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La Niislel League, ora chiamata Khurkhree National Premier League per ragioni di sponsorizzazione, è la massima competizione calcistica della lontana Mongolia. Competizione che ha visto la luce nel 1974. Il campionato si svolge nell’arco di sei mesi dell’anno solare a causa del clima rigido tipico del paese. Solitamente va da maggio a ottobre, con qualche raro prologo fino ai primi di novembre, visto che a questo latitudini il termometro già sta sotto lo zero. Da qualche settinana è partita la nuova stagione, dove sono partite dietro ai decacampioni dell’Erchim. Ed il Loro inizio è stato roboante, tanto per non perdere l’abitudine è ripartita da dove si era fermata, vincendo, anzi, stravincendo la Supercoppa, con un netto 5-1 ai danni del Khangarid. Non tragga in inganno il risultato, però, visto che i campioni in carica avevano nelle gambe un mese di preparazione in più rispetto agli avversari dovendo preparare il gironcino “Est” dell’AFC Cup, che alla fine ha dato poche gioie, con due sconfitte su due contro le due avversarie nordcoreane 25 Aprile e Kigwancha. Partiti i due serbi, Đuričić e Perišić (direzione Ulaanbaatar FC per quest’ultimo), l’Erchim ha piazzato un paio di colpi niente male, puntando anzitutto sulla riconferma del capocannoniere Shuta Ishino. A centrocampo spazio all’altro giapponese Reo Nakamura, un cagnaccio di centrocampo che ha già mostrato molto nella sfida contro il Kiwgancha in coppa, non sfigurando davanti ai più quotati “ferrovieri” nordcoreani. In attacco spazio al francesino Nicolas Vandelli, una carriera da giramondo tra Australia, Laos, Filippine e Maldive. A dare solidità alla difesa è arrivato il georgiano Zvyad Tsikolia (ex Mertskhali Ozurgeti) ed a centrocampo l’americano Max Lubin, un’incognita. Confermata l’ossatura mongola, nella quale spiccano i nazionali Tuguldur Galt, Munkh-Erdene Tuguldur e Soyol-Erdene Gal-Erdene.
In un campionato dove il mercato interno è ancora ancorato a logiche “semidilettantistiche” con pochi trasferimenti, pescare il “legionario” giusto può essere un valore aggiunto fondamentale in vista della vittoria finale.
L’ex Milos Perišić però segnala un potenziale rischio per i campioni in carica: «sono un’ottima squadra, ma l’anno scorso avevamo un gioco più orchestrale, quest’anno punteranno a far arrivare velocemente la palla ad Ishino con lanci lunghi, hanno cambiato schemi». Per il capitano del SelengePress, Murun Altankhuyag, l’Erchim avrà una grande partenza «perchè sono già avanti di preparazione e hanno giocato già grandi match».
Dietro all’Erchim si colloca l’Ulaanbaatar City, una realtà da tenere d’occhio. Innanzitutto c’è il progetto del nuovo stadio, che sarà disponibile a breve. Poi il valore aggiunto siede in panchina, ed è il coach spagnolo Manuel Ratamero. «Siamo assieme all’Erchim la squadra meglio organizzata sia a livello societario che tattico», ci racconta il portiere, l’italiano Mauro Boerchio: «l’obbiettivo è la conquista del titolo del campionato che ci permetterà poi l’accesso all’AFC Cup». Oltre a Boerchio, come abbiamo già avuto modo di raccontarvi. All’UB City erano due gli italiani, vi era anche un
Altro giramondo come Zini Federico. Ma al momento che andiamo online, non guida più l’attacco degli azzurri della capitale.
L’UB City, oltre a confermare i due russi Islam Hamhoev e Artyom Drobyshev, è quella che meglio ha pescato nel mercato dei calciatori mongoli, come Tsedenbal Norjmoo (dal Selengepress) e Oyunbaatar Otgonbayar (dal Khoromkhon).
Dall’altra parte di Ulanbaatar, nei biancorossi dell’FC, la situazione è meno serena. Nella squadra che storicamente è la variabile impazzita del campioanto mongolo, grandi stagioni e grandi cadute, i veterani Perišić e Akil Pompey (difensore di Trinidad, ex Khoromkhon) in campo e Jan Fukuda in panchina, guideranno una squadra di giovanissimi, con poca esperienza. «siamo una squadra molto giovane, abbiamo bisogno di supporto, visto che in molti sono all’esordio nel massimo campionato» ci spiega Perišić, quattro volte campione con la maglia dell’Erchim, dal 2012 in Mongolia.
Khoromkhon, Khangarid (l’unica squadra di Erdenet), Deren (l’altra “esule” da Ulanbaatar) e Selengepress partono in seconda fila, dietro le due favorite. In particolare il Deren, grande progetto di crescita di giovani portato avanti dal serbo Vojkan Bralusic e dall’ex capitano della nazionale Bysalgalan Garidmagnai, può stupire. Ryan Fante e il giapponese Keita Tanabe saranno le colonne offensive, il serbo Milos Rnic, ex Lokomotiva Belgrado, il portiere. Oltre agli stranieri una pattuglia di giovanissimi con un’eta media di poco più di 19 anni, dei quali i più “esperti” saranno oltre al già citato Garidmagnai, trentenne, il secondo di Rnic, Batmagnai, 26 anni, Chinzorig, 29 anni, e Tumur-Ochir, 26 anni: una pedina per reparto.
“Magic Wizard” Taku Hishida sarà la variabile impazzita del Selengepress di capitan Murun, il primo professionista della storia del calcio mongolo, che ci racconta: «sono arrivati molti buoni giocatori e il nostro obiettivo è vincere il campionato, ma dobbiamo superare alcuni problemi».
Menzione anche per gli “universitari” Ulaanbaataryn Unaganuud, una delle squadre più regolari del campionato.
A chiudere la lega le due neopromosse: Athletic 220 e Goyo, la squadra nata nel 2016 che si presenta ai nastri di partenza con in campo l’esperienza di Lumbengarav Donorov, quarantenne leggenda del calcio locale. L’obiettivo per entrambe è la permanenza nella massima serie.

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