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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Apprestandomi a scrivere della sconfitta della Fiorentina contro l’Empoli (1-2), una domanda mi tormenta. Cosa potrei mai scrivere senza che ripeta ciò che ho già scritto in precedenza? La risposta è in realtà facile e racchiusa in una sola parola: nulla. La Fiorentina di quest’anno continua infatti a sprecare tutte le occasioni buone che il destino le offre con fin troppa generosità. In che modo poi. Mentre tutte le aspiranti ad un posto in Europa League pareggiano, la squadra di Sousa riesce a far peggio, perdendo in casa contro l’Empoli di Martusciello.
Potrei allora soffermarmi sulle capacità della Viola a gettare alle ortiche tutte le occasioni buone principalmente contro le squadre di bassa classifica. Basti infatti pensare che la Fiorentina in casa ha raccolto più contro Juve, Roma e Napoli che contro Crotone (18°), Empoli (17°) e Genoa (16°) – 7 punti contro le prime tre, solo 2 punti contro le restanti tre. Ma anche questo argomento è già stato ampiamente sottolineato.
Potrei infine parlare dell’arbitraggio e degli errori, al limite del ridicolo, di Mazzoleni. Ma porre l’attenzione sugli errori arbitrali in una partita in cui la Fiorentina, pur giocando in casa e contro la quartultima in classifica (senza contare che l’Empoli nelle ultime dieci partite aveva raccolto solo 2 punti) al 90° era ancora ferma sul risultato di 1 a 1 è come guardare la pagliuzza e non accorgersi della trave(rsa) che Ilicic ha colpito per la settima volta in questa stagione.
Che dire allora? Forse che la sconfitta non era così inimmaginabile, soprattutto se si tiene conto di una delle ultime uscite dell’allenatore gigliato. Al termine della gara con la Samp, Sousa aveva infatti affermato che l’Europa non era l’obiettivo della Fiorentina. Che ci sia dell’ironia o no, come immaginarsi un squadra pronta a battersi su ogni centimetro di campo dopo tali dichiarazioni? Come pensare che la Viola potesse compiere quello che sarebbe stata un’impresa, ovvero arrivare in Europa League, quando è lo stesso allenatore a non crederci, o (nel caso ci fosse dell’ironia) a non prenderla con la giusta serietà. Ed infatti, non è un caso se la Viola in campo sia apparsa tutt’altro che un leone pronta a sbranare l’agnellino di turno.
Ma anche in tal caso si tratta di fiato sprecato, anche perché le uscite di Sousa non ci fanno nemmeno più rabbia. Quello che forse dispiace è piuttosto il fatto che manca ancora molto prima che quest’agonia giunga a conclusione. Anche perché Neil Young certamente non si sbagliava (e Kurt Cobain ne sapeva qualcosa) quando nella sua Hey Hey, My My cantava “è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente” (It’s better to burn out than to fade away).
Stay Rock and Forza Viola

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