16 Maggio 2026
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Lorenzo Nicolini (BolognaToday): “Difficile l’impatto con la categoria, ora bisogna restare in orbita secondo posto in attesa dei rinforzi di gennaio. Rossoblu pericolosi negli inserimenti, manca lucidità nell’ultima parte delle gare”

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maurizio longhi Intervista di Maurizio Longhi

Tra poche ore andrà in scena l’anticipo dell’imminente turno del campionato cadetto e, al Partenio-Lombardi, verrà un’avversaria di rango. L’Avellino si prepara ad affrontare il Bologna, una delle corazzate del campionato, che ha il chiaro obiettivo di ritornare subito in massima serie dopo l’amara retrocessione dello scorso anno. Gli emiliani sono distanti due lunghezze dalla seconda piazza occupata dal Frosinone e, quindi, non possono permettersi troppi passi falsi. Di contro, ci sarà un Avellino che, nelle ultime cinque partite, ha totalizzato il magro bottino di soli tre punti e urge la necessità di ritornare al successo. Certo, il calendario non è benevolo, serve la grande prestazione per fare risultato contro una delle favorite al salto di categoria. Per conoscere meglio l’aria che tira nell’entourage rossoblu, contattiamo il competente e gentile, Lorenzo Nicolini di BolognaToday. La prima domanda verte su quello che è stato il cammino felsineo fino a questo momento e se si può essere soddisfatti del piazzamento in classifica: “Il discorso è semplice: il Bologna ha subito l’impatto con la nuova categoria, un po’ quello che è successo ad altre squadre, se pensiamo al Catania che continua a fare fatica e, con le dimissioni di Sannino, si aggiungono ulteriori problemi. I felsinei hanno avuto vita dura all’inizio, sia perché è stato difficile calarsi psicologicamente nella realtà cadetta e sia perché qualcuno non aveva la necessaria umiltà. Venendo alla situazione attuale, essere lì nel mese di dicembre, a stretto contatto con la seconda piazza, è sicuramente importante. Anche perché, con la nuova proprietà, a gennaio la rosa sarà rinforzata per puntare al salto diretto in serie A. E’ fondamentale chiudere la stagione nei primi due posti perché la storia dei play off è affascinante ma strana. Sono partite che sfuggono ad ogni pronostico, facile che si ritrovi fuori quella più attrezzata e poi, con la promozione diretta, si può pensare subito a programmare la prossima stagione”. Che la squadra di Lopez sia tra le più attrezzate è fuori di dubbio, ma intendiamo conoscerla più a fondo, parlando sia delle sue prerogative che dell’undici che potrebbe schierare in terra irpina: “Il Bologna gioca con interpreti che consentono a mister Lopez di variare spesso la disposizione tattica. La caratteristica principale di questa squadra è il lavoro svolto dalle due punte, Cacia e Acquafresca. Entrambi non è che stiano entusiasmando in zona gol ma, giocando per la squadra, mettono in condizione altri giocatori bravi nei movimenti senza palla, come i vari Zuculini e Laribi, di rendersi pericolosi in fase offensiva. Per quanto riguarda la formazione anti-Avellino, mister Lopez dovrebbe optare per un 4-3-1-2 molto elastico visto che la duttilità dei giocatori permette al tecnico di adattarsi agli avversari di turno. In porta ci sarà Coppola, i quattro del pacchetto arretrato dovrebbero essere Ceccarelli a destra e Morleo a sinistra, con la coppia centrale formata da Oikonomou e Maietta. La linea mediana prevede l’impiego di Matuzalem al centro, con Zuculini e Bessa ai lati, poi Laribi agirà alle spalle del tandem Acquafresca-Cacia”. Ma andiamo anche a vedere gli aspetti su cui i felsinei possono costruire le loro fortune e quelli che bisogna rivedere: “Siccome il Bologna punta molti sui giocatori bravi negli inserimenti, Zuculini e Laribi, nei momenti difficili, hanno tenuto la squadra in linea di galleggiamento e sono quelli che possono rompere gli equilibri. Poi c’è molta esperienza in squadra, se penso a giocatori come Coppola, Matuzalem, Maietta, ma c’è anche un giovane come Bessa, scuola Inter, anch’egli molto bravo nella fase di non possesso e si sta rivelando un prospetto decisamente interessante. Ciò che non va è la carenza di peso in fase offensiva. Cacia e Acquafresca stanno segnando poco: il primo perché, arriva poco lucido sotto porta per la mole di lavoro sporco che svolge, mentre il secondo, negli ultimi anni, ha segnato con il contagocce e non si possono riporre su di lui le speranze di una maggiore prolificità”. Al collega emiliano chiediamo anche che partita si aspetta considerato che, entrambe, hanno la necessità di muovere la classifica: “Un’altra caratteristica del Bologna riguarda la tenuta atletica. La squadra dà il meglio di sé nei primi 15′ della prima frazione e nei primi 10′ della ripresa, lì si sfoggia la massima espressione del proprio calcio poi, nell’ultima parte di gara, la condizione cala vistosamente e, proprio questo, è stato pagato con diversi punti in classifica. Quindi, sarà molto importante per il Bologna mantenere il livello di lucidità il più a lungo possibile. Tra le due squadre la differenza si nota soprattutto per i giocatori di esperienza di cui è dotata la rosa felsinea mentre di meno quella irpina. Comunque, per quanto riguarda gli uomini di Lopez, non possono fallire l’appuntamento, almeno sarà importante non perdere perché, lasciando ulteriori punti per strada, c’è il rischio che il Carpi scappi via. L’obiettivo deve essere quello di restare agganciati al treno delle squadre di vertice poi, a gennaio, arriveranno i rinforzi per andare all’assalto della massima serie”. La “regina” del campionato è una squadra come il Carpi che, ai nastri di partenza, sicuramente non era annoverata tra le pretendenti ad un posto di vertice. Ognuno può avere una visione diversa di come stanno andando le cose e delle continue sorprese che ci riserva la cadetteria. Questo il pensiero di Nicolini: “E’ un campionato anomalo, negli ultimi anni non c’è stata squadra retrocessa che non abbia pagato l’impatto con la cadetteria. Lo stesso è successo al Bologna ma, più si va avanti, e più mi rendo conto di quanto i valori delle rose incidano fino ad un certo punto. Se vediamo il Catania, ha giocatori da far invidia a diversi club che militano in massima serie, eppure è impantanato in una posizione di classifica amorfa. Personalmente, le armi per sperare in qualcosa di importante devono essere la mentalità giusta per la categoria abbinata alla dose di umiltà che occorre sia in alcune fasi che in determinate partite. Se andiamo a valutare, sulla carta, il valori degli organici, dovremmo ritrovarci in vetta Bologna, Catania, Bari, Livorno, invece, la serie B non è più questa ma è un campionato in cui anche le matricole possono puntare in alto. Se pensiamo anche all’Empoli l’anno scorso, promosso in A mentre il campionato precedente si era salvato nei play out. Non mi meraviglierei se a fine campionato qualche sorpresa si trovasse a brindare al salto di categoria: il Carpi sta accumulando un bel margine di vantaggio ma bisognerà vedere se riuscirà a tenere questo rendimento, mentre il Frosinone, avendo anche una buona base economica, può permettersi di investire a gennaio e di accreditarsi come una pretendente alla promozione. Ecco, da febbraio inizierà un altro campionato: sono fiducioso nel Bologna perché sicuramente a gennaio si interverrà per puntellare la squadra e, con gli innesti giusti, aumenteranno le possibilità di ritagliarsi un posto tra i primi due”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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