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Mauro Emanuel Icardi non è un giocatore normale. I 91 gol in maglia interista a soli 24 anni sono lì a dimostrarlo, ma non esemplificano il tutto. Tra tutte le principali doti che ha, due sono quelle che spiccano realmente: la facilità di smarcarsi, di “uccellare” i propri marcatori, e il dono divino di fondersi, in tutt’uno, con l’aria ed il cielo.

Si prenda ieri sera, ad esempio, nel match contro l’Atalanta del sempre temibile Gasperini. Una gara complicata, sui binari dell’equilibrio, che lo stesso Icardi non era riuscito a sbloccare nel primo tempo sparando addosso a Berisha dopo essersi guadagnato a suon di spallate una posizione più che ottimale per calciare. Poco male; dopo 6 minuti della ripresa Maurito ha preso l’ascensore, è solennemente salito al cielo per sfruttare una gran punizione di Candreva e battere finalmente il portiere albanese con un colpo di testa forte e preciso.
Sei minuti dopo si ripete: la percussione (straordinaria) stavolta è di D’ambrosio, finta, contro-finta, traversone in mezzo con il sinistro e ancora Icardi sbuca in mezzo ai due rocciosi centrali orobici e la gira in maniera splendida, ancora di testa, ancora alle spalle di Berisha. Come un fantasma, Mauro Icardi appare e scompare a suo piacimento. Un attimo prima non lo vedi, un secondo dopo è a festeggiare sotto la Nord.
Un metro e ottantuno per settantacinque chilogrammi: non si parla di una struttura gracile, certo, ma nemmeno di un gigante. Eppure nel fondamentale del colpo di testa Icardi risulta essere tra i migliori, se non il migliore, dell’intero campionato. Non è un caso che ad ogni sua rete i commenti più gettonati siano “Ma l’hanno lasciato solo!” o “Ma chi lo marcava!?”. La verità è che dipende tutto da Icardi, perchè la sua facilità nel farsi trovare libero, come se la difesa avversaria non esistesse, la sua abilità nel far sempre il movimento giusto, è da fuoriclasse. Spalletti a fine gara dirà di lui:”Sembra quasi che certe azioni e certi palloni non gli interessino, ma quando invece gli interessano quei palloni se li prende lui perchè ha una forza straordinaria: è un falco, un calcolatore”.

Passa sopratutto da questa doppietta antologica il successo nerazzurro contro l’Atalanta, a cui consegue il ritrovato secondo posto alle spalle del Napoli con contro-sorpasso servito alla Juventus, sconfitta malamente al “Ferraris”. Un’Inter che cresce di gara in gara, non solo dal punto di vista del gioco, che pure è evidente, ma anche e sopratutto mentale: una squadra che ha certezze nei suoi mezzi e della sua forza, dalla quale ci si aspetta sempre il gol entro il novantesimo, sai che prima o poi la butteranno dentro.
Cagliari in Sardegna e Chievo a San Siro, prima del big-match allo Stadium contro la Juventus: si entra nel vivo e, con un Icardi così, sognare non costa nulla.

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