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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Questa sera, ore 20 locali, va in scena una partita all’apparenza innocua, ma che in realtà, sancisce finalmente il ritorno in Europa dell’AC Milan. La partita in questione sarà contro il Craiova, in Romania. Si tratta della prima trasferta in questo paese nella storia del Milan. Abbiamo sempre definito l’Europa come l’habitat naturale di questo club, in quanto, le migliori vittorie, sono arrivate proprio in questo ambito. Negli ultimi anni però, che noi denominiamo come “anni della rivoluzione”, i rossoneri non hanno avuto la forza fisica e mentale nel qualificarsi a tale competizione. L’ultima partita estera, infatti, è stata quella di Madrid, contro l’Atletico, dove un pesante 4-1 eliminò l’allora compagine di Clarence Seedorf, durante gli ottavi di Champions League. Da quel giorno, 11 marzo 2014, sono passati esattamente 1’232 giorni, ovvero la distanza misurata in tempo che ha diviso due amanti spassionati come il Milan e l’Europa.
L’ultimo gol europeo del Milan, ovvero l’unico di quella maledetta notte di Madrid, lo aveva messo a segno lui (e chi se no?) Ricardo Kakà. L’ex 22 rossonero segnò il gol del momentaneo pareggio,
prima del crollo finale contro il Colchoneros. A 3 anni di distanza, chi fra i nuovi acquisti rossoneri, o giovani astri nascenti, raccoglierà tale eredità? Chi metterà in porta il pallone della rinascita del Milan? Può essere Musacchio, visto che ha scelto il nº 22; può essere il giovane Cutrone, che ha tanta voglia di spaccare il mondo; oppure può essere addirittura un autorete. Non ha importanza tutto ciò, l’unica cosa che conta è poter finalmente rivedere il Milan prendere l’aereo e viaggiare, con tanto di fuso orario, durante la stagione. Europa League o Champions che sia, nemmeno questo ha importanza. L’unica cosa a fare padrona in questo momento, deve essere la pazienza, quella con cui, piano piano, si potrà rivedere il Milan tornare a lottare per qualcosa di grande.

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