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Un week-end da incorniciare anche se, va detto e senza peli sulla lingua, i fan di ‘ice-man’ non l’hanno digerita con un semplice sorriso. Raikkonen, quello della seconda vettura, quello sacrificabile, ha dato prova di poter vincere a Monaco. Suo il miglior tempo nelle qualifiche, parte primo e rimane in testa sino al cambio degli pneumatici. Vettel resta in pista per altri tre giri e quando riesce è davanti al suo collega che non accenna, minimamente, ad un sorpasso. Dov’è il problema? Strategia di squadra direbbe qualcuno solo che Kimi appare, spesso, come il pilota che deve sacrificarsi per il bene della causa comune. O almeno questo è quello che si legge nei luoghi, virtuali, di discussione sui social. I fan dello svedese non hanno festeggiato la doppietta della rossa ma piuttosto evidenziato una sorta di scippo perpetrato ai danni del taciturno pilota dagli occhi azzurri. Ma guardiamo avanti e pensiamo ai numeri. Il successo di Domenica del tedesco ha portato la Ferrari ad imporsi nel circutio cittadino dopo 16 anni, un’attesa troppo lunga ma che lascia bene sperare per il futuro. Vettel si ‘allontana’ e tenta una prima fuga visto che è a 25 punti di vantaggio da Lewis Hamilton, che ha chiuso la gara soltanto settimo. Inoltre, nessun pilota Mercedes è andato a podio, la vera notizia di Domenica. Con la vittoria a Monte Carlo Sebastian è salito a 45 nella sua carriera, la sesta da quando è alla Ferrari. “Sì, sì, sì, grazie ragazzi! La macchina è stata perfetta “, il messaggio inviato al box non appena Vettel ha tagliato il traguardo.

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