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Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata
Una piccola Juve. Così Vincenzo Montella aveva definito il Chievo, alla vigilia. E non si era affatto sbagliato. A San Siro, un Maresca rischia di rovinare la dodicesima vittoria casalinga del Milan contro il Chievo. Non si tratta dell’ex Juve Enzo, ma dell’arbitro napoletano Fabio, che assegna ai gialloblu un rigore solidale, nel senso di infinitamente generoso. Non basta lo slancio di bontà d’animo del fischietto partenopeo a frenare i rossoneri, che creano tanto e sprecano di più. Bacca grande protagonista, croce e (poca) delizia: firma il vantaggio, poi dal dischetto manda un pallone nell’iperspazio, si divora l’impossibile e infine riporta avanti i suoi con una zampata, quella sì, da grande opportunista.
ALTA MARESCA – Doveva essere una gara tranquilla, di avvicinamento al big match di venerdì con la Juve. Si è tramutata nel solito enigmatico turbinio di emozioni altalenanti. Il Chievo contribuisce allo spettacolo, dando spazio alle sfuriate milaniste e partecipando attivamente alla sindrome premestruale del gol. Non è un caso che i clivensi siano la vittima preferita dei rossoneri tra le mura amiche. La rete che porta avanti i padroni di casa è un contropiede sull’asse Deulofeu-Bacca, col colombiano che si sblocca su azione dopo due mesi di digiuno e Sorrentino che gli dà una mano con una piccola indecisione. Tutto per il meglio, soprattutto se Locatelli, ricordandosi della piccola Juve che ha davanti, si guadagna un calcio di rigore con una botta di controbalzo che va ad infrangersi sul braccio di Cesar. Con Niang al Watford, la scelta sull’errorista designato ricade sul lunatico Bacca, capace di spunti tecnici poco prima e di un siluro al terzo anello dagli undici metri poco dopo. Non bastasse il 2-0 ignobilmente fallito, ad affacciarsi oscuro come l’ombra della Juve all’orizzonte, arriva anche il braccio di Maresca che indica il dischetto nell’area rossonera. De Sciglio accarezza la maglia di Gakpè, che frana al suolo come il miglior Dybala. Nessun dubbio, tranne che per la moviola che, oltre ad evidenziare una trattenuta di intensità simile a un grattino, mette in luce una posizione irregolare dell’attaccante togolese. Il talismano anti-Donnarumma è De Guzman, che spiazza con freddezza il giovane portierone. A complicare il tutto, ci si mette anche l’infortunio di Suso. Montella perde una delle pedine più importanti nel suo scacchiere e deve correre ai ripari lanciando Ocampos. L’argentino, però, pur avendo caratteristiche differenti dallo spagnolo, non lo fa affatto rimpiangere, dando sviluppo verticale alle azioni rossonere.
RISACCA ROSSONERA – Il Chievo, arrivato a San Siro più con la mentalità di una cena da Giannino, si lascia ingolosire dalle lusinghe arbitrali e scende in campo con un minimo di voglia in più nella ripresa. Montella, però, sa che i tre punti pre-Juve sono di fondamentali importanza e così cambia assetto, inserendo Lapadula al posto di Locatelli e aumentando la pressione sugli ospiti. L’intesa tra Bacca e Lapadula è insospettabilmente proficua e, a lungo andare, dà i suoi frutti. Il piedino delicato di Sosa illumina, Ocampos anticipa, Bacca affonda il piedone con opportunismo e tutto torna al suo posto. Per fugare ogni dubbio sull’arbitraggio ed evitare che finisca sulle colonne dei giornali come uno Juve-Napoli qualsiasi, Maresca concede al Milan il secondo rigore (sacrosanto) di serata. Per fortuna dei tifosi rossoneri, Bacca è stato sostituito da Kucka e dal dischetto ci pensa Lapadula, pur col brivido di un rigore non ineccepibile. Nell’altalena impazzita, c’è ancora spazio per una traversa di Cacciatore a porta semi-sguarnita e per un Deulofeu lanciato nelle praterie della difesa del Chievo, atterrato da Gobbi, meritevole di rosso ma graziato dall’arbitro.
Montella porterà in dote allo Stadium alcune piccole certezze, in un mare di enigmi. Romagnoli e Zapata sembrano i centrali meno schizofrenici, autori di ottime prove tra Sassuolo e Chievo. De Sciglio a destra è più a suo agio, Vangioni a sinistra comincia a capirci qualcosa di posizionamento. La cabina di regia appare ormai disegnata sui piedi del principito Sosa, Locatelli è tornato su buoni livelli e Bertolacci è prezioso in appoggio alla fase offensiva, seppur con qualche deficit di copertura. Suso resta da valutare, ma Ocampos è pronto a galoppare verso una chance seria. Non ha bisogno di dare conferme, invece, Deulofeu: sempre più devastante in campo aperto, sempre più prezioso quando lo spazio si riduce. Resta da sciogliere qualche nodo in cima allo scacchiere, con Bacca avvolto dal solito velo di umori barcollanti e Lapadula affannato dalla voglia di sfondare. Il test con la piccola Juve è stato superato, in maniera convincente, ma tra tornanti tortuosi. Con quella vera, si spera in qualche curva di meno.

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