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Quasi due mesi fa è tornato lì dove lo ha portato il cuore. A Torre Annunziata, l’epicentro dei suoi affetti di sempre. Perché del Savoia, oltre ad essere un dirigente, è anche il primo tifoso. Esaurita la parentesi Scafatese, per Enzo Musto era già pronto l’incarico di team manager della prima squadra dopo aver svolto ad inizio campionato la stessa mansione con le giovanili oplontine. Un’esperienza che gli era valsa a fine dicembre la chiamata del club canarino. Musto, salernitano doc, aveva ricoperto lo scorso anno il ruolo di direttore sportivo alla Giffonese in Promozione, chiudendo l’annata col raggiungimento della finale play-off. “Con l’esonero di Fabiano mi sono sentito in dovere di dimettermi per rispetto nei confronti di un allenatore che stimo – rivela a FootballWeb -. Dopo il suo ritorno, sono stato richiamato personalmente da lui in prima squadra. Ma già ad inizio stagione non avevo saputo dire di no alla chiamata di Tony Barbera e del ds Felicio Ferraro che mi hanno affidato il compito di team manager della Juniores. Con mister Fabiano ho instaurato un rapporto stupendo: è una persona eccezionale e rispettosa dei ruoli. Per me è un vero onore far parte dei suoi collaboratori. Il mio sogno ora è quello di portare il Savoia in categorie superiori e naturalmente restare qui a Torre come dirigente”.

Ma come nasce questo tuo rapporto con Torre Annunziata?
“Al Savoia sono arrivato in Lega Pro come team manager della Berretti. Ho instaurato un legame particolare con i tifosi dopo aver visto anni fa la finale di Coppa Italia regionale che il Savoia vinse 2-1 con l’Agropoli. Il Giraud era una bolgia e, da allora, mi sono innamorato del suo tifo. Ho fatto un tatuaggio perché il mio rapporto con Torre non dovrà mai finire. Per certi versi mi sento in dovere di chiedere scusa ai tifosi oplontini se per due mesi li ho abbandonati, sebbene il mio cuore fosse rimasto comunque al Giraud. Anche quando ero in panchina con la Scafatese, controllavo di continuo il risultato del Savoia…”.
Oramai per il gruppo sei più di un semplice team manager…
“Ho legato con tanti calciatori, in special modo quest’anno. Non ho un mio giocatore preferito perché per me sono tutti uguali. E devo anche dire che in questo spogliatoio ci sono tanti leader. I ragazzi in fin dei conti vogliono essere coccolati ed in questo forse hanno trovato la persona adatta. Magari quello più coccolato da me è Giuseppe Onda: è stato un mio giocatore negli Allievi Nazionali guidati da mister Barbera e non vi dico quanti scherzi mi ha fatto. Vederlo giocare nella squadra della sua città è per me motivo di orgoglio. Del resto gli atleti torresi sentono ancor di più quel senso di responsabilità verso la città e la maglia”.
Cosa è mancato a tuo avviso a questo Savoia per vincere il campionato?
“La rosa a disposizione di mister Fabiano è di grande qualità e penso che durante un campionato sia anche normale avere un piccolo calo. I ragazzi che io seguo quotidianamente lavorano in armonia e fisicamente sono al top perché hanno sgobbato con due grandi professionisti come Tommaso Bianco prima e Lucio Florio ora. Ogni partita è stata affrontata come se fosse una finale perché anche le squadre avversarie hanno sempre cercato di dare il massimo contro il Savoia”.
Ancora due ostacoli da superare prima di accedere alle fasi nazionali: come ci arrivate a questa full immersion?
“La differenza durante questi play-off può farla il nostro magnifico pubblico che, come al solito, non ci farà mancare il suo supporto. Abbiamo una tifoseria da serie A che tutti ci invidiano. Ma mi rassicura anche il fatto che c’è armonia ed unità di intenti tra ogni componente, a partire dai magazzinieri, passando per lo staff tecnico e gli atleti, per finire alla dirigenza. A tal proposito, voglio rivolgere il mio benvenuto al nuovo presidente Salvatore Cafiero. Il Savoia ha tanti punti di forza a cui si aggiunge il pubblico che dovrà dare una grossa mano a questi ragazzi”.
Stefano Sica
© FootballWeb – Riproduzione riservata (FOTO NUNZIO IOVENE)

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