16 Maggio 2026
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Accadde oggi: la morte di Johann Cruijff, profeta del gol e rivoluzionario del calcio

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Risultato immagine per cruijffPer la rubrica “Accadde oggi” ricordiamo il giorno della morte di uno dei personaggi che più rimarranno nelle pagine del calcio giocato: Johann Cruijff. Si è spento, il 24 Marzo 2016, a 68 anni il talento olandese, dopo una lunga malattia. Ma quella di Cruijff è forse una delle storie più belle da raccontare ai propri figli e nipoti. Infatti, Johann non è solo un calciatore, ma è un simbolo. Simbolo di una rivoluzione nel mondo del calcio. Quella rivoluzione che prese il nome di “Calcio totale”, un calcio dove tutti fanno tutto. In particolare la svolta arrivò nel 1965 con l’arrivo sulla panchina dell’Ajax, squadra dove Cruijff esordì a 17 anni, di Rinus Michels. Il fuoriclasse numero 14 divenne l’emblema di un nuovo calcio e aveva l’abilità di fare quasi tutto in mezzo al campo: dribblare, far segnare, difendere ed impostare. Come già abbiamo anticipato in articoli precedenti, il calcio totale è un tipo di gioco basato sulla sincronizzazione dei giocatori. Ognuno, infatti, svolge il proprio compito indipendentemente dalla posizione della palla. Questo stile è inoltre caratterizzato da un enorme trama di passaggi che hanno, nel far stancare l’avversario, il principale obiettivo. Verticalizzazioni, giro palla veloce e colpire al momento giusto sono i punti fondamentali di un calcio che sarebbe rimasto nella storia. Basta dare un occhio al Barcellona e il così detto Tiki Taka non è altro che l’evoluzione di ciò che nacque con Michels e Cruijff negli anni sessanta in Olanda. Una squadra che pratica questo stile di gioco, in Italia, è il Napoli di Sarri, ma soprattutto da non dimenticare il Milan di Sacchi, aspirante proprio al calcio dell’olanda di Cruijff del 1974. Già, perché quella del 1974 era un Olanda che esprimeva in assoluto il più bel calcio. L’unico rimpianto del talento olandese fu quello di perdere, però, la finale di quel Mondiale contro la Germania Ovest. Per il resto, Cruijff, ha vinto nella sua vita praticamente di tutto, specialmente con la maglia dell’Ajax: 9 campionati, 3 Coppe dei Campioni consecutive e con la maglia dei lancieri vince anche 2 dei 3 palloni d’oro che gli verranno riconosciuti. Inoltre, fu apprezzato anche come allenatore. Specie quando sedette sulla panchina del Barcellona. Con lui, i blaugrana, riuscirono a spezzare quel dominio che il Real Madrid aveva avuto in Spagna, vincendo 4 campionato consecutivi, una Coppa delle Coppe e la storica Coppa Campioni del 1992 a Wembley contro la Sampdoria. Tornando al Cruijff calciatore, il talento olandese era perfettamente ambidestro e opponeva ad una straordinaria potenza, una grande eleganza. Era dotato di un dribbling efficacissimo, accompagnato da scatti di impressionante velocità che lo rendevano immarcabile per qualunque calciatore. A tal proposito è conosciuta la così detta Cruijj Turn, una vera e propria giravolta che lasciava di stucco la maggior parte dei difensori. Riportiamo le parole di uno di questi, che lo marcò nel Mondiale del 1974. Il centrocampista Jan Olsson così dichiarò: «Ho giocato per 18 anni nel calcio di alto livello e per diciassette volte con la nazionale svedese, ma quel momento contro Cruijff fu il momento di cui vado più fiero in tutta la mia carriera. Pensavo che avrei sicuramente recuperato il pallone, ma lui si prese gioco di me. Non mi sentii umiliato. Non avevo possibilità. Cruijff era un genio.» Il totaalvoetbal (calcio totale), quindi, era basato sulle posizioni in campo dei giocatori. Quando c’era un calciatore pronto a spostarsi ce n’era sempre uno pronto a sostituirlo in modo da non alterare la compattezza della squadra. Il difensore Barry Hulshoff, all’epoca compagno di Cruijff così disse circa gli allenamenti che eseguivano: «Discutevamo di spazio per tutto il tempo. Cruijff spiegava sempre dove i compagni avrebbero dovuto correre, dove rimanere fermi, dove non si sarebbero dovuti muovere. Si trattava di creare spazio ed entrare nello spazio. È una sorta di architettura sul campo. Parlavamo sempre di velocità della palla, spazio e tempo. Dove c’è più spazio? Dov’è il calciatore che ha più tempo a disposizione? È lì che dobbiamo giocare il pallone. Ogni giocatore doveva capire l’intera geometria di tutto il campo e il sistema nel suo complesso.» Insomma Johann Cruijff, il profeta del gol, immenso talento olandese resta tutt’oggi un emblema del calcio italiano, come giocatore e come rivoluzionario per aver inventato, insieme a Rinus Michels, con l’Olanda dell’epoca, uno degli stili di calcio più belli. Quello fatto di geometrie, di spazi, di ragionamento, con alla base un gioco importante. Terminiamo quest’articolo riportando ancora altre parole, questa volta proprio di Cruijff, sperando di aver reso omaggio nel migliore dei modi ad un signore del calcio capace di lasciar un segno tanto grande quanto indelebile fra le pagine della storia calcistica del passato e del presente con la sua influenza. Il nostro appuntamento torna domani con una nuova emozione pronta per essere ricordata. Le parole, dunque, di Cruijff furono: «Ogni allenatore parla di movimento, dice di correre sempre. Io dico: non correte molto. Il calcio è un gioco in cui si gioca con il cervello. Bisogna trovarsi nel posto giusto nel momento giusto, né troppo tardi, né troppo presto.»
In tua memoria, Cruijff, profeta del gol e rivoluzionario del calcio. Risultato immagine per cruijff Olanda 1974

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