16 Maggio 2026
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Avellino calcio: all’Arechi solo veri lupi affamati. Lo “schiaffo” va restituito

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Mancano meno di ventiquattro ore dal derby di ritorno tra Salernitana ed Avellino di scena nell’impianto granata domani pomeriggio alle ore 15.
Entrambe le formazioni arrivano nelle migliori condizioni fisiche e mentali alla gara più attesa dell’anno fortemente condizionata da quella giocata al Partenio a metà ottobre e vinta rocambolescamente dai granata per 3-2 dopo una insperata rimonta.


Come spesso avviene nel calcio alcune vittorie e ovviamente sconfitte rimangono talmente segnate nell’inconscio di un singolo calciatore da riuscire a condizionare il cammino di una squadra.
Se per la Salernitana la vittoria al Partenio è coincisa con l’inizio di un periodo positivo impreziosito da risultati positivi tali da proiettare la formazione, allora allenata dall’ottimo Bollini, a ridosso della zona nobile della classifica, per gli irpini è iniziato invece un pericoloso declino sia di gioco che di risultati che l’hanno portati addirittura a lambire le zone pericolose della graduatoria.
Passare in quindici minuti dal 2-0 al 2-3 dopo aver comandato meritatamente la classifica per trenta minuti del secondo tempo giocando insieme ad Empoli e Cittadella il miglior calcio del periodo avrebbe schiantato chiunque.


Ma il calcio è un gioco che alla fine ti mette sempre nelle condizioni di riscattarti, non dimentica nulla anzi prima o poi permette ai vinti di togliersi gli schiaffi dalla faccia e ai vincitori di poter addirittura continuare ad umiliare i nemici. Vincere all’Arechi è un impresa difficile per tutti a maggior ragione per l’Avellino che mai nella sua storia non è mai riuscita a violare il nuovo stadio salernitano (l’ultima vittoria dei lupi a Salerno avvenne al vecchio Vestuti).


Per questo motivo è arrivato il momento per i calciatori avellinesi di dimostrare di essere lupi, le chiacchiere stanno per finire domani troveranno l’inferno e credere di far risultato con la codardia espressa nel quarto d’ora fatale del Partenio quando scappavano come agnellini contro il furore granata è una pura utopia.
Forse non hanno capito i calciatori irpini il privilegio che hanno indossando la maglia di una squadra capace nella storia di muovere masse di tifosi nelle gare esterne inferiori solo alle grandi squadre della serie A e di riempire sempre lo stadio San Paolo in occasione dei derby con il Napoli. Addirittura il record in assoluto di presenze nel catino partenopeo si è registrato in occasione della gara di andata dei playoff di lega pro contro i lupi. Concludere con il classico chi non se la sente si metta da parte sembra scontato, ma chi in cuor suo non sente sul proprio volto bruciare ancora il grande schiaffo subito dall’intero ambiente avellinese al 96 esimo da Minala appenda definitivamente la maglia biancoverde al chiodo e vada via.

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