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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Ed eccoci qui, ancora a parlare di quella partita. Il Milan esce sconfitto ancora una volta in trasferta e ancora una volta nello stesso modo: errori individuali e annullamento tattico. Giampaolo infatti, come Inzaghi, toglie il respiro ai centrocampisti rossoneri e pressa la squadra di Montella fino a ridosso dell’area di Gigio Donnarumma. A fare da combo perfetta a questo piazzamento tattico blucerchiato, ci sono Zapata e Kessie, che in questo caso giocavano inconsapevolmente con la maglia della Samp. Da cinema horror il “passaggio” di Zapata, quello del Milan, a Zapata, quello della Samp, che a due metri dalla porta spara il pallone sotto la traversa dove il 99 rossonero non può nulla. Nemmeno sul finale, con il 2-0 di Riky alvarez entrato dalla panchina. L’ivoriano, invece, ha giocato completamente fuori fase per tutta la partita e ripeto, per tutta la partita. Ogni pallone che toccava diventava oro…però per gli avversari. E questo per tutti e 90 minuti. Inspiegabile. Si salvano in pochi dalla sponda rossonera, a partire da Rodriguez, forse l’unico veramente concentrato e attivo per tutta la gara. Anche Biglia e Kalinic se la cavano con la sufficienza. Oserei dare un 6 anche a Suso, che pur giocando ancora una volta fuori ruolo, ha giocato con più grinta e più voglia delle partite scorse.
Una volta messe le dovute croci su Kessie e Zapata, una bella fetta di colpa se la prende ancora una volta Vincenzo Montella. Perché Zapata e non Musacchio? Perché Suso e non un’altra punta in una partita cosi fisica? Lasciando stare che lo spagnolo ha giocato discretamente (e per me non andava nemmeno tolto), ma se devi schierarlo, schieralo dove sa giocare meglio: largo e alto a destra. Non dico nel modulo, ma un’indicazione a lui la si può dare tranquillamente.
Il problema del Milan è essenzialmente uno: se è schiuso tatticamente, non sa usare via alternative per uscirne (e questo mi ricorda un’altra squadra l’anno scorso). Oggi il Milan aveva la sola alternativa di eludere il centrocampo blucerchiato, andando direttamente sulle corsie esterne, bypassando così il pressing dei ragazzi di Giampaolo. Ecco, su Rodriguez veniva bene, ma su Abate un po meno. Lo svizzero punta e crossa meglio del terzino destro e una volta chiuso il mancino all’ex Wolfsburg, non si faceva altro che tornare indietro da Romagnoli e da li a Bonucci. Il Milan si è reso particolarmente pericoloso soltanto dopo il gol di Zapata (Duvan), poiché i centrocampisti, in particolare Torreira, erano arrivati a fine partita con i crampi. Ma anche li, pur arrivando con più frequenza ai 16 metri, non si faceva altro che sprecare palloni. 
Questa è una brutta sconfitta per il Milan, arrivata a ridosso di un doppio confronto importante quale Roma e Inter, anche se il derby arriverà soltanto dopo la sosta per le Nazionali. Contro la Roma sarà dura riprendere il cammino vincente, soprattutto quello di San Siro, dove fino adesso il Milan ha sempre vinto. Anche in Europa League, dove prima dei giallorossi arriveranno i croati del Rijeka. Una partita che arriva al momento giusto per i rossoneri, che dovranno vincere per ritrovare continuità ed entusiasmo anche in campionato, come già successo con l’Udinese.
Era dalla stagione 2003/04 che il Milan non partiva cosi bene in campionato e non sarà di certo una sconfitta alla 6^ giornata a spazzare via tutto ciò che è stato fatto di buono fin’ora. L’obbiettivo non è il campionato, non lo è mai stato e continuando con la media di 2 punti a partita e non commettendo errori contro le piccole, si può fare lo stesso una stagione importante, con obbiettivo, tornare in Champions. Siamo una squadra nuova, questo è l’anno zero. Vincere adesso sarebbe già di per se miracoloso, ma quest’anno è l’anno in cui tutto deve ripartire e l’unica cosa per poterci riuscire…è non abbattersi mai.

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