Views: 0
Prima la paura e poi il delirio. La Frattese crea, sciupa tutto ciò che si può dissipare, si irrigidisce e appassisce, passa avanti, subisce il ritorno del Sersale e poi dilaga soltanto nell’ultimo quarto d’ora del match (4-1). Spesso nel calcio l’apparenza inganna. E oggi i calabresi sono andati ad un passo da una impresa poco pronosticabile alla vigilia. Tutto è bene quel che finisce bene, ma quanta fatica. Sì, perché i nerostellati erano chiamati a mantenere ancora ardente il sogno play-off, mentre gli ospiti sono da tempo condannati a disputare gli spareggi per non retrocedere, staccatissimi dalla penultima posizione detenuta dal Castrovillari. E in campo si è vista sin dall’inizio una corposa differenza tecnica che però i giallorossi hanno provato a decurtare con la forza della disperazione e una grande nobiltà d’animo.
SCELTE TECNICHE – Nello Di Costanzo ripropone il consueto 4-2-3-1 con Giacobbe dietro Longo, mentre ai lati agiscono Silvestro e Da Dalt. Liccardo e Ausiello compongono il tandem di centrocampo e, nelle retrovie, Angelillo è deputato a svolgere per la seconda gara consecutiva il compito di terzino sinistro. A destra c’è Tommasini con le chiavi della difesa affidate a Varchetta e Acampora. In porta c’è Salineri. Il tecnico calabrese Antonio Venuto punta invece sul 4-4-2 con Di Maira e Caturano in attacco.
PARTENZA FULMINANTE – L’approccio nerostellato è devastante per ritmo e produzione di palle-gol. Almeno una ventina di minuti di gran calcio che sembrano rendere l’attesa del gol più tranquilla. Il Sersale non tira mai in porta e difficilmente supera la propria metà campo, mentre la Frattese diverte e tiene sempre alte intensità e concentrazione. Si apre subito con un salvataggio sulla linea su una inzuccata da distanza ravvicinata di Varchetta, che aveva ricevuto un cross affilatissimo da Liccardo. Longo non inquadra la porta dopo essersi involato da solo a rete (palla fuori), quindi Da Dalt si accentra e può sparare il sinistro che coglie in pieno il primo palo. Proprio l’ex Foggia è tra i protagonisti principali di questo inizio feroce nerostellato: le sue sgroppate perenni creano parecchi problemi a Girardi e sono frequenti le attenzioni non proprio amichevoli che i giocatori ospiti gli riservano. La difesa di Di Costanzo, dal canto suo, può sonnecchiare tranquillamente. Una punizione di Longo, deviata dalla barriera, viene neutralizzata con qualche difficoltà da De Gennaro, pipelet ospite classe ’96 (alla fine del match risulterà tra i migliori), poi lo stesso attaccante brucerà una chance ghiotta indirizzando alle stelle una conclusione da posizione gustosa. La sfuriata della Frattese finisce praticamente qui per inaugurare il secondo segmento del primo tempo durante il quale ritmi bassi e trame soporifere prendono il sopravvento sul sintetico dello Ianniello. Il Sersale ne approfitta per rifiatare, consapevole di poter andare al riposo ancora imbattuto.
OUT ANGELILLO – Di Costanzo è poi costretto a ridisegnare l’assetto titolare con la defezione improvvisa dell’esterno classe ’97 per un problema muscolare. Entra Natale che va a posizionarsi a destra nel tridente alle spalle di Longo, con Da Dalt che arretra tra i quattro di difesa e Tommasini che va a fare compagnia a Varchetta al centro. A sinistra scala Acampora. Ma non succede più nulla.
FRATTESE ALL’ASSALTO – La ripresa si apre con i nerostellati all’arma bianca, determinati a chiudere quanto prima la pratica. Natale confeziona dalla destra il traversone che Giacobbe incorna alla perfezione nell’area piccola trovando un De Gennaro strepitoso. Lo stesso Natale, pochi secondi dopo, arpiona con una mezza sforbiciata l’assistenza lunga di Silvestro dalla sinistra sollecitando ancora i riflessi del numero uno giallorosso. Dall’altro lato, la difesa troppa alta dei nerostellati causa il break giallorosso con Puntoriere che può sfuggire ad Acampora ed aprire a sinistra per Caturano che da una mattonella profumata spreca clamorosamente mandando la palla abbondantemente alta davanti a Salineri. E’ il primo vero pericolo portato dal Sersale, un episodio che tuttavia non turba la determinazione nerostellata. Il siluro di Da Dalt è salvato sulla linea da Scalise aumentando la sensazione generale che la porta ospite sia benedetta da qualche strano sortilegio. La Frattese affonda da tutte le parti, propone a pieno regime tutti gli effettivi nella fase di possesso ed inverte le corsie di competenza di Silvestro (che si sposta a destra) e Natale. Un colpo di testa di Longo, su traversone di Acampora, fa gridare al gol (pallone di un soffio alto) quindi, al 18′, il vantaggio strameritato con una fiondata a giro di Liccardo che termina la sua corsa nell’angolino alla sinistra di De Gennaro.
IL PARI E LA PAURA – Per qualche minuto, dopo aver messo la freccia, la Frattese preferisce respirare anche se poi bussa alle porte del raddoppio con Silvestro che da un metro non fa secco De Gennaro facendosi bloccare la conclusione a colpo sicuro. Un erroraccio fatale perché, come è del resto regola non scritta del calcio, sarà l’antipasto del pari calabrese (26′): Sgueglia lancia lungo dalle retrovie, Varchetta e Salineri cucinano la frittata in tandem non intuendo le rispettive intenzioni e Di Maira può allungare agevolmente il pallone in rete a porta vuota.
LONGO SI ACCENDE, ECCO IL TRIPLETE – E’ tuttavia un pari tanto beffardo e immeritato per la Frattese, quanto effimero per i giallorossi. Ed è proprio in questa fase che si apprezza maggiormente la personalità dei gladiatori di Di Costanzo, che non si avviliscono, si rialzano all’istante e riprendono a fare fuoco sulle linee nemiche. E’ infatti il 30′ quando Longo si procura una punizione dal limite (fallo di Scalise) che Liccardo poi trasforma con una classica pennellata a foglia morta. E’ la fine di un incubo e anche l’inizio di un bombardamento impietoso che manderà definitivamente al tappeto i ragazzi di Venuto. Nel frattempo, Di Costanzo richiama Giacobbe per inserire Costanzo, il quale va a fare il play consentendo alla squadra di rimodularsi sul 4-3-3. E in appena un minuto arriva il poker con due gioielli d’alta oreficeria di capitan Longo che prima danza in area bucando con un diagonale De Gennaro alla sua destra (38′) e poi accende il missile della felicità dai 20 metri per il definitivo 4-1 (39′).
DISTACCO PLAY-OFF INVARIATO – Entra l’ex Sorrento Catalano per Da Dalt, e Tommasini si sposta di nuovo a destra. Un dettaglio che accompagna la chiusura di un match tirato e che ha scosso più del dovuto le certezze della Frattese. La Palmese, quinta, resta a +6 dopo aver incassato i tre punti a tavolino col Due Torri. E giovedì i nerostellati andranno a far visita alla Sarnese, test non facile in considerazione della necessità dei granata di ritagliarsi una posizione migliore nella griglia play-out. Ci sarà da soffrire, ma l’obiettivo di entrare tra le magiche quattro è ancora a portata di mano e va coltivato. Guai a non crederci.
Stefano Sica
© FootballWeb – Riproduzione riservata

Lascia un commento