, un gol di pregevole fattura, come ci ha abituato, ma poteva sicuramente evitare il gesto di portarsi l’indice al naso per zittire chissà chi.
È stato un movimento veloce, istantaneo, quasi un flash, ma che comunque può indispettire in un momento così delicato. C’è stata gloria anche per i due centrali difensivi, Albiol e Tonelli, entrambi in gol ma non impeccabili in fase difensiva. Lo spagnolo era già stato decisivo mettendo la sua firma nella gara interna vinta di misura contro il Genoa, mentre l’ex Empoli è l’icona della professionalità. Ha giocato sei partite in due campionati segnando tre gol e colpendo una traversa, una media da bomber di razza, avercene di alternative come lui. Il San Paolo è esploso d’entusiasmo per la vittoria contro l’Udinese ma anche per il pari della Juve a Crotone, il calcio è bello perché regala emozioni inattese. Quella bianconera è una schiacciasassi, nel girone di ritorno le ha vinte tutte salvo pareggiare contro Spal e Crotone, due compagini invischiate nella lotta per la salvezza. Non sarà facile per il Napoli fare risultato a Torino, dove si è sempre perso in questi sei anni, chissà che non si possa invertire la tendenza proprio quando si decide l’assegnazione dello scudetto. Gli azzurri, per tanti mesi in testa alla classifica, avrebbero voluto arrivare con qualche punto di vantaggio a questa grande sfida ma avrebbero avuto una maggiore pressione, mentre adesso, da inseguitori, deve prevalere lo stimolo di riaprire una lotta scudetto che sembrava chiusa.

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