16 Maggio 2026
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Viola Rock: come Zard

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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata


Non è un invenzione del tipo “come Durok” alla René Feretti, ma un piccolo omaggio al famoso produttore musicale, David Zard, spentosi ieri a Roma, all’età di 75 anni. Al suo nome si legano la stragrande maggioranza dei concerti Rock svolti in Italia tra gli anni 70 e 80 : Lou Reed, Frank Zappa Rolling Stones, Genesis, Bob Dylan. Ci aveva visto lontano Zard. Aveva capito dove stesse andando il futuro musicale, e come rendere questo futuro ancora più attraente, ampliandone a tutti l’accesso (i concerti da stadio). E ha continuato con gli anni a vederci lontano, come lo dimostra il fatto che al suo nome si deve il passaggio in Italia del bellissimo spettacolo musicale, Notre dame de Paris, di Riccardo Cocciante.

Perché questo riferimento a Zard? In primo luogo, perché non è che ci sia molto da aggiungere alla scandalosa sconfitta di oggi in casa contro il Verona. Il risultato (1-4) parla da solo. Inoltre, per una questione di decenza : la prestazione della Fiorentina oggi al Franchi avrebbe fatto intimidire gente del calibro di Sid Vicious o Ozzy Osbourne. Ma soprattutto perché non possiamo non sottolineare – e non solo in virtù della sconfitta di oggi – che “in Fiorentina” si sente ancora forte la mancanza di una personalità come Zard. Questi giorni di mercato l’hanno confermato ulteriormente. Manca qualcuno che sappia costruire un grande futuro, lavorando principalmente sul presente. Qualcuno che sappia osare, ma soprattutto che sappia aumentare l’entusiasmo. Non si è mai chiesto Ronaldo o Messi, ma una squadra che sappia farsi voler bene, che non si perda nell’anonimato, che insomma sappia lasciare un segno nel cuore dei tifosi.

Dopo 5 mesi dall’inizio del campionato, la Fiorentina resta ancora una grande incognita, e forse, dopo questa sconfitta, ci sono tutti i presupposti per pensare che sia in realtà una scommessa persa. È da tempo che lo diciamo, ci vuole un cambiamento di marcia, e subito. Chiariamo, il nostro intento non è quello di criticare, ne tanto meno quello di lanciare accuse verso Tizio o Caio. È uno sfogo dovuto ad un malessere: si ha la netta sensazione che qualcosa sia  andato storto. Come una casa senza le fondamenta (e non a caso due pilastri portanti della squadra viola, Borja e Gonzalo, sono stati salutati senza troppi ripensamenti), la Fiorentina rischia di veder cedere i propri muri, e delle crepe, quattro per la precisione, si sono già viste.
Stay Rock and Forza Viola

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Trentenne, storico dell'arte, amante della musica rock anni '60, '70 e '80 e soprattutto tifoso viola. Tutto questo per footballweb.it

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